Pasolini domina l’agenda 2026 con il fenomeno dopostoria

Di : Marcelina Vescovi

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Per il 2026 il Centro Studi Pier Paolo Pasolini di Casarsa ha scelto un tema che riprende la riflessione critica dello stesso Pasolini sulla fine delle narrazioni salvifiche della storia: la parola chiave sarà “Dopostoria”, proposta come lente per interpretare il presente. La decisione segna una strategia culturale che punta a connettere la memoria del poeta con iniziative nazionali e internazionali già programmate per i prossimi anni.

Un’immagine che interpreta il progetto

L’identità visiva del ciclo 2026 è stata affidata all’artista friulano Stefano Jus: l’opera scelta sovrappone volti, simboli e figure del mondo pasoliniano fino a far emergere, quasi come una mappa, la storia collettiva attraverso la fisionomia dell’intellettuale. L’immagine fungerà da simbolo delle attività e delle pubblicazioni in calendario.

Il lancio del programma arriva dopo il cinquantenario della morte di Pasolini, celebrato nel 2025, e guarda esplicitamente all’appuntamento del 2027, quando Pordenone sarà Capitale italiana della Cultura. Questo orizzonte temporale dà al progetto una dimensione strategica: non solo omaggio, ma posizionamento territoriale e nazionale.

Appuntamenti internazionali e collaborazioni

Una delle direttrici più evidenti del programma è l’internazionalizzazione. È previsto infatti un evento il 17 aprile a Pechino, presso l’Istituto di cultura dell’ambasciata d’Italia, dove sarà presentato il progetto “Spazio Pasolini”, sviluppato in collaborazione con il Politecnico di Milano.

In quella sede verrà anche presentata una graphic novel ispirata al romanzo Il sogno di una cosa, realizzata da Silvia Rocchi e pubblicata in edizione bilingue italiano-cinese: un’operazione che mira a tradurre la produzione pasoliniana in linguaggi contemporanei e a intercettare pubblici internazionali.

  • Data chiave: 17 aprile, presentazione a Pechino presso l’Istituto di cultura dell’ambasciata d’Italia.
  • Partner: Politecnico di Milano e Centro Studi Pier Paolo Pasolini.
  • Prodotto editoriale: graphic novel bilingue (italiano-cinese) basata su Il sogno di una cosa, autrice Silvia Rocchi.
  • Obiettivo territoriale: raccordo con le iniziative per Pordenone Capitale italiana della Cultura 2027.

Oltre alla visibilità estera, il programma intende consolidare la presenza del Centro Studi come hub culturale capace di dialogare con istituzioni accademiche e diplomatiche, sperimentando forme narrative nuove per il patrimonio letterario italiano.

Perché conta oggi

Il progetto 2026 non è solo un calendario di eventi: rappresenta un tentativo di riposizionare il lascito di Pasolini nel dibattito culturale contemporaneo, usando strumenti visivi e editoriali in grado di raggiungere nuovi pubblici. Per il territorio friulano e per il sistema culturale italiano, la strategia combina celebrazione, ricerca e promozione internazionale—tre leve che possono amplificare la ricaduta culturale ed economica dell’iniziativa.

Nei prossimi mesi il Centro Studi renderà noti ulteriori dettagli sulle attività programmate: mostre, pubblicazioni e percorsi di studio che svilupperanno il tema della “Dopostoria” in chiave critica e multidisciplinare.

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