L’idea di lavare i capelli con il bicarbonato di sodio è ricomparsa con forza sui social e nelle conversazioni sul benessere personale: promette una pulizia profonda senza agenti chimici. La domanda pratica, però, resta: funziona davvero e quali sono i rischi per cute e lunghezze?
La risposta conta oggi perché molte persone cercano alternative più economiche e “green” ai prodotti tradizionali, ma ignorare la chimica del capello può avere conseguenze visibili in poche applicazioni.
Come agisce il bicarbonato
Il bicarbonato è una sostanza alcalina che rimuove sebo, residui di prodotti e calcare dall’acqua. Per questo motivo può apparire utile come trattamento chiarificante: scioglie i depositi che gli shampoo delicati a volte non eliminano.

Tuttavia, la sua alcalinità altera il naturale equilibrio acido del cuoio capelluto. Il valore del pH della pelle e dei capelli tende a essere tra 4,5 e 5,5; il bicarbonato si avvicina a valori attorno a 8–9, abbastanza da aprire le cuticole del capello, con effetti sulla lucentezza e sulla fragilità.
Benefici potenziali
- Elimina accumuli persistenti di prodotti styling e residui minerali.
- Può dare una sensazione immediata di pulizia, soprattutto su capelli molto grassi.
- È economico, facilmente reperibile e spesso proposto nelle routine “no‑poo”.
Rischi e controindicazioni
L’uso frequente o non diluito può seccare la cute, causare irritazione e rendere i capelli più porosi. I capelli tinti o trattati chimicamente sono particolarmente vulnerabili: il bicarbonato può favorire lo sbiadimento del colore e peggiorare la rottura.

Dermatologi e tricologi in genere sconsigliano applicazioni regolari proprio per il rischio di squilibrio della barriera cutanea e deterioramento della fibra capillare.
Se decidi di provare: precauzioni pratiche
- Diluire sempre il bicarbonato in acqua tiepida; evitare l’uso puro sulla cute.
- Limitare l’applicazione a un trattamento chiarificante occasionale (una volta ogni 2–4 settimane), non come shampoo quotidiano.
- Dopo il risciacquo, sciacquare con una soluzione acida leggera (ad esempio acqua e un po’ di aceto di mele) per aiutare a ripristinare il pH e richiudere le cuticole.
- Testare prima su una piccola area del cuoio capelluto per verificare tolleranza e reazioni.
- Chi ha cute sensibile, dermatite seborroica, psoriasi o capelli colorati dovrebbe evitare o consultare un professionista.
| Situazione | Consiglio |
|---|---|
| Capelli molto grassi e con accumuli | Trattamento chiarificante occasionale, diluito |
| Capelli secchi o trattati chimicamente | Evitarne l’uso; preferire shampoo delicati o trattamenti specifici |
| Cute sensibile o con patologie | Non usare senza parere medico |
Alternative più sicure
Per rimuovere residui senza rischi si può scegliere uno shampoo chiarificante a base di tensioattivi delicati oppure prodotti specifici senza solfati. Anche un’acqua finale con aceto diluito o con succo di limone (sempre molto diluito) è una soluzione meno aggressiva per ristabilire il pH rispetto all’uso prolungato di bicarbonato.
In definitiva, il bicarbonato può offrire un risultato immediato in termini di pulizia, ma non è una soluzione neutra: usato con meno cautela può danneggiare la struttura del capello e la salute del cuoio capelluto. Per chi cerca risultati duraturi e sicurezza, le opzioni professionali restano la scelta più equilibrata.
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Vittoria si dedica all’artigianato e alle tradizioni italiane. Con uno stile diretto e semplice, svela i segreti del Made in Italy. I suoi articoli evidenziano l’eccellenza e l’innovazione delle creazioni locali, rendendo l’informazione accessibile a chi ama la qualità autentica.




