L’attività dell’Etna ha costretto l’aeroporto di Catania a sospendere tutti i voli in arrivo e in partenza fino alle ore 15 di sabato 15 agosto: una decisione che interrompe collegamenti, crea disagi per migliaia di passeggeri e ribadisce quanto la vicinanza al vulcano rimanga un fattore critico per i trasporti nell’isola.
La società di gestione, Sac, ha confermato la chiusura temporanea e ha invitato i viaggiatori a verificare lo stato del proprio volo prima di recarsi in aeroporto. L’attività eruttiva ha già condizionato le operazioni aeroportuali dall’8 agosto, con aperture e chiusure alternate a causa della dispersione di cenere in quota, che rende rischioso il traffico aereo.
Numeri e rotte più colpite
Il traffico dello scalo etneo—il quinto in Italia per traffico passeggeri, con oltre 12,3 milioni di persone l’anno—ha subito cancellazioni e deviazioni concentrate negli ultimi giorni. La presidente di Sac, Anna Quattrone, ha riassunto l’impatto in termini operativi: dei voli programmati nell’ultima settimana una parte significativa non è stata operata come previsto.
- Voli cancellati: circa 684 tratte, pari al 36% del totale pianificato negli ultimi otto giorni.
- Voli dirottati: circa 630, con destinazioni alternative spesso su Palermo e, in misura minore, su Comiso.
- Comiso: scalo più piccolo a circa 100 km a sud di Catania, anch’esso soggetto a chiusure temporanee durante l’emergenza.
La necessità di trasferire rotte su aeroporti come Palermo ha generato ulteriori difficoltà logistiche: non sempre esistono collegamenti efficaci tra gli scali siciliani, con conseguenze su tempi di viaggio e coincidenze.

Conseguenze immediate per i passeggeri
Migliaia di persone hanno dovuto riprogrammare spostamenti o attendere direttamente in aeroporto informazioni su riprotezioni e cancellazioni. Alcune sono rimaste negli spazi dello scalo etneo, altre si sono spostate a Palermo nella speranza di trovare alternative di volo.

Oltre al disagio diretto per i viaggiatori, la situazione può avere effetti su turismo, servizi e collegamenti internazionali: ritardi e limitazioni delle rotte riducono la capacità complessiva dell’isola di assorbire i flussi previsti durante il periodo estivo.
Cosa resta da monitorare
L’evoluzione dell’attività vulcanica e le condizioni atmosferiche rimangono i fattori decisivi per il ripristino delle operazioni di volo. Le autorità aeroportuali continueranno a aggiornare orari e restrizioni in base alle rilevazioni tecniche sulla presenza di cenere in quota.
Per i prossimi giorni è dunque fondamentale seguire gli aggiornamenti ufficiali di Sac e delle compagnie aeree: la riapertura completa dipenderà tanto dalla stabilità dell’Etna quanto dalle condizioni di sicurezza aerea determinate dagli enti competenti.
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