Industria del profumo verso tolleranza zero: Frances Shoemack annuncia una svolta

Di : Lorenzo Dalmoro

Condividi con i tuoi amici!

Dopo una pausa di due anni Abel torna a farsi ascoltare: il lancio di Miami Split mette sotto i riflettori una strategia che punta a cancellare il pregiudizio secondo cui i profumi naturali debbano rinunciare a qualità e durata. È una prova concreta di come ingredienti sostenibili e tecnologie emergenti stiano ridefinendo gli standard della profumeria di nicchia.

Dal vigneto al laboratorio olfattivo

Frances Shoemack ha iniziato la sua carriera tra le vigne, imparando a valutare materie prime che cambiano con il terreno e le stagioni. Quell’approccio — un mix di attenzione al dettaglio e prospettiva a lungo termine — è diventato il filo conduttore di Abel.

La fondazione del marchio ad Amsterdam nel 2013 ha unito competenze diverse: accanto a Shoemack, la squadra include il perfumiere neozelandese Isaac Sinclair e la chimica francese Fanny Grau. Insieme, hanno trasformato l’idea di fragranza naturale in un progetto che coniuga ricerca olfattiva e rigore scientifico.

Una scelta senza compromessi

Abel non si limita a eliminare composti petrolchimici: rivendica uno standard estetico elevato. La startup olandese lavora per dimostrare che la naturalità può convivere con intensità, proiezione e durata. Negli ultimi anni il settore ha acquisito strumenti più sofisticati, e Abel sfrutta questi progressi per non cedere su qualità e profondità olfattiva.

La creatrice spiega che il cambiamento non è solo tecnologico, ma anche culturale: oggi il consumatore chiede trasparenza e provenienza, e i marchi devono rispondere con prodotti che lo soddisfino senza scuse.

Come nasce Miami Split

Il punto di partenza è stato un ingrediente insolito: un aroma ricavato da scarti di banana, processato e valorizzato per ottenere una materia prime dal carattere forte e riconoscibile. Invece di attenuarne la spigolosità, il team ha cercato un contrappunto altrettanto potente, costruendo la fragranza attorno alla tensione tra superficie e profondità.

Leggi anche  Pilates: 7 movimenti rivoluzionari per sentirsi meglio da subito

L’ispirazione concettuale proviene dall’opera Comedian di Maurizio Cattelan: una provocazione che mette in discussione valore e contesto. Allo stesso modo, Miami Split gioca su un’immagine apparentemente leggera che, a poco a poco, rivela note più oscure e resinose.

Un’immagine sonora

Se dovesse essere paragonata a un brano, la fragranza richiama certe produzioni hip hop degli anni 2000: elementi immediatamente riconoscibili che nascondono una stratificazione complessa e di peso. Questa doppia lettura è voluta e ricercata.

Caratteristica Descrizione
Nome Miami Split
Composizione Fragranza al 100% naturale con ingrediente principale derivato dalla banana
Team creativo Frances Shoemack (direzione), Isaac Sinclair (maestro profumiere), Fanny Grau (biochimica)
Posizionamento Profumeria di nicchia orientata a qualità olfattiva e sostenibilità

Perché i profumi naturali non sono più come una volta

La diffidenza verso le fragranze naturali nasceva da limiti reali: proiezione e persistenza spesso inferiori rispetto ai blend sintetici. Oggi gli ingredienti naturali sono più raffinati e la formulazione è studiata per valorizzarne il comportamento sulla pelle.

Una differenza importante è che le note naturali tendono a evolvere con il pH individuale, offrendo movimenti e sfumature che molti utenti percepiscono come più “vivi”. Non si tratta di una pecca, ma di una caratteristica che, ben progettata, aumenta la complessità e l’affidabilità emotiva della fragranza.

  • Maggiore trasparenza: origine e processo sono parte della narrazione del prodotto.
  • Sostenibilità concreta: uso di materiali riciclati e sperimentazione con le biotecnologie.
  • Nuovi standard di performance: l’obiettivo è pari o superiore alle formulazioni convenzionali.

Due culture, un’identità

Shoemack proviene dalla Nuova Zelanda ma ha scelto Amsterdam per far crescere Abel. Da un paese trae la semplicità e l’attitudine a rompere schemi; dall’altro, l’attenzione al design e alla sostanza più che alla forma.

Questa tensione tra ampiezza e precisione è parte del DNA del brand: ampio nella visione, accurato nella realizzazione.

Una road map per il futuro

Con la recente nomina di Dave, suo marito, alla guida operativa di Abel, Shoemack prevede di tornare a concentrarsi sulla creatività. L’intenzione dichiarata è fare di Abel un punto di riferimento per chi vuole dimostrare che un percorso sostenibile non richiede compromessi estetici.

I prossimi passi includono lo sviluppo di progetti su ingredienti riciclati e l’uso mirato delle biotecnologie, mantenendo un rigore trasparente nella comunicazione.

Per i consumatori e per l’industria, il caso Abel è significativo: indica che la transizione verso fragranze più sostenibili sta maturando tecnicamente e culturalmente. Se il mercato continuerà a premiare qualità e chiarezza, modelli come questo potrebbero diventare la nuova norma.

Articoli simili

Valuta questo articolo
Condividi con i tuoi amici!

Lascia un commento

Share to...