Halo hair arriva alle Olimpiadi: l’acconciatura che conquista star e atleti

Di : Lorenzo Dalmoro

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Ai Giochi Olimpici di Milano‑Cortina, l’attenzione non è caduta soltanto sulle prestazioni sul ghiaccio: la pattinatrice statunitense Alysa Liu ha mostrato un nuovo look che già si confronta con le tendenze capelli del 2026. Il motivo per cui conta oggi è semplice: la sua versione degli halo hair conferma quanto i look delle star influenzino scelte estetiche e richieste nei saloni, con implicazioni pratiche per chi pensa di imitarli.

Alysa Liu, 20 anni, ha gareggiato con lunghe ciocche castane intervallate da tre larghe strisce decolorate a mo’ di “aureola”, un dettaglio che ha catturato l’obiettivo dei fotografi all’Ice Skating Arena di Milano. In un’intervista rilasciata a NBC New York la pattinatrice ha spiegato di portare questa variante da alcuni anni, aggiungendo una striscia a stagione; quest’anno la scelta è ricaduta su un **biondo platino** per ottenere maggiore contrasto con la base scura.

In pista e sui social

Il passaggio dal gesto estetico alla sua amplificazione è avvenuto soprattutto tramite i canali social: l’hair stylist che ha curato il trattamento ha documentato il processo su Instagram, mostrando anche la complessità di sbiancare capelli naturalmente molto scuri. Queste immagini hanno contribuito a trasformare il dettaglio in un piccolo fenomeno virale durante le giornate olimpiche.

Dietro all’estetica c’è però la praticità: una decolorazione così evidente richiede più sedute e attenzione alla salute del fusto capillare, soprattutto quando si passa da pigmenti scuri a toni platino.

Da Rosalía all’origine giapponese

La riscoperta degli **halo hair** è stata in parte guidata dalla popstar Rosalía, che dallo scorso novembre ha adottato un anello chiaro intorno alla parte alta della testa in connessione al progetto estetico del suo album Lux. Anche il suo hairstylist ha reso noto il procedimento sui social, alimentando reinterpretazioni e versioni alternative.

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Il motivo estetico non è nuovo: la tecnica nasce in Giappone con il nome di **angel ring**, ispirata ai riflessi luminosi degli anime. Già nel 2013 la cantautrice Caroline Polachek aveva sperimentato qualcosa di simile, segnando una prima diffusione occidentale della proposta.

Varianti e consigli pratici

La tendenza si è evoluta in molte direzioni. Alcune versioni giocano su contrasti audaci, altre cercano un effetto più naturale o creativo.

  • Halo tradizionale: un anello decolorato attorno alla parte superiore della testa, spesso in platino o biondo chiaro.
  • Inverse halo: tutta la capigliatura è schiarita tranne la fascia centrale, per un effetto opposto.
  • Scandi hairline: soluzione più soft che schiarisce solo la linea frontale e i baby hair per un “sunkissed” discreto.
  • Colori pastello: alternative non platino, con toni rosa, lilla o azzurro per un approccio più giocoso.

Se si considera di replicare il look, è consigliabile rivolgersi a professionisti: la sbiancatura richiede prodotti e tecniche calibrate per evitare danni e ottenere una tonalità uniforme.

In prospettiva, l’adozione di questi dettagli dalle passerelle alle piste olimpiche mostra come i trend di celebrità e musica pop continuino a plasmare il mercato dei servizi estetici. Per chi lavora in salone o per chi prenota un appuntamento, il punto chiave rimane l’equilibrio tra effetto desiderato e salute del capello.

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