La procura di Milano ha disposto il controllo giudiziario su Deliveroo Italy nell’ambito di un’inchiesta per presunto sfruttamento dei fattorini: la misura apre un capitolo nuovo sulle responsabilità delle piattaforme della consegna a domicilio. La vicenda interessa non solo i lavoratori coinvolti, ma anche i grandi brand che si avvalgono dei servizi di Deliveroo e potrebbe cambiare pratiche contrattuali e controlli aziendali nel settore.
Cosa prevede il provvedimento
Un amministratore esterno è stato nominato per affiancare la gestione della filiale italiana: l’obiettivo è interrompere e correggere comportamenti ritenuti illegali senza sostituire completamente gli attuali vertici. Il procuratore Paolo Storari contesta al management, incluso l’amministratore unico Andrea Giuseppe Zocchi, i reati di intermediazione illecita e di caporalato.
Nei mesi scorsi un provvedimento simile era stato adottato anche nei confronti di Foodinho, la società che gestisce le consegne per Glovo: le due inchieste segnano l’avvio di un controllo giudiziario esteso sulle piattaforme del food delivery.
Documenti richiesti alle catene clienti
La procura ha chiesto a diverse catene di grande distribuzione e di ristorazione – tra cui Carrefour, Esselunga, McDonald’s, Burger King e KFC – di trasmettere documentazione sulla propria organizzazione interna.
Lo scopo è verificare se questi marchi dispongano di procedure efficaci per prevenire lo sfruttamento nelle imprese terze cui si appoggiano, e quindi se esistono responsabilità collegate all’outsourcing delle consegne.
Secondo gli inquirenti, il modello operativo della filiale italiana avrebbe portato a condizioni di lavoro degradanti per i circa 20.000 rider attivi in Italia (circa 3.000 a Milano), con retribuzioni che in molti casi non coprirebbero i bisogni minimi dei lavoratori.
- Obiettivi della richiesta documentale: valutare controlli, ruoli e flussi contrattuali tra piattaforme e fornitori.
- Possibili ricadute per le aziende clienti: obbligo di adeguare procedure, sanzioni amministrative o civili, danno reputazionale.
- Impatto sui rider: potenziali revisioni contrattuali, contenziosi individuali o collettivi e interventi sindacali.
Le accuse nel dettaglio
La procura contesta che i lavoratori siano stati trattati come lavoratori autonomi pur sottoponendoli a modalità di controllo simili al lavoro subordinato: secondo gli atti gli orari supererebbero i limiti consueti, le retribuzioni sarebbero inadeguate e il sistema di tassazione ricadrebbe interamente sui rider.
L’istruttoria contiene dichiarazioni di diversi corrieri che descrivono difficoltà economiche e l’abitudine di inviare parte dei guadagni nei Paesi d’origine. Nei fascicoli i magistrati motivano il sospetto che lo sfruttamento sia sistemico e funzionale al modello commerciale dell’azienda.
Contesto e precedenti dell’inchiesta
Deliveroo, società britannica nata nel 2013 con sede a Londra, opera in molte città del mondo. Il procuratore Storari, già attivo in indagini contro marchi della moda, della logistica e della grande distribuzione, ha sostenuto in passato che certe organizzazioni aziendali possono favorire fenomeni di sfruttamento o evasione lungo la filiera.
Per la prima volta, spiegano gli uffici giudiziari, l’attenzione si sposta in modo marcato sulle piattaforme di consegna: le misure adottate per Foodinho e Deliveroo segnano una possibile estensione dell’azione penale verso questo segmento economico.
Quali conseguenze pratiche sono possibili
La misura di controllo giudiziario è meno invasiva rispetto all’amministrazione giudiziaria: gli attuali amministratori restano in carica ma vengono affiancati dai funzionari nominati dal tribunale. Questo può limitare interventi drastici immediati, ma impone vincoli operativi e adempimenti cautelativi.
Fra gli esiti concreti ipotizzabili:
- modifiche nelle modalità di gestione dei rider (contratti, orari, tutele);
- maggiore trasparenza nei rapporti tra piattaforme e clienti commerciali;
- possibili azioni risarcitorie da parte dei lavoratori o sanzioni a carico della società;
- impatti logistici e temporanei sulle consegne, in funzione delle prescrizioni imposte dall’autorità giudiziaria.
Per i consumatori, il principale rischio immediato è una riduzione temporanea della rete di ristoranti e supermercati serviti o variazioni nei tempi di consegna, mentre per le imprese coinvolte si profila un confronto diretto con le normative sul lavoro e con i sindacati.
Cosa seguire nelle prossime settimane
Il procedimento proseguirà con l’analisi dei documenti chiesti alle catene clienti e con le audizioni dei testimoni. È probabile che il tribunale imponga obblighi specifici alla filiale italiana per dimostrare il superamento delle criticità segnalate.
Resta da vedere se l’azione giudiziaria porterà a cambi strutturali nel settore del delivery, a provvedimenti legislativi più stringenti o a rinegoziazioni contrattuali tra piattaforme e partner commerciali. I prossimi passaggi processuali e le risposte delle aziende saranno fondamentali per capire l’ampiezza dell’impatto.
Monitoreremo gli sviluppi e gli eventuali provvedimenti del tribunale, così come le reazioni di Deliveroo, dei clienti coinvolti e dei rappresentanti dei lavoratori.
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