La catena MediaWorld ha deciso di chiudere il punto vendita di viale Vittorio Veneto a Forlì, aperto appena due anni fa: la serranda calerà entro il 30 aprile 2026. La notizia, emersa durante un incontro con i sindacati, mette in luce il contrasto tra i numeri positivi del gruppo a livello nazionale e le scelte locali che impattano lavoro e commercio cittadino.
La decisione e le ragioni ufficiali
La chiusura è stata comunicata nei giorni scorsi nel corso di un tavolo con le delegazioni sindacali locali — Filcams, Fisascat e Uiltucs —. Secondo l’azienda il negozio di Forlì, insieme a quello di Pesaro, registra risultati economici inferiori alle attese e non sono state trovate soluzioni alternative per mantenere l’insegna in altra sede cittadina.
Ai sindacati è stata anche comunicata l’intenzione di avviare eventuali procedure per gestire esuberi di personale, senza però fornire dettagli completi sulle misure di ricollocazione o gli ammortizzatori sociali che saranno eventualmente attivati.
Il quadro nazionale: risultati in controtendenza
Il taglio dell’attività locale arriva mentre la società madre, passata sotto il controllo del gruppo cinese JD.com, dichiara indicatori finanziari in miglioramento: tre anni consecutivi in utile, ricavi 2025 attorno ai 2,4 miliardi di euro e un piano di investimenti da circa 100 milioni per nuove aperture.
Recentemente MediaWorld ha inaugurato un negozio a Reggio Emilia e segnala aperture programmate in altre città tra la fine del 2025 e l’inizio del 2026, sette complessive nel piano annunciato.
Cosa comporta per Forlì
Il punto vendita forlivese occupava circa 1.500 metri quadrati — uno spazio riconvertito dall’ex Brico e pensato come format “esperienziale” — e dava lavoro a 22 persone al momento dell’apertura, alla fine di novembre 2023.
- Occupazione: possibile procedura per esuberi e ricollocazioni da definire con i sindacati.
- Offerta commerciale: riduzione dell’assortimento di elettronica nei negozi fisici in centro città.
- Rigenerazione urbana: la zona di viale Vittorio Veneto e il borgo San Pietro continuano a evidenziare criticità strutturali che complicano il recupero delle attività commerciali.
| Negozio | Apertura | Superficie | Personale | Chiusura prevista |
|---|---|---|---|---|
| Forlì (viale Vittorio Veneto) | Novembre 2023 | 1.500 m² | 22 | Entro 30 aprile 2026 |
| Pesaro | Non specificata | Non comunicata | Non comunicato | Chiusura annunciata |
Un contesto più ampio
La battuta d’arresto per MediaWorld a Forlì si inserisce in un contesto locale già segnato da altre chiusure nel comparto: di recente la città ha perso anche lo storico punto Unieuro all’interno del centro commerciale Mega, lasciando un vuoto di dimensioni maggiori.
Allo stesso tempo ci sono segnali di trasformazione urbana nelle vicinanze: a settembre è prevista la riapertura della scuola media Maroncelli, mentre il recupero di aree più grandi come l’ex Eridania resta incerto e di lungo periodo.
Perché la notizia è rilevante oggi
La chiusura conferma che la crescita a livello di gruppo non sempre si traduce in stabilità occupazionale e commerciale a livello territoriale. Per i cittadini e gli operatori locali significa meno offerta commerciale, possibili ricadute occupazionali e nuove questioni per la pianificazione urbana.
I prossimi passaggi da monitorare sono gli sviluppi delle trattative sindacali, le eventuali misure di sostegno per i lavoratori e la destinazione dell’area commerciale libera, che influiranno sul vivace dibattito cittadino sulla rigenerazione del centro e delle sue periferie.
Articoli simili
- Grande Distribuzione in Subbuglio: Upim Chiude, Lidl in Arrivo e Quarto Famila alle Porte!
- San Giovanni a Torino: Shaggy, Mahmood e altri big sul palco!
- Città dimenticata: Modena la supera di cento volte!
- Novità beauty marzo 2026: prodotti da provare subito che cambiano la routine
- Crisi dei negozi: 2000 euro al mese per 20mq, attività al collasso!

Lorenzo è un giornalista appassionato di scoperte e di nuovi orizzonti. I suoi racconti di viaggi e moda sono scritti in modo semplice e diretto, rendendo le tendenze internazionali facilmente comprensibili. La sua scrittura dinamica e informativa guida i lettori nel mondo delle nuove avventure stilistiche.




