Una visita istituzionale a Gemona ha messo in luce un nodo urgente per la salvaguardia del cinema storico: la Cineteca del Friuli conserva centinaia di pellicole preziose ma ha ormai esaurito gli spazi adatti ad accogliere i materiali più pericolosi. La questione riguarda sicurezza, tutela del patrimonio culturale e la tenuta delle attività collegate ai festival cinematografici regionali.
Giovedì 5 marzo una delegazione della Regione Friuli Venezia Giulia, guidata dal vicegovernatore con delega alla Cultura, Mario Anzil, e dall’assessore alle Finanze, Barbara Zilli, si è recata nei locali dell’Archivio Cinema a Gemona per un incontro con i fondatori della Cineteca, Livio Jacob e Piera Patat.
Nella riunione, cui ha partecipato anche il sindaco di Gemona, Roberto Revelant, è emersa la proposta di realizzare una struttura aggiuntiva pensata esclusivamente per lo stoccaggio delle pellicole in nitrato di cellulosa, il supporto filmico usato fino ai primi anni ’50 che, per le sue proprietà chimiche, è altamente infiammabile e richiede ambienti specifici per essere custodito in sicurezza.
Perché serve un nuovo deposito
Secondo la responsabile delle collezioni filmiche della Cineteca, Elena Beltrami, i materiali in nitrato sono tra i più rari e significativi dell’archivio: portano con sé testimonianze del periodo muto e primi decenni del cinema, ma impongono limiti stringenti di conservazione.
Nel deposito attuale, inaugurato nel marzo 2008 e progettato per conservare sia pellicola che laboratori analogici e digitali, i film in nitrato sono custoditi in armadi anti-esplosione. Tuttavia la capienza consentita dalla normativa è stata raggiunta.
- Riconoscimento regionale: la Cineteca del Friuli è ente riconosciuto dalla Regione dal 2006 per la conservazione del patrimonio cinematografico.
- Deposito attuale: inaugurato nel 2008, ospita laboratori analogici e digitali oltre agli armadi speciali.
- Pellicole in nitrato: circa 700 titoli conservati in armadi anti-esplosione; a oggi non è possibile ampliarne il numero per limiti di legge.
- Condizioni di conservazione: umidità controllata al 30% e temperatura mantenuta sui 4 °C.
- Ruolo culturale: la Cineteca è anche tra le soggetto promotori delle Giornate del Cinema Muto di Pordenone (iniziative avviate nel 1982, insieme a Cinemazero).
Implicazioni pratiche e culturali
Allargare gli spazi per lo stoccaggio in sicurezza è una questione che unisce aspetti tecnici e ricadute pubbliche: da un lato garantire la protezione di materiali storici a rischio; dall’altro preservare la possibilità di rendere fruibili quei film attraverso restauri, proiezioni e ricerca accademica.
Per la comunità locale e per il sistema culturale della regione l’investimento ha anche un ritorno tangibile: attrattività per studiosi, occasioni per eventi e festival, e un rafforzamento del profilo culturale del territorio.
La visita ha incluso un sopralluogo nei cellari climatizzati e nei laboratori, dove vengono svolte operazioni di conservazione e restauro. Durante il giro è stata ribadita la disponibilità della Regione a sostenere il progetto di ampliamento per garantire che la Cineteca continui il suo lavoro senza compromettere la sicurezza.
Nei prossimi mesi la discussione tecnica dovrà trasformarsi in un piano operativo: valutazione dei costi, progettazione degli spazi conformi alle normative antincendio e definizione di tempistiche. La priorità indicata da tutti i partecipanti è proteggere un patrimonio che ha valore regionale e nazionale senza rinunciare alla possibilità di renderlo accessibile al pubblico e agli studiosi.
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Marcelina è una giornalista curiosa e sensibile, appassionata d’arte e cultura. Analizza le tendenze attuali con parole semplici e accessibili. Il suo stile accogliente e informativo guida i lettori nel mondo affascinante della moda, mettendo in luce le influenze storiche e le creazioni contemporanee.




