Morto Abderrahim sotto custodia della polizia: temeva il rimpatrio, aveva chiesto uno psichiatra

Di : Lorenzo Dalmoro

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Un video diffuso nei giorni scorsi mostra gli ultimi istanti di vita di Abderrahim Fakir, deceduto domenica 19 luglio a Bologna durante lโ€™intervento della polizia: la registrazione ha riacceso il dibattito su forze dellโ€™ordine, salute mentale e pratiche di rimpatrio. La vicenda interessa oggi perchรฉ mette in luce difficoltร  sistemiche โ€” dallโ€™accesso alle cure psichiatriche alle incertezze burocratiche di chi vive in Italia senza cittadinanza.

Gli ultimi momenti e le informazioni certe

Secondo le ricostruzioni, la polizia รจ intervenuta dopo una segnalazione che indicava Fakir ยซin escandescenzaยป: nellโ€™audio della chiamata si sente che stava urlando e colpendo i portoni dei garage di un condominio. Un video ampiamente circolato ritrae la fase finale dellโ€™intervento, durante la quale due agenti lo immobilizzano mentre quattro operatori sanitari assistono alla scena.

Le autoritร  non hanno ancora rilasciato una versione completa degli eventi e restano aperti punti poco chiari, a partire dalle cause che hanno portato alla chiamata alle forze dellโ€™ordine. Non esiste, per ora, una conferma ufficiale di una diagnosi psichiatrica stabile: รจ disponibile perรฒ un referto del pronto soccorso del 20 giugno in cui si segnala che Fakir si era procurato un taglio a un polso e aveva chiesto di parlare con uno psichiatra. Nel documento il paziente viene descritto come ยซvigile e orientatoยป e con umore ยซdeflesso ma tranquilloยป; al momento del ricovero non risultava in carico a un Centro di salute mentale locale.

Chi era Abderrahim Fakir

Fakir aveva 42 anni, era nato in Marocco e viveva in Italia dal 1991, quando aveva circa sette anni. Non possedeva la cittadinanza italiana ma era in regola con i documenti e stava aspettando il rinnovo del suo permesso di soggiorno. Risiedeva a Borgonuovo (Sasso Marconi) e aveva legami familiari e di amicizia nel quartiere Pilastro, nella parte nordโ€‘est di Bologna, dove รจ avvenuto il decesso.

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Amici e conoscenti lo descrivono come una persona ยซgentileยป e ben inserita nel tessuto locale. Un vicino racconta che la sua famiglia รจ stata tra le prime comunitร  marocchine arrivate in cittร  negli anni Novanta: ยซEra una brava personaยป, sintetizza chi lo conosceva dallโ€™infanzia.

Procedimenti giudiziari e vita lavorativa

Il profilo giudiziario di Fakir comprende condanne per reati legati allo spaccio risalenti agli anni 2000: dopo arresti e processi, nel 2012 la pena fu definita in via definitiva. Difensori e familiari chiariscono perรฒ che, dallโ€™anno della condanna, non risultavano procedimenti pendenti fino a unโ€™esecuzione dellโ€™ordine di carcerazione nel 2019, quando fu effettivamente scontata la pena. Gli avvocati sostengono che le informazioni circolate su ulteriori reati tra il 2019 e il 2022 sono inesatte e annunciano una querela contro il sindacato di polizia Coisp, che aveva diffuso un comunicato.

Negli ultimi anni Fakir aveva alternato vari lavori; allโ€™inizio del 2025 aveva anche avviato una piccola ditta di carpenteria, occupandosi di saldature e smerigliature e impiegando altre persone. Lโ€™attivitร  perรฒ si รจ trovata in difficoltร  per ritardi nei pagamenti dei clienti, scadenze fiscali e retribuzioni da sostenere.

Permesso di soggiorno, ricorsi e timori di espulsione

Le pratiche amministrative hanno aggravato la situazione personale. Il rinnovo del permesso per lavoro autonomo fu respinto, probabilmente per redditi giudicati insufficienti; la successiva richiesta dโ€™asilo venne anchโ€™essa rifiutata e Fakir presentรฒ ricorso. Nel frattempo rimaneva in Italia grazie a una sospensiva che consentiva la permanenza fino alla decisione del giudice.

Secondo la sua avvocatessa, Barbara Spinelli, la prospettiva di misure piรน restrittive a livello europeo contro la permanenza dei migranti senza documenti ha aumentato lโ€™ansia di Fakir: a giugno, durante una fase di peggioramento emotivo, lโ€™uomo temeva la ยซdeportazioneยป e dichiarava ripetutamente di avere paura di essere rimpatriato. Allโ€™ufficio immigrazione della questura era inoltre arrivata una richiesta formale a presentarsi per chiarire la posizione, pratica che puรฒ comparire in vari momenti del procedimento dโ€™asilo ma che per lui รจ stata fonte di grande agitazione.

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Il quadro sanitario

Oltre al ricorso al pronto soccorso per il taglio al polso, alcuni conoscenti hanno riferito problemi cardiaci e asma, ma non esistono per ora conferme ufficiali su altre patologie. Gli elementi sanitari noti indicano un periodo recente di sofferenza emotiva e una crescente paura legata alla sua condizione amministrativa.

  • 1991 circa: arrivo in Italia allโ€™etร  di circa sette anni.
  • 2003โ€‘2005: arresti e processo per detenzione e spaccio di stupefacenti; condanna in primo grado nel 2005.
  • 2012: condanna definitiva (un anno e 11 mesi) e multa.
  • 2019: esecuzione dellโ€™ordine di carcerazione relativo alla condanna del 2012.
  • inizio 2025: avvio di una piccola impresa di carpenteria.
  • 20 giugno: accesso al pronto soccorso per un taglio al polso e richiesta di colloquio psichiatrico.
  • 19 luglio: decesso a seguito dellโ€™intervento di polizia nel quartiere Pilastro (Bologna).

Perchรฉ questa vicenda riguarda la collettivitร 

La morte di Fakir interseca tre questioni pubbliche: il rapporto tra forze dellโ€™ordine e persone in crisi psicologica; lโ€™efficacia e la capillaritร  dei servizi di salute mentale territoriali; e il funzionamento delle procedure dโ€™immigrazione che possono generare insicurezza e paura. Le autoritร  locali e gli avvocati della famiglia hanno annunciato approfondimenti e azioni legali, mentre resta aperta la richiesta di chiarimenti sulla gestione dellโ€™intervento e sulle responsabilitร  mediche e istituzionali.

In assenza di una ricostruzione ufficiale completa, gli elementi finora noti indicano come fattori potenzialmente determinanti la fragilitร  psichica accertata in pronto soccorso, lo stato di incertezza amministrativa e la tensione che si รจ creata nella fase precedente allโ€™intervento. Le indagini in corso dovranno chiarire dinamiche, decisioni e possibili responsabilitร .

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