Insegnanti Alto Adige bloccano le gite: richieste di stipendi migliori raggiungono il Trentino

Di : Lorenzo Dalmoro

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Da maggio 2025 decine di insegnanti dell’Alto Adige hanno smesso di rendersi disponibili per accompagnare gli studenti nelle uscite scolastiche, una mossa pensata per ottenere aumenti salariali e migliori condizioni di lavoro. La vicenda, ora estesa ad alcune scuole del Trentino, ha già provocato cancellazioni di viaggi e mette il sistema scolastico locale sotto pressione: perché riguarda i genitori, gli studenti e il funzionamento quotidiano delle scuole.

Cosa è cambiato nelle scuole

La protesta è partita nelle scuole primarie e secondarie dell’Alto Adige e si è tradotta soprattutto nella mancata disponibilità degli insegnanti ad accompagnare le classi durante le gite e le visite guidate, oltre a una riduzione delle attività extracurricolari. Poiché l’accompagnamento è di norma volontario, la carenza di docenti disponibili ha costretto molti istituti a rinunciare alle uscite programmate.

Cortile scolastico vuoto con zaini su una panchina
Cortile vuoto e zaini: le gite cancellate colpiscono la vita scolastica.

La mobilitazione non è stata uniforme: alcuni gruppi l’hanno attenuata dopo accordi parziali, mentre altri hanno proseguito per richiedere interventi più sostanziali. A Trento, ad esempio, al liceo Galileo Galilei 70 docenti su 87 hanno firmato la scelta di non partecipare più come accompagnatori; davanti al liceo Leonardo Da Vinci gli studenti hanno organizzato manifestazioni in segno di sostegno.

Perché il confronto con le istituzioni è aperto

La giunta provinciale di Bolzano — che ha competenze autonome simili a quelle della Provincia di Trento — aveva già concesso aumenti salariali prima dell’inizio dell’anno scolastico, oltre a un adeguamento legato all’inflazione deciso mesi prima. Tuttavia i sindacati e i gruppi di docenti ritengono che gli incrementi non compensino pienamente il rincaro del costo della vita nella regione.

Le province autonome possono integrare gli stipendi previsti dal Contratto collettivo nazionale (CCNL) con indennità locali: è questa autonomia che ha permesso gli aumenti in Alto Adige, ma anche qui la percezione diffusa è che le maggiorazioni non bastino.

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Quanto guadagna un insegnante (dati indicativi 2026)

Fascia di carriera Retribuzione lorda mensile (indicativa) Equivalente netto stimato
Inizio carriera (scuola superiore) circa 2.100 € intorno a 1.700 €
Carriera intermedia valori intermedi tra 2.100 e 3.270 € varia secondo anzianità e detrazioni
Fine carriera circa 3.270 € circa 2.300 €

Alle cifre del CCNL si possono aggiungere le indennità provinciali, che aumentano il compenso complessivo in Trentino-Alto Adige. Però questo vantaggio salariale si confronta con costi abitativi e di vita tra i più elevati in Italia, specialmente per affitti e prezzi delle case.

Foglio con cifre stipendio insegnante e una calcolatrice
Stime indicative delle retribuzioni lorde e nette degli insegnanti.

Le richieste dei docenti

  • Incrementi salariali ulteriori e sostenibili rispetto all’inflazione;
  • Più fondi per l’inclusione degli studenti con bisogni educativi speciali e per la gestione del crescente multilinguismo nelle classi;
  • Maggiori risorse per servizi di consulenza psicologica rivolti a studenti vulnerabili;
  • Coperture assicurative più ampie per i docenti durante le uscite didattiche.

Il contesto nazionale

La difficoltà a reperire insegnanti disponibili per le gite non è un fenomeno nuovo in Italia: indagini periodiche, tra cui rilevazioni di Skuola.net nel 2025 e nel 2026, indicavano che circa la metà degli studenti delle scuole superiori avrebbe rinunciato a viaggi di più giorni, spesso per la mancanza di accompagnatori. Le ragioni segnalate includono compensi giudicati insufficienti e timori legati alle responsabilità legali in caso di incidenti.

In molte aree la carenza di accompagnatori è rimasta una scelta individuale; in Trentino-Alto Adige invece questa tendenza si è trasformata in una protesta collettiva coordinata, con effetti concreti sull’offerta formativa extra-lezione.

Quali sono le conseguenze pratiche

Le ricadute immediate riguardano gli studenti: la cancellazione di gite comporta perdita di esperienze educative utili per la socialità e per l’apprendimento pratico. Per le scuole significa riorganizzazione last-minute di attività e possibili conflitti con le famiglie. Sul piano politico, la vicenda spinge le amministrazioni locali a rivedere bilanci e priorità per evitare nuove tensioni.

Nei prossimi mesi saranno da osservare due aspetti: l’eventuale estensione delle astensioni ad altre forme di servizio volontario e l’esito delle trattative sindacali con le province. Le scelte che verranno prese avranno impatto diretto sulla quotidianità scolastica e sulle opportunità offerte agli studenti.

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