Dal 2 al 4 ottobre 2026 Gorizia ospiterà un nuovo festival culturale che mette al centro le molte declinazioni della «frontiera»: non solo come linea geografica, ma come lente per leggere tensioni politiche, trasformazioni tecnologiche e mutamenti culturali. L’appuntamento si presenta come una risposta diretta ai nodi del presente: equilibri globali, identità in movimento e il rapporto tra umanità e macchine.
La rassegna, intitolata Frontiere – Dove i mondi si incontrano, nasce da una rete di istituzioni locali e nazionali e si svolgerà in spazi pubblici e culturali della città, con un calendario di otto incontri principali tenuti da studiosi e intellettuali di rilievo.
Presentato ufficialmente a Trieste alla presenza di rappresentanti regionali e locali, il festival è promosso dal Gruppo NEM Nordest Multimedia – Il Piccolo, da Editori Laterza, dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Gorizia, dal Comune di Gorizia e dall’Assessorato alla Cultura della Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia, con il contributo di GECT GO, Cassa Rurale FVG e la collaborazione delle università di Udine, Trieste e Nova Gorica.
Perché il tema è attuale
La parola “frontiera” oggi riguarda questioni che impattano la vita quotidiana: rivalità geopolitiche, migrazioni, dibattiti di genere, avanzamenti tecnologici. Un festival che intreccia storia, filosofia, scienza e arti prova a offrire strumenti per comprendere le contese contemporanee e le loro ricadute pratiche sulle comunità locali e globali.
Programma in breve
Gli incontri principali si svolgeranno al Teatro Comunale Giuseppe Verdi e in altri luoghi simbolo del centro storico. Il calendario prevede due appuntamenti il venerdì, tre il sabato e tre la domenica.
- Venerdì 2 ottobre, ore 16.00 – cerimonia di apertura al Ridotto del Teatro Verdi.
- Venerdì 2, ore 17.30 – Giada Messetti su Cina vs Stati Uniti: nuovi equilibri internazionali e percezioni occidentali.
- Venerdì 2, ore 21.00 – Anna Foa su Sionismo e diaspora: memoria, Stato e appartenenza.
- Sabato 3, ore 15.30 – Matteo Lancini su giovani e adulti: distanze generazionali ed educazione.
- Sabato 3, ore 17.30 – Paolo Ferri su universo finito o infinito: scienza e filosofia dello spazio.
- Sabato 3, ore 21.00 – Vera Gheno su lingua e genere: come il linguaggio modella ruoli e rappresentazioni.
- Domenica 4, ore 11.00 – Stefano Velotti su bello e brutto: estetica, gusto e pratiche artistiche.
- Domenica 4, ore 15.00 – Maurizio Ferraris su intelligenza naturale vs intelligenza artificiale: memoria, errore e decisione.
- Domenica 4, ore 17.00 – Alessandro Vanoli sui confini storici del Mediterraneo e la dialettica Oriente/Occidente.
Dialoghi e percorsi urbani
Oltre agli approfondimenti in sala, il festival animerà il tessuto urbano. Il progetto territoriale Crossroads, curato dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Gorizia, propone performance teatrali, musica, danza, cinema e mostre fotografiche pensate per restituire la stratificazione storica della città. L’obiettivo è trasformare strade e piazze in palcoscenici che raccontino la Gorizia precedente alla definizione del confine moderno.

L’itinerario suggerito attraversa luoghi chiave: dal settecentesco Monte di Pietà, passando per Piazza Vittoria (storicamente nota come Travnik), fino alle vie del commercio antico e al Teatro Verdi; il percorso chiude idealmente il cerchio tornando verso corso Verdi e via Oberdan.
Le questioni affrontate
I temi trattati coprono un ampio spettro:

- Geopolitica – nuovi rapporti di potere e implicazioni per l’Europa.
- Memoria storica – identità culturali e pluralità religiosa, con un focus sulla comunità ebraica locale.
- Generazioni – mutamenti nei legami affettivi e nelle pratiche educative.
- Estetica – come il senso del bello e del brutto varia nel tempo e nelle culture.
- Tecnologia – riflessioni critiche su intelligenza artificiale e rapporto uomo-macchina.
Questi argomenti saranno esplorati con approccio interdisciplinare, mettendo in relazione ricerche storiche, risultati scientifici, analisi filosofiche e pratiche artistiche.
Coinvolgimento universitario e formazione
Università e studenti avranno un ruolo attivo: le tre atene locali partecipano con percorsi formativi e dibattiti. È prevista un’iniziativa speciale con Maurizio Ferraris lunedì 5 ottobre al centro culturale EPIC Center in Piazza Transalpina/Trg Evrope dedicata agli studenti.
Il coinvolgimento accademico rafforza il legame tra ricerca e cittadinanza, offrendo agli studenti spazi di confronto con figure autorevoli.
Impatto sulla città
Il Comune di Gorizia sostiene l’iniziativa attivando musei, biblioteche, librerie e commercianti. Bar e ristoranti aderenti proporranno aperture straordinarie e offerte tematiche per accompagnare gli eventi, favorendo la partecipazione del pubblico e l’animazione diffusa del centro storico.
La presentazione ufficiale a Trieste ha visto intervenire rappresentanti regionali come l’assessore all’Ambiente, Energia e Sviluppo Sostenibile, insieme alle autorità locali e ai promotori dell’iniziativa, a sottolineare la valenza territoriale e culturale del progetto.
Come seguire
Oltre alla partecipazione in presenza, il festival intende dialogare con pubblici diversi attraverso media e canali istituzionali delle realtà coinvolte. Per chi si trova nella regione, l’appuntamento rappresenta un’occasione per osservare come un piccolo centro di confine può diventare laboratorio di riflessione su questioni globali.
La rassegna si chiuderà la domenica pomeriggio con un bilancio culturale che tenterà di restituire complessità a concetti spesso semplificati, come frontiera, identità e progresso tecnologico.
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Marcelina è una giornalista curiosa e sensibile, appassionata d’arte e cultura. Analizza le tendenze attuali con parole semplici e accessibili. Il suo stile accogliente e informativo guida i lettori nel mondo affascinante della moda, mettendo in luce le influenze storiche e le creazioni contemporanee.




