Scopri il “registro degli influencer”: caos e confusione tra i content creator!

Di : Lorenzo Dalmoro

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Immagina un mondo dove ogni tua mossa su Instagram, YouTube o TikTok potrebbe richiedere una registrazione ufficiale, specie se sei un influencer con una solida base di follower. Recente è la notizia che l’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni, nota come Agcom, ha introdotto una novità che potrebbe cambiare il panorama del content creation in Italia: l’“Elenco degli influencer rilevanti”. Questa iniziativa, colloquialmente definita come “registro degli influencer”, impone a tutti i creatori di contenuti di un certo calibro, che derivano un guadagno dalle loro attività, di fornire dettagli personali e professionali per essere inclusi in un registro pubblico ufficiale.

Chi deve iscriversi e perché?

Se sei un influencer che supera i 500.000 follower su una delle principali piattaforme social o se nei sei mesi precedenti hai raggiunto una media di un milione di visualizzazioni mensili, sei tenuto a registrarti. Questo elenco non è solo un formalismo, ma comporta l’adesione a un codice di condotta che paragona, in parte, gli influencer ai fornitori di servizi di media audiovisivi tradizionali.

  • Uso obbligatorio di hashtag come #adv, #pubblicità, #sponsorizzato per ogni contenuto a pagamento.
  • Segnalazione di contenuti creati con intelligenza artificiale generativa.
  • Impegno a non diffondere fake news e contenuti non adatti ai minori o discriminatori.

Le sanzioni per i trasgressori

Gli influencer che non rispettano le regole possono essere sanzionati con multe da 250.000 euro per pubblicità occulta a 600.000 euro per violazioni relative alla protezione dei minori. Anche chi, avendo i requisiti, decide di non registrarsi, non è al riparo da sanzioni.

Reazioni della comunità

Molti content creator di media notorietà sono preoccupati. La nuova normativa sembra non tenere conto delle reali capacità economiche di tutti, equiparando chi, come Chiara Ferragni o Khaby Lame, guadagna cifre significative a chi fa fatica a monetizzare la propria presenza online. La soglia di “influencer rilevante”, fissata a 500.000 follower o un milione di visualizzazioni mensili, sembra arbitraria e non riflette la complessità degli algoritmi moderni.

Confusione e chiarimenti necessari

Un portavoce dell’Agcom ha specificato che l’iscrizione riguarda chi ha un ritorno economico dall’influencer marketing. Tuttavia, rimangono dubbi su chi occasionalmente riceve entrate dai contenuti sui social o su figure professionali diverse che guadagnano anche attraverso sponsorizzazioni online.

Implicazioni future e dibattiti in corso

Diversi influencer, come Domenico Emanuele Spagnuolo di Cyaomamma e Giulio Armeni di @filosofia_coatta, hanno espresso preoccupazioni sulla chiarezza della normativa. Inoltre, la stessa Agcom ha ammesso che potrebbe rivedere i criteri di definizione di “influencer rilevante” dopo una prima fase di osservazione, considerando anche l’introduzione di un codice ATECO specifico per gli influencer.

La discussione è aperta e il futuro incerto, ma una cosa è chiara: l’influenza digitale non è più solo una questione di like e follower, ma richiede ora una nuova consapevolezza e responsabilità.

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