La nuova guida “Bar d’Italia 2027” del Gambero Rosso conferma una tendenza chiara: i locali che puntano su qualità e identità trovano spazio anche in un mercato complesso. Per l’Emilia-Romagna la tornata porta riconoscimenti importanti e due ingressi bolognesi di rilievo, segnali utili per chi sceglie dove bere un caffè o mangiare un lievitato di livello.
Un metodo di valutazione ridefinito
Il cambiamento più evidente di questa edizione riguarda la semplificazione dei simboli. Gambero Rosso ha unificato la valutazione in un solo indicatore, la tazzina, assegnata da una a tre unità per raccontare l’offerta complessiva del locale, invece delle valutazioni separate per caffetteria e proposta gastronomica adottate in passato.

In parallelo, la guida esce in versione cartacea e in digitale: la classifica è consultabile online, previa registrazione, una novità che punta ad ampliare l’accesso e la visibilità dei locali segnalati.
Il bilancio per l’Emilia-Romagna
La regione raccoglie un totale di 78 segnalazioni nella guida, di cui 6 locali premiati con le “Tre Tazzine”. Tra questi emergono due nuove entrate bolognesi: Allegra e Forno Brisa. Completano la lista nomi consolidati che confermano un livello elevato dell’offerta sul territorio.
| Locale | Città | Nota |
|---|---|---|
| Allegra | Bologna | Nuova entrata; forte identità tra pasticceria e caffetteria specialty |
| Forno Brisa | Bologna | Nuova entrata; progetto integrato su pane, caffè e cioccolato |
| Gino Fabbri Pasticcere | Bologna (Cadriano) | Conferma per la pasticceria tradizionale di alto livello |
| Staccoli Caffè | Cattolica | Storico indirizzo della Romagna |
| Nuova pasticceria Lady | San Secondo Parmense | Conferma per l’offerta dolce emiliana |
| Bar Roma | Reggio Emilia | Conferma per la qualità costante |
Allegra (Bologna): pasticceria e caffetteria con personalità
Il locale si è distinto per una proposta che mescola lievitati da colazione, pasticceria stagionale e una caffetteria focalizzata sugli specialty. Tra gli elementi citati dalla guida ci sono prodotti da forno a tiratura limitata — croissant, pain suisse e dolci particolari come una torta di rose al caramello di soia — oltre a danesi sia dolci che salate e cookie pensati per abbinamenti specifici.
I caffè ruotano per origine, proposti sia in espresso che in filtro; attenzione alle bevande vegetali e a una piccola carta di succhi, tè e tisane. Il menu si espande a pranzo e cena con piatti ispirati alla Bologna contemporanea, dove compaiono tortellini in crema di parmigiano e tagliatelle al ragù insieme a proposte stagionali.
Forno Brisa (Bologna): un progetto integrato su filiera e artigianalità
Forno Brisa è stato valutato per la capacità di coniugare panetteria, caffetteria e produzione interna di materie prime. Il progetto, nato dai fondatori Pasquale Polito e Davide Sarti, affianca alla produzione di pane la coltivazione di cereali su terreni propri e attività di torrefazione e lavorazione del cacao in formato bean-to-bar.

La struttura in città, la più recente, abbina bakery e servizio di caffetteria specialty, con menu che varia nei giorni di partita e aperture diurne dedicate a pranzo. Tra le segnalazioni: un espresso da miscela bio Brasile & Etiopia dal profilo morbido, cornetti al cioccolato monorigine 70% e una pizza in teglia particolarmente apprezzata. Il personale è riconosciuto come preparato e cordiale, anche se il servizio può essere non sempre rapidissimo nelle ore di punta.
Manì di Rimini: la “Novità dell’Anno”
Aprile 2026 ha visto l’apertura di Manì, all’interno del Savoia Hotel sul lungomare di Rimini: la proposta dello chef Mariano Guardianelli — già noto per l’esperienza Michelin con Abocar Due Cucine — unisce caffè specialty e pasticceria contemporanea basata su lievito madre e lavorazioni lente.
Il locale ha ottenuto il premio speciale “Novità dell’Anno” e la valutazione di Due Tazzine. L’offerta comprende brunch, piatti leggeri, tapas e cocktail pensati per coprire la giornata completa e dialogare con un pubblico sia locale sia turistico.
Numeri e quadro di settore
La guida nazionale segnala complessivamente 912 locali selezionati, con circa 140 nuovi ingressi e 57 esercizi premiati con le Tre Tazzine. In Emilia-Romagna si contano, oltre ai 6 tre tazzine, 34 locali con Due Tazzine e 38 con Una Tazzina.
Il contesto economico resta però difficile: un rapporto recente di settore evidenzia che tra il 2019 e il 2025 sono scomparse oltre 24mila attività del comparto bar, con un perdita stimata in oltre 7,2 miliardi di euro tra consumi, occupazione e gettito fiscale. La fotografia è netta: emergono eccellenze capaci di innovare, mentre molte realtà locali hanno ridotto l’attività o chiuso.
Cosa cercare quando si va
- Allegra: provare croissant e pain suisse; cercare le danesi stagionali e i piccoli lotti di torte disponibili in quantità limitata.
- Forno Brisa: assaggiare il pane artigianale, il cornetto al cioccolato monorigine e l’espresso dalla miscela bio; attenzione alla pizza in teglia.
- Manì: puntare sul brunch o su una degustazione di lievitati a base di lievito madre per cogliere l’identità del progetto.
Per il lettore questo aggiornamento serve a orientarsi: segna indirizzi che stanno investendo in filiera, ricerca e identità, e fornisce segnali utili per scegliere dove consumare con consapevolezza in una fase di trasformazione del settore.
Articoli simili
- Top Bar 2026 in Emilia Romagna: Ecco i 5 Locali Premiati da Gambero Rosso!
- Colazioni Imperdibili: Scopri i Migliori Bar d’Italia in Emilia Romagna!
- A Vienna: dove la “torta della nonna” unisce generazioni! Scopri il caffè più autentico.
- Caffè Storici di Torino e Piemonte: Luci della Ribalta al Salone Off
- Scopri i segreti del caffè: Benefici incredibili per salute e bellezza!

Lorenzo è un giornalista appassionato di scoperte e di nuovi orizzonti. I suoi racconti di viaggi e moda sono scritti in modo semplice e diretto, rendendo le tendenze internazionali facilmente comprensibili. La sua scrittura dinamica e informativa guida i lettori nel mondo delle nuove avventure stilistiche.




