Bart colpito da un proiettile: “Il mio cane in fin di vita, non è stato un errore!”

Di : Lorenzo Dalmoro

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In una tranquilla mattinata di fine novembre, nelle pittoresche campagne di Montegranaro, un evento tragico ha sconvolto la comunità locale. Bart, un imponente pastore macedone noto affettuosamente come il “gigante buono” per la sua indole dolce e amichevole, è stato gravemente ferito da un colpo di fucile. La notizia ha rapidamente fatto il giro della regione, suscitando indignazione e una mobilitazione immediata per salvare la vita dell’amato animale e trovare il responsabile di questo atto crudele.

Il tragico incidente

Bart, abituato a passeggiare ogni giorno per le strade e i sentieri di Montegranaro insieme alla sua famiglia canina, è stato colpito da un pallettone da cinghiale, un tipo di munizione che non ha alcuna giustificazione in un’area dove la caccia ai cinghiali non è praticata. Il suo padrone, Donato Florio, carabiniere in congedo molto rispettato nella comunità, ha scoperto il cane agonizzante vicino a un capanno nelle vicinanze delle cantine dell’azienda vinicola Rio Maggio.

La rapida reazione della comunità

Immediatamente dopo l’incidente, la famiglia di Bart e le autorità locali si sono mobilitate per soccorrere il cane e avviare le indagini. Florio ha lanciato un appello accorato ai testimoni, chiedendo a chiunque avesse visto qualcosa di farsi avanti e aiutare a identificare il colpevole.

Indagini e appelli

La peculiarità del caso risiede nel tipo di munizione usata, specifica per la caccia grossa e totalmente inappropriata per l’area in questione. Questo dettaglio suggerisce una premeditazione nell’attacco a Bart, aumentando l’urgenza di trovare risposte. Florio, profondamente scosso, non si dà pace: il suo cane non solo era amato da tutti per il suo carattere gentile, ma era divenuto una sorta di mascotte anche per i visitatori dell’ospedale di Civitanova Marche, dove era conosciuto per la sua dolcezza nei confronti dei bambini e dei pazienti.

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Dettagli dell’incidente

L’attacco non sembra essere stato un caso di legittima difesa, dato che il colpo è stato sparato lateralmente e non frontalmente, come ci si aspetterebbe in una situazione di autodifesa. Inoltre, Florio riporta che un cacciatore visibilmente agitato si è presentato ai carabinieri per riferire di aver visto un cane ferito, ma senza prestare soccorso immediato, un comportamento che ha sollevato ulteriori sospetti.

La lotta per la vita di Bart

Attualmente, Bart è ricoverato nella clinica veterinaria di Tolentino, dove i medici stanno facendo tutto il possibile per salvargli la vita. La comunità di Montegranaro e delle aree circostanti rimane in ansiosa attesa, sperando che il “gigante buono” possa recuperare e tornare a correre felice nelle campagne che tanto ama. Nel frattempo, l’appello di Florio continua a diffondersi, con la speranza che giustizia sia fatta per Bart e che tale violenza non si ripeta mai più.

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