Carta di credito clonata in pochi minuti da una dipendente: 10.000 euro prosciugati alle terme

Di : Lorenzo Dalmoro

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Bologna, 14 ottobre 2026 — Un semplice momento di fiducia ha lasciato un pensionato con il conto prosciugato: poco più di due mesi di transazioni sospette hanno portato a scoprirne l’origine. La polizia locale ha collegato centinaia di addebiti non autorizzati a una dipendente di un negozio di telefonia, con ripercussioni anche su altre clienti.

Fiducia tradita durante un’assistenza

Secondo gli accertamenti, tutto è iniziato quando l’81enne si è rivolto al negozio per farsi aiutare con un acquisto online. In quell’occasione la dipendente avrebbe avuto accesso alla carta di credito del cliente e, nei giorni successivi, sono cominciate una serie di operazioni non riconosciute.

Cliente anziano riceve assistenza al bancone di un negozio, mani della dipendente visibili
Non lasciare la carta incustodita durante l’assistenza in negozio.

Tra il 19 novembre e il 6 gennaio gli estratti conto hanno segnato un totale di 274 movimenti, per poco oltre i 10.580 euro. La maggior parte degli acquisti è avvenuta su piattaforme di vendita online, tra cui Shein e Groupon, e comprende sia abbigliamento sia voucher per servizi e soggiorni.

Il viaggio termale che ha lasciato tracce

Gli investigatori del commissariato Bolognina Pontevecchio hanno seguito la pista delle prenotazioni effettuate tramite Groupon. La traccia decisiva è emersa da una prenotazione per un soggiorno a Abano Terme, che ha permesso di risalire ai destinatari delle consegne e identificare una coppia residente in città.

Busta o conferma di prenotazione per un soggiorno termale su un tavolo
Una prenotazione per Abano Terme ha aiutato gli investigatori a risalire ai sospetti.

Convocata in forza degli elementi raccolti, la donna — 39 anni — avrebbe in seguito ammesso di aver sottratto i dati della carta durante l’assistenza e di averli impiegati per acquisti personali e regali. Il compagno di 43 anni è stato anch’egli segnalato: gli agenti hanno rilevato una continuità nelle consegne al suo domicilio difficilmente giustificabile con le entrate dichiarate.

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Altri episodi collegati

Le verifiche hanno indicato almeno altre due segnalazioni riconducibili allo stesso punto vendita: una cliente di 63 anni ha denunciato addebiti per circa 47 euro, mentre una 78enne ha subìto tre tentativi di pagamento falliti per un totale di 225 euro. Al momento risultano due persone indagate e tre potenziali vittime.

Va ricordato che per gli indagati vale la presunzione di innocenza fino ad eventuale condanna definitiva.

Rischi pratici e cosa fare subito

Il caso sottolinea quanto sia semplice perdere il controllo delle proprie carte quando si delega l’uso a terzi, anche per pochi istanti. Per ridurre il rischio di frodi e reagire prontamente, la polizia e le banche raccomandano alcune azioni concrete.

  • Controllare regolarmente gli estratti conto e attivare le notifiche in tempo reale per le transazioni con la carta.
  • Non lasciare mai la carta incustodita durante assistenze o pagamenti e, quando possibile, usare strumenti digitali che non richiedano la condivisione dei dati.
  • Segnalare immediatamente alla banca addebiti sospetti e bloccare la carta per prevenirne altri utilizzi non autorizzati.
  • Denunciare l’accaduto alle forze di polizia, fornendo ogni documento relativo agli acquisti e alle consegne ricevute.
  • Conservare prove (ricevute, schermate, comunicazioni) che possano agevolare le indagini.

Il caso bolognese è un promemoria: controlli frequenti e qualche precauzione possono ridurre molto la probabilità di diventare vittime di truffe che spesso si basano più sulla fiducia che sulla tecnica.

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