Benching: Rebecca T racconta di un amore intermittente che la teneva in standby

Di : Lorenzo Dalmoro

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Il fenomeno del benching โ€” ossia tenere qualcuno โ€œin panchinaโ€ aspettando alternative migliori โ€” รจ sempre piรน frequente nelle relazioni nate sulle app. La storia di Rebecca, che in un anno ha sperimentato attenzioni intermittenti e ambiguitร  affettiva, mostra perchรฉ vale la pena riconoscerlo subito: mette a rischio autonomia emotiva e tempo della vita reale.

Rebecca, 36 anni, racconta di aver incontrato Jacopo su un’app di incontri e di aver subito percepito una grande intesa intellettuale. Lui la corteggiava con parole brillanti e attenzioni che sembravano sincere; quando si vedevano, lโ€™investimento era totale. Ma fuori dagli incontri, la sua presenza digitale era calibrata e limitata: messaggi affettuosi a singhiozzo, promesse vaghe sul fine settimana, e difficoltร  a fissare impegni certi.

Per mesi Rebecca ha dato spiegazioni plausibili al comportamento di Jacopo โ€” lavoro pieno, impegni familiari, scadenze โ€” fino al giorno in cui una sua amica ha scoperto che lui aveva accettato allโ€™istante un incontro con unโ€™altra persona, smentendo la versione che aveva dato a Rebecca. Quellโ€™episodio ha fatto scattare la consapevolezza: non era la prioritร , ma unโ€™opzione di riserva.

Quando lโ€™attenzione diventa strategia

Il pattern descritto da Rebecca corrisponde a una forma comune di trattamento relazionale: presenza intensa a intermittenza, sufficiente per mantenere legami, ma non per costruire qualcosa di stabile. Questo schema genera una componente di speranza e di attesa che logora lentamente lโ€™autostima e restringe lo spazio per relazioni autentiche.

Due persone che si guardano con incertezza, con telefono in mezzo, simbolo di distanza emotiva.
L’ambiguitร  intenzionale mantiene il legame al minimo necessario senza impegno reale.

Come ha reagito Rebecca? Non con uno scontro drammatico, ma con una scelta pratica: ha eliminato le notifiche dei messaggi, ha smesso di rispondere allโ€™ultimo invito e ha deciso di non aspettare piรน i suoi tempi. Non si tratta solo di punire lโ€™altro, ma di recuperare la propria libertร  emotiva e ricollocarsi come protagonista della propria vita affettiva.

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Il punto della psicologa

La psicoterapeuta Maria Claudia Biscione spiega che il meccanismo del benching si regge sullโ€™ambiguitร  intenzionale: si dร  il minimo necessario per non perdere il partner potenziale, senza perรฒ impegnarsi realmente. Questo alternare vicinanza e distanza funziona come un rinforzo intermittente โ€” imprevedibile e quindi potente โ€” che puรฒ condurre a una vera e propria dipendenza emotiva.

La dottoressa sottolinea anche che lโ€™intelligenza o lโ€™autonomia personale non proteggono dallโ€™essere vulnerabili in amore. Spesso si tende a spiegare o giustificare i comportamenti dellโ€™altro per preservare lโ€™immagine positiva che si รจ costruita nella mente: cosรฌ i segnali incoerenti vengono minimizzati e le speranze amplificate.

Infine, Biscione richiama lโ€™attenzione sulla responsabilitร  relazionale: non รจ necessario pronunciare promesse esplicite per dimostrare impegno. La continuitร  dei comportamenti, la disponibilitร  emotiva e la coerenza quotidiana sono la misura reale della volontร  di costruire una storia condivisa. Quando invece lโ€™ambiguitร  รจ mantenuta deliberatamente, il danno emotivo nasce proprio da quellโ€™insicurezza imposta.

  • Segnali frequenti di benching:

    • pianificazioni sempre vaghe o rimandate;
    • attenzioni intense ma frammentarie;
    • presenza sui social o nei messaggi senza impegni concreti;
    • sentirsi spesso inadeguati o colpevolizzati per chiedere chiarezza.

  • Passi concreti per chi si riconosce:

    • chiedere un confronto chiaro sulle intenzioni;
    • porre limiti alla disponibilitร  emotiva e pratica;
    • osservare i comportamenti nel tempo, non solo le parole;
    • cercare sostegno da amici o professionisti se lโ€™ansia aumenta.

Il caso di Rebecca รจ attuale perchรฉ riflette dinamiche diffuse nelle relazioni moderne: scegliere di non restare in attesa non รจ egoismo, ma cura di sรฉ. Quando si smette di interpretare ogni silenzio come un segnale di speranza, si recupera spazio per relazioni che valgono davvero.

In definitiva, una relazione sana non promette certezze sul domani ma chiarisce quale posto occupi la persona nel presente: accettare di essere unโ€™opzione intermittente significa rinunciare a quella chiarezza che permette di costruire insieme.

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