Quasi 1 miliardo per magistrati: Consiglio di Stato ordina conguaglio sugli stipendi

Di : Lorenzo Dalmoro

Condividi con i tuoi amici!

Il governo dovrà trovare risorse nella prossima legge di bilancio per saldare quasi un miliardo di euro destinato ai magistrati: si tratta di arretrati e adeguamenti retributivi riconosciuti dopo sentenze del 2025. La posta in gioco è concreta per i conti pubblici e interessa oltre 11mila magistrati in servizio, con effetti anche sulle voci di spesa future.

In cifre, l’importo previsto per i magistrati è di circa 970 milioni di euro, equivalenti a una media di poco meno di 100mila euro a testa. Beneficiari sono sia i giudici ordinari — la quota più consistente — sia quelli amministrativi e contabili, compresi i magistrati dei tribunali amministrativi regionali, del Consiglio di Stato e della Corte dei conti.

Quanto e come verrà ripartito

I 970 milioni comprendono due componenti principali: arretrati accumulati negli anni e un aumento strutturale della retribuzione che entrerà a regime dal 2027 e si ripeterà negli anni successivi. Secondo le ricostruzioni, la media per magistrato si suddivide in circa 70mila euro di arretrati più circa 20mila euro di incremento retributivo a regime.

Documento contabile che mostra calcoli di arretrati e aumenti retributivi
Schema di calcolo degli arretrati e dell’aumento retributivo inserito nella legge di bilancio.

La somma è stata inserita nel cosiddetto fondo sentenze nel documento programmatico della legge di bilancio — uno stanziamento destinato a coprire pagamenti disposti da pronunce giudiziarie — che complessivamente vale 1,9 miliardi di euro.

Da dove nasce il contenzioso

Il nodo è il calcolo degli adeguamenti retributivi stabiliti da un decreto del agosto 2021 del governo Draghi per il triennio 2018-2020. Alcuni magistrati e l’Associazione Nazionale Magistrati (ANM) hanno impugnato quella misura e il contenzioso è arrivato fino al Consiglio di Stato, che nel 2025 ha dato ragione ai ricorrenti.

Leggi anche  Polizia e Abderrahim Fakir: indagine interna solleva dubbi su regole e conflitti

La decisione ha ritenuto che la percentuale dell’aumento — fissata allora al 4,85% — non avesse considerato correttamente alcune componenti salariali e avesse utilizzato criteri di ponderazione che svantaggiavano categorie diverse dai magistrati. Ricalcolando gli elementi considerati necessari, l’Istituto nazionale di statistica (ISTAT) ha portato la misura dell’adeguamento al 6,22%.

  • Importo per i magistrati: circa 970 milioni di euro
  • Numero interessato: circa 11.000 magistrati
  • Media per magistrato: ~70.000 € di arretrati + ~20.000 € di aumento a regime
  • Percentuale iniziale calcolata (2021): 4,85%
  • Percentuale ricalcolata (ISTAT): 6,22%
  • Fondo sentenze (totale): 1,9 miliardi di euro

Per i lettori, la notizia riguarda sia il carico fiscale potenziale sia la priorità politica: inserire questa voce nella legge di bilancio richiederà scelte su coperture e priorità di spesa. Il pagamento degli arretrati e l’implementazione dell’aumento avranno un impatto sul deficit e sulle risorse disponibili per altre misure.

A breve, l’iter parlamentare della legge di bilancio determinerà tempistiche precise e modalità di erogazione. Resta aperto il confronto politico e tecnico su come conciliare l’obbligo di pagamento delle sentenze con i vincoli di finanza pubblica.

Articoli simili

Valuta questo articolo
Condividi con i tuoi amici!

Lascia un commento

Share to...