Nel cuore della regione italiana dell’Emilia-Romagna, un uomo di 38 anni ha vissuto un cambiamento radicale nella sua vita grazie a una rivoluzionaria terapia genica. Magazziniere di professione, questo paziente di Reggio Emilia รจ stato il primo al mondo a beneficiare di un trattamento genetico avanzato per la sindrome di Usher tipo 1B, una malattia rara che provoca sorditร dalla nascita e una progressiva perdita della vista. Dopo solo un anno dall’intervento, la sua capacitร visiva, che era precedentemente inferiore a un decimo, รจ migliorata significativamente, permettendogli di vedere sia da vicino che da lontano e anche in condizioni di scarsa luminositร . Le sue parole dopo il trattamento sono state toccanti: “Non รจ solo vedere meglio: รจ iniziare a vivere”.
La sfida della sindrome di Usher tipo 1B
La sindrome di Usher tipo 1B รจ una patologia ereditaria che colpisce circa 20.000 individui tra Europa e Stati Uniti. Caratterizzata da mutazioni del gene MYO7A, questa condizione porta i pazienti a sperimentare sorditร fin dalla nascita, problemi vestibolari e una perdita di vista che inizia nei primi dieci anni di vita, evolvendosi in retinite pigmentosa e risultando in cecitร completa.
Francesca Simonelli, esperta di oftalmologia e direttrice della Clinica Oculistica presso l’Universitร degli Studi della Campania ‘Luigi Vanvitelli’, sottolinea come, nonostante la sorditร possa essere trattata, fino a poco tempo fa non esistevano cure per la retinite pigmentosa.
Un trattamento innovativo
Il trattamento che ha portato a risultati cosรฌ promettenti รจ il frutto di oltre dieci anni di ricerche condotte all’Istituto Telethon di Genetica e Medicina di Pozzuoli (TIGEM) e supportate dalla Fondazione Telethon. Alberto Auricchio, direttore del TIGEM, spiega che la terapia genica, pur essendo una realtร consolidata per diverse patologie, ha incontrato ostacoli significativi legati alla dimensione dei geni da trasferire. La nuova tecnica sviluppata, che utilizza una piattaforma a “doppio vettore”, supera questi limiti permettendo il trasporto di geni di dimensioni maggiori, come il MYO7A. Questi vettori virali modificati trasferiscono nelle cellule del paziente le istruzioni per la produzione di proteine terapeutiche.
Procedura dell’intervento
La terapia genica si svolge sotto anestesia generale e consiste nell’iniettare sotto la retina del paziente due vettori virali distinti, ognuno contenente metร dell’informazione genetica necessaria. Il recupero รจ rapido e gli effetti migliorativi sulla vista si manifestano giร nei giorni successivi all’intervento.
Impatto e prospettive future
Studio LUCE-1 e risultati internazionali
Il paziente di Reggio Emilia รจ stato trattato nell’ambito dello studio internazionale di fase I/II chiamato LUCE-1, sponsorizzato da AAVantgarde Bio. L’Universitร della Campania ‘Luigi Vanvitelli’ รจ stata tra i primi centri a somministrare questa terapia, trattando altri pazienti con risultati promettenti. Inoltre, รจ previsto l’arruolamento di altri sette pazienti per testare dosaggi piรน elevati.
Potenziale di estensione ad altre malattie oculari
I dati raccolti sugli altri pazienti mostrano una buona tollerabilitร della terapia, con pochi e gestibili effetti collaterali. Questo apre la strada alla possibilitร di trattare altre malattie oculari ereditarie che fino ad ora non avevano soluzioni disponibili, ampliando enormemente le speranze per molti pazienti affetti da patologie simili. Simonelli conclude che il metodo sviluppato potrร non solo migliorare ma anche preservare la vista in coloro che soffrono di sindrome di Usher tipo 1B e altre condizioni genetiche correlate.
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