Il taglio di capelli sfoggiato da Connor Storrie, protagonista della serie Heated Rivalry in arrivo in Italia il 13 febbraio su HBO Max, è diventato in poche settimane uno dei look più richiesti nei saloni. Non è solo una moda legata al piccolo schermo: la sua versione del mullet, resa più morbida e portabile, sta ridefinendo l’idea di stile maschile contemporaneo.
Perché il “chillet” è rilevante ora
La popolarità del taglio non nasce dal nulla: la serie ha amplificato l’esposizione, ma dietro c’è una tendenza più ampia verso look che combinano praticità e personalità. Il risultato è un taglio che appare spontaneo ma studiato, adatto a chi cerca un cambiamento visibile senza eccessi.
Secondo stilisti interpellati, questa versione moderna del mullet risponde a due esigenze attuali: valorizzare la texture naturale del capello e offrire un’immagine meno rigida della mascolinità. Per chi segue le novità di grooming sui social, il fenomeno è già evidente: tagli come questo generano richieste specifiche e ispirazioni condivise quotidianamente.
Cosa distingue il taglio di Storrie
Chiamiamolo chillet: rispetto al mullet tradizionale ha meno contrasti estremi fra la parte anteriore, laterale e posteriore. Le lunghezze posteriori restano presenti ma attenuate; la fronte e la frangia sono destrutturate per creare movimento naturale. L’effetto complessivo è di un look vivo ma non costruito.
Gianluca Caruso, Salon Director di TONI&GUY a Torino e Firenze, racconta che il valore del taglio sta nella sua adattabilità: più che imporre una forma, ne esalta la componente individuale del capello — texture, densità e crescita — rendendolo sostenibile nella vita quotidiana.
A chi sta bene (e a chi no)
Non è un taglio universale, ma si presta bene a molte fisicità se interpretato con cura. In generale:
- Viso ovale o allungato: la forma ideale per mantenere equilibrio e proporzione.
- Capelli mossi o leggermente ondulati: il movimento naturale è un vantaggio, crea l’effetto “vissuto”.
- Capelli molto sottili: si può lavorare sulle lunghezze per dare corpo e profondità visiva.
- Capelli troppo rigidi o lisci: richiedono tecniche di texturizzazione per evitare un risultato troppo piatto.
Come chiedere il taglio dal parrucchiere
Per ottenere un buon risultato è fondamentale comunicare chiaramente al professionista la misura di lunghezze e la gestione della texture. Alcuni accorgimenti pratici:
- Portare foto di riferimento: utile per mostrare l’idea generale, non per copiare pedissequamente.
- Discutere la manutenzione: lunghezze morbide richiedono ritocchi regolari per non perdere la forma.
- Valutare il tipo di capello: chiedere tecniche di alleggerimento o texturizzazione se necessario.
Prodotti e styling
La filosofia di styling è semplice: nulla di rigido o lucido. Prediligere prodotti leggeri — paste opache, creme modellanti o mousse leggere — che sostengano il movimento senza incollare i capelli.
La routine consigliata in salone e a casa include:
- asciugatura con le mani o con diffusore per accentuare il volume naturale;
- uso limitato del calore e protezione termica;
- ritocchi ogni 6–8 settimane per mantenere proporzioni e leggerezza.
Impatto nei saloni e sulla scena moda
La trasformazione proposta dal look di Storrie non riguarda solo l’estetica: influenza le richieste nei saloni e spinge stylist a ripensare tagli maschili in modo più fluido. Per il pubblico significa più opzioni personalizzabili e meno diktat estetici.
Se state valutando un cambiamento, il consiglio pratico è semplice: puntate su un taglio che valorizzi la vostra texture e non su un modello “catalogo”. Il risultato migliore nasce dal dialogo con un professionista che sappia adattare il mood alle vostre caratteristiche.
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Lorenzo è un giornalista appassionato di scoperte e di nuovi orizzonti. I suoi racconti di viaggi e moda sono scritti in modo semplice e diretto, rendendo le tendenze internazionali facilmente comprensibili. La sua scrittura dinamica e informativa guida i lettori nel mondo delle nuove avventure stilistiche.




