Moda anni ’80: Tendenze iconiche che ritornano alla ribalta!

Di : Lorenzo Dalmoro

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Quando si parla della moda degli anni ’80, le espressioni “grande e luminoso” riassumono perfettamente l’essenza di quel periodo. Era l’epoca delle acconciature voluminose, delle spalline prominenti, degli orecchini grandi e audaci, dei jeans trattati con acido e dei colori e motivi stravaganti.

La moda degli anni ’80 ha generato più icone di stile rispetto a qualsiasi altra decade precedente. Difficile da immaginare oggi, ma in quegli anni non esistevano cellulari né internet, e l’influenza arrivava principalmente tramite film, video musicali o riviste.

Questa limitata esposizione permetteva a certe celebrità, gruppi musicali e marchi di abbigliamento di avere un impatto significativo sulle tendenze di moda, diventando più noti per il loro stile che per il loro mestiere originale.

Com’era la moda negli anni ’80?

Gli anni ’80 rappresentavano un modo di pensare, di vestire, di cantare e di esprimersi che rompeva con la tradizione. Era un’epoca di ribellione, dove ciascuno vestiva come desiderava. Per strada si potevano incontrare dal Punk più estremo, ai look Rock più audaci, fino allo stile Rockabilly che rappresentava un ritorno agli anni ’50.

La convivenza di molti stili differenti era la norma, e ciascuno trovava spazio nella società. Spesso l’abbigliamento rifletteva il livello economico e sociale, ma certi capi erano comuni a tutti questi stili.

I “Pijos”, termine usato già all’epoca per descrivere giovani di alta classe sociale con un modo di parlare affettato, indossavano abiti classici come jeans stretti, magliette, giacche di pelle e l’immancabile maglione legato al collo.

In sostanza, la moda era un modo di esprimere la ribellione sociale dei giovani che mostravano il loro dissenso verso le convenzioni sociali, raggruppandosi in quello che veniva definito “Tribù Urbane”. Esploriamo queste tribù e scopriamo come hanno influenzato la moda degli anni ’80.

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Le tribù urbane degli anni ’80

Le tribù urbane erano gruppi di giovani che condividevano un modo di vestire simile, abitudini comuni e luoghi d’incontro, comportandosi secondo un’ideologia condivisa. Questi individui si riunivano per il semplice piacere di stare insieme e trovare affinità, con modi di pensare e agire completamente autonomi rispetto alla cultura dominante, creando sistemi di pensiero indipendenti e paralleli a quelli della società in generale.

Heavy

Queste tribù si distinguevano per l’uso di indumenti molto scuri, con il nero e la pelle come protagonisti, look con borchie, spille, distintivi, patch con immagini di gruppi musicali, leggings aderenti e, naturalmente, le giacche di pelle.

L’abbigliamento “Heavy” può essere visto come una combinazione tra l’estetica trascurata e irriverente del punk e l’importanza del cuoio e del nero tipici dei rocker. Come i punk, anche i heavy metal rifiutavano l’autorità, come dimostrato dai loro stivali militari. Prediligevano pantaloni stretti e neri, cinture larghe con borchie, stivali, gonne nere o di cuoio.

Gli accessori erano unisex, come polsini, collane o cinture di pelle con spuntoni e borchie, catene legate alla vita e cinture fatte con proiettili o altri elementi bellici.

Le magliette, preferibilmente nere, con i loghi delle band più rappresentative del genere, tra cui spiccavano Iron Maiden, Metallica e Black Sabbath.

Gli accessori con borchie, gli stivali militari e le giacche di pelle divennero l’abbigliamento tipico dei metalhead, introdotto dalla band Judas Priest.

Punk

Dopo la moda hippie, basata su un aspetto naturale e libero, senza trucco, con capelli lunghi e poca biancheria, gli anni ’80 portarono un cambio di stile totale, molto artificiale e elaborato, e visivamente opposto. Capelli rasati, tinti in colori vivaci, trucco scuro e marcato e abiti che invitavano alla ribellione.

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La moda Punk negli Stati Uniti era molto semplice, con jeans, magliette e giacche di pelle indossati da gruppi come i Ramones, vestiti di seconda mano in opposizione agli eccessi della moda disco degli anni ’70.

Mentre la moda punk si evolveva, iniziarono a comparire magliette intenzionalmente offensive, con croci rovesciate, simboli nazisti e osceni, strappate di proposito.

Altri elementi dell’estetica punk includevano calze a rete, bande con punte e chiodi, gioielli in pelle con borchie, spille da balia su abiti e pelle, un trucco occhi forte sia per uomini che per donne.

Indossavano anche cuoio e jeans, con cap]]>

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