Teatro pieno, applausi lunghi e un pubblico visibilmente commosso: così si è celebrata ieri sera la prima di 55 secondi, nuovo lavoro prodotto dall’FVG Orchestra al Teatro Nuovo Giovanni da Udine, nell’anno in cui ricorre il cinquantesimo anniversario del terremoto del 1976. La messa in scena non si è limitata a ricordare la tragedia: ha voluto mostrare come la ricostruzione abbia trasformato la comunità friulana.
Un ritorno collettivo alle radici
Il palco ha visto oltre cento interpreti tra orchestra, coro, danzatori e dodici solisti — la maggior parte proveniente dal territorio regionale — in una produzione pensata e realizzata dai friulani per i friulani. L’esito: un teatro sold out e una serata che ha puntato sulla memoria attiva più che sul repertorio commemorativo.
Secondo il vicepresidente regionale con delega alla Cultura, Mario Anzil, lo spettacolo sottolinea come da un dolore profondo sia nata una modalità di ricostruzione riconosciuta a livello nazionale. Un messaggio che oggi, a cinquant’anni dal sisma, rimane centrale per la comunità e per le nuove generazioni.
Il progetto artistico
L’idea, il progetto artistico e il libretto portano la firma del soprano Fiorenza Cedolins; le musiche sono state composte da Cristian Carrara, la regia è di Ivan Stefanutti e la direzione d’orchestra affidata a Paolo Paroni. Sul piano stilistico, l’opera gioca sul confine tra lirica e musical contemporaneo, sviluppando un linguaggio scenico che intreccia musica, danza e teatro.
Il testo attraversa quattro generazioni e si esprime in tre lingue, integrando citazioni di figure letterarie e religiose come Padre David Maria Turoldo e Pier Paolo Pasolini per comporre una narrazione di ricordo e speranza.
- Dove: Teatro Nuovo Giovanni da Udine
- Cosa: Prima assoluta dello spettacolo 55 secondi
- Chi: Produzione FVG Orchestra; oltre 100 artisti in scena
- Team creativo: Fiorenza Cedolins (libretto e progetto), Cristian Carrara (musiche), Ivan Stefanutti (regia), Paolo Paroni (direzione)
- Sostenitori: Regione Friuli Venezia Giulia, AMIL Holding, Danieli Group
- Temi: memoria, ricostruzione, identità collettiva
La scelta di coinvolgere artisti locali e di contaminare generi ha funzionato anche a livello comunicativo: la platea ha risposto con entusiasmo, confermando che il tema della ricostruzione resta vivo e capace di mobilitare l’interesse pubblico.
Perché conta oggi
Questa produzione arriva in un momento in cui il modo di tramandare eventi traumatici sta cambiando: non più solo conferenze e monumenti, ma esperienze culturali che rimettono al centro la partecipazione e il dialogo intergenerazionale. Per la regione il progetto rappresenta anche una forma di valorizzazione del capitale umano e artistico locale.
Dal punto di vista pratico, iniziative del genere mantengono accesa l’attenzione sulle politiche di prevenzione e sulla necessità di investimenti nella cultura come strumento di coesione sociale.
È disponibile un servizio video della serata che documenta le fasi principali della rappresentazione e le reazioni del pubblico.
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Marcelina è una giornalista curiosa e sensibile, appassionata d’arte e cultura. Analizza le tendenze attuali con parole semplici e accessibili. Il suo stile accogliente e informativo guida i lettori nel mondo affascinante della moda, mettendo in luce le influenze storiche e le creazioni contemporanee.




