Ultimi giorni per visitare “Skin to Skin, Bone to Bone”: la mostra di Martina Zanin, allestita nella sede cittadina della Bcc di Udine, resta aperta fino al 30 giugno e propone un’indagine intima sulla memoria familiare filtrata attraverso immagini e installazioni. L’esposizione segnala anche l’importanza delle iniziative che sostengono gli under 35 e trasformano spazi finanziari in luoghi culturali aperti alla comunità.
Un percorso che parte dall’assenza
Al centro del progetto espositivo c’è la tensione tra perdita e ricordo, esplorata con un linguaggio visivo che mescola fotografia, oggetti trovati e installazioni site-specific. Le opere non cercano spiegazioni lineari: preferiscono evocare emozioni e ricostruire tracce di relazione, in particolare quella con la figura paterna.
La presenza ricorrente del mondo dei rapaci—un richiamo alla falconeria—funziona da motivo emblematico. Nelle immagini e nei materiali esposti i riferimenti a piume, strumenti e gesti rievocano antiche pratiche, reinventate per sondare la memoria personale e collettiva.
Che cosa si vede in mostra
- Fotografie in cui l’assenza diventa soggetto visibile.
- Installazioni realizzate con materiali organici e trovati.
- Oggetti e simboli legati alla pratica della falconeria, rielaborati in chiave contemporanea.
Il percorso è pensato per un pubblico ampio: i lavori dialogano tra loro lasciando spazio a interpretazioni diverse e invitano a un tempo di osservazione non frettoloso.
Contesto e valore locale
“Skin to Skin, Bone to Bone” è inserita nel programma nazionale Futuri emergenti italiani, che promuove giovani artisti under 35 attraverso mostre diffuse sul territorio. L’iniziativa mette in luce non solo i singoli talenti, ma anche il ruolo degli enti locali e delle istituzioni private nel sostenere la creatività contemporanea.
Per la Bcc di Udine, ospitare la mostra significa riqualificare gli ambienti bancari come spazi di confronto culturale: un modello che favorisce l’incontro tra artisti e comunità senza erigere barriere formali tra pubblico e produzione artistica.
Se siete in città e interessati all’arte contemporanea, la chiusura del 30 giugno rende la visita un appuntamento da prevedere entro pochi giorni. La mostra offre uno sguardo sulla produzione emergente italiana e su come temi personali possano diventare terreno di riflessione collettiva.
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Marcelina è una giornalista curiosa e sensibile, appassionata d’arte e cultura. Analizza le tendenze attuali con parole semplici e accessibili. Il suo stile accogliente e informativo guida i lettori nel mondo affascinante della moda, mettendo in luce le influenze storiche e le creazioni contemporanee.




