A Vienna: dove la “torta della nonna” unisce generazioni! Scopri il caffè più autentico.

Di : Lorenzo Dalmoro

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Se avete visitato Vienna durante i mesi freddi, dall’autunno inoltrato fino alla primavera, è molto probabile che abbiate fatto tappa in uno dei suoi caffè. Una volta entrati, è facile notare come, in Austria e in particolare nella sua capitale, i caffè mantengano un’atmosfera che sembra svanita in molte altre città europee. Questi luoghi offrono un ambiente accogliente, non solo per il calore degli interni, ma anche per un ritmo di vita più rilassato, con tavoli ben spaziati, una clientela variegata e un servizio attento e cortese, con un menù che privilegia le bevande calde e, naturalmente, il caffè, accompagnato da torte e dolci tradizionali. Un posto perfetto per passare il tempo, leggere, lavorare grazie alla connessione internet, socializzare e mitigare il freddo esterno e quello interiore della solitudine, mantenendo vive tradizioni molto più antiche di quelle di certe catene americane che ne hanno imitato molti aspetti.

Indipendentemente dal fatto che conoscete già queste particolarità dei caffè viennesi o che stiate pianificando di scoprirle nel vostro prossimo viaggio, ci sono novità che rendono la visita ancora più interessante, specialmente per il lato sociale di queste istituzioni viennesi.



In uno dei caffè del progetto Vollpension (@ Lichtschalter.tv)

Il progetto Vollpension è un esempio splendido di come il concetto di inclusione possa essere effettivamente realizzato. In questo caffè, che potremmo paragonare al salotto di casa dei nonni, i clienti si trovano di fronte a un menù che offre i grandi classici della pasticceria austriaca come la Sachertorte, l’Apfelstrudel e la Topfentorte, tutti preparati in loco e serviti da personale anziano in pensione. Vollpension, con le sue due sedi nel quartiere Freihausviertel e all’interno dell’Università della Musica (MUK), mira a combattere la povertà e la solitudine degli anziani, promuovendo l’interazione tra diverse generazioni.

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Dal menù del caffè

Ma non sono solo gli anziani a beneficiare di queste iniziative di inclusione attiva. La compagnia no-profit Wienwork ha lanciato una caffetteria chiamata Kuchenamt, dove lavorano persone con e senza disabilità, formando giovani in un contesto che valorizza la pasticceria artigianale e la cultura del caffè di alta qualità. I dolci vengono prodotti quotidianamente dagli apprendisti pasticceri del progetto.

A Stephanplatz, vicino al Duomo di Santo Stefano, troviamo il Mamas Café, gestito da madri single. L’obiettivo è offrire una prospettiva professionale stabile a queste donne, aiutandole a combattere l’isolamento sociale e la povertà che spesso colpiscono i nuclei familiari monoparentali.



L’ambiente del locale all’interno del MUK (@ Manuel Gruber)

Questi progetti a Vienna non sono unici, poiché anche in Italia si sviluppano iniziative simili nel settore gastronomico che promuovono l’inclusione. Tuttavia, è interessante notare come nella capitale austriaca queste iniziative si integrino perfettamente con la cultura del caffè, vista come un’importante forma di socializzazione.

Parlando di culture gastronomiche, è doveroso menzionare PizzAut, un progetto italiano che promuove l’inclusione professionale di giovani autistici attraverso la gestione di pizzerie in Lombardia e progetti futuri, meritevoli di attenzione e visite, come il Concertozzo di Elio e Le Storie Tese a Biella il 26 e 27 giugno 2026, dove PizzAut sarà partner.

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