Muffa del legno e legna da ardere: rischio infestazione, cosa fare subito

Di : Teodoro Montani

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Con l’inverno alle porte e i costi dell’energia ancora alti, controllare lo stato del vostro legname da ardere non è più un dettaglio: può salvare il bilancio familiare e la struttura dell’abitazione. La mérule (il fungo lignivoro più temuto) prospera quando il legno supera una soglia critica di umidità, e può trasformare una semplice catasta in una fonte di rischio per muri e travi.

Come individuare la mérule sul legno da combustione

Prima di portare le buste in casa o di caricare il primo ceppo nel camino, fate un controllo rapido ma accurato. Alcuni segnali sono subito riconoscibili, altri richiedono un’ispezione più attenta.

Segni visivi: cercate filamenti biancastri o grigiastri che ricordano una rete compatta; spesso si notano anche corpi fruttiferi di colore bruno con un bordo più chiaro, nonostante possano variare secondo lo stadio di sviluppo.

Odore e consistenza: un odore pungente di sottobosco umido o di terriccio che persiste dopo l’aerazione è un campanello d’allarme. Al livello avanzato il legno si rompe in piccoli cubetti — la cosiddetta pourriture cubique — e diventa friabile al tatto.

Caratteristica Muffa comune Mérule (Serpula lacrymans)
Pene trazione nel legno Superficiale Profonda, distruzione della cellulosa
Aspetto Macchie verdi/nerastre, velutate Filamenti bianchi/grigi, cordoni, fruttificazioni brune
Effetto sul rendimento Limitato Riduzione forte del potere calorifico

Perché questo è importante oggi

Con meno legna di buona qualità a disposizione e prezzi in aumento, usare ceppi degradati significa consumare di più per riscaldarsi meno. Inoltre, portare in casa materiale contaminato aumenta il rischio che le spore raggiungano elementi strutturali umidi come travi o intonaci, con danni costosi da riparare.

Fattori che favoriscono la colonizzazione

Il fungo sfrutta condizioni semplici: umidità elevata, temperatura temperata e assenza di luce. Numeri chiave utili da ricordare:

  • Soglia critica di umidità: oltre il 22% la crescita diventa rapida;
  • Temperatura favorevole: circa 18–26 °C;
  • Legni più a rischio: resinosi come pino ed abete degradano più velocemente.

Un legno appena tagliato, impilato in una cantina poco ventilata o a diretto contatto con il terreno, offre all’organismo le condizioni ideali per svilupparsi.

Rischi pratici per la casa e per la salute

Oltre alla perdita di potere calorifico, il legname infetto produce spore che possono viaggiare nell’aria e depositarsi su pareti, solai e nelle intercapedini. Questo aumenta la probabilità di contaminazione della struttura e la necessità di interventi professionali.

Bruciare legno marcio in un camino aperto o in un impianto non idoneo aumenta l’emissione di particelle e di residui che possono irritare le vie respiratorie e peggiorare allergie o asma.

Che fare se trovate legna sospetta

Agite con cautela ma con decisione. Ecco una breve guida operativa:

  • Isolate immediatamente i pezzi sospetti e non trasportateli in ambienti interni;
  • Usate protezione: mascherina FFP2 e guanti monouso per evitare inalazione o contaminazione degli abiti;
  • Se decidete di bruciarli, fatelo solo in un combustore chiuso e a regime di calore elevato; in alternativa, conferiteli in centri di raccolta autorizzati ben sigillati;
  • Non mescolate legna sana e legna compromessa.

Quando chiamare un professionista

Se i segni emergono sulle strutture dell’edificio — filamenti su travi, odore persistente che proviene da pareti o se la muffa appare su intonaci — è il momento di richiedere un sopralluogo specialistico per valutare il rischio e le eventuali opere di bonifica.

Segnale Azione immediata Urgenza
Filamenti sul legno Isolare e non spostare Bassa/Media
Odore di sottobosco in casa Ventilare, ispezionare pareti Media
Segni su travi o muri Sospendere l’uso del locale e chiamare un esperto Alta

Consigli pratici per prevenire la ricomparsa

La prevenzione si gioca sul corretto stoccaggio e sul controllo dell’umidità. Alcune regole da applicare subito:

  • Tenere il legno sollevato dal suolo su palette o traverse;
  • Mantenere almeno 10 cm di spazio tra la pila e i muri per favorire il ricircolo d’aria;
  • Impilare in modo sfalsato per favorire il flusso d’aria e non superare 1,5 m di altezza;
  • Controllare l’umidità con un igrometro a puntale: puntare a meno del 20% prima dell’uso.

Controllate il riparo: una tegola rotta o una copertura non perfetta può annullare mesi di cura. Rimuovete foglie e detriti alla base delle pile e verificate la ventilazione naturale del sito di stoccaggio.

Nota finale

La gestione attenta del legname è oggi un’azione pratica e utile: migliora il rendimento termico, riduce i rischi per la salute e protegge l’immobile da danni strutturali costosi. Se avete dubbi, isolate i pezzi sospetti e fate valutare la situazione da un tecnico. Una verifica tempestiva può evitare problemi molto più gravi nelle stagioni fredde a venire.

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