Perdite d’aria: scopri oggi come individuarle e risparmiare sulle bollette

Di : Teodoro Montani

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Una casa ben isolata nelle pareti ma piena di spifferi funziona come un cappotto lasciato aperto: il calore se ne va, le bollette salgono e il comfort scompare senza un motivo apparente. Scoprire e correggere le infiltrazioni d’aria è oggi una leva semplice e spesso trascurata per risparmiare energia e migliorare il benessere in casa.

Perché la tenuta all’aria conta adesso

Le perdite non visibili rappresentano una quota significativa delle dispersioni termiche di un edificio. Anche interventi costosi sull’isolamento possono dare scarsi risultati se i giunti e i passaggi non sono sigillati correttamente.

In molti Paesi – a esempio in Francia con la normativa RE2020 – la verifica della tenuta è obbligatoria per le nuove costruzioni, misurata con il cosiddetto blower door test. Tuttavia gli edifici esistenti non sono soggetti a controlli sistematici: decine di migliaia di abitazioni continuano quindi a subire perdite non rilevate che si traducono in sprechi e costi evitabili.

Come si individuano le perdite più efficacemente

La procedura più comune parte creando una lieve depressione all’interno dell’abitazione tramite un ventilatore posizionato in una porta. Questo accentua i flussi d’aria verso l’esterno e rende misurabili le fughe complessive.

Per mappare i punti critici si utilizzano poi strumenti diversi, spesso in combinazione. Ognuno ha pregi e limiti:

Metodo Cosa rileva Limiti
Blower door test Portata totale di perdita d’aria dell’involucro Non individua i punti precisi senza altri strumenti
Camera termica Anomalie termiche su pareti, infissi e giunzioni Funziona meglio con differenze termiche marcate; può confondere ponti termici e infiltrazioni
Fumigene Fuga visibile di fumo dai punti di infiltrazione Richiede ambiente in depressione; va usato con prodotti specifici per interni

Il fumogeno: semplice e immediato

Quando la termografia non basta, i tecnici ricorrono spesso al fumigene. Generando una linea di fumo controllata all’interno dell’edificio si ottiene una rappresentazione immediata dei passaggi d’aria: giunzioni, cavi, bocchette e piccole fessure diventano visibili in pochi istanti.

Per gli interventi in ambienti chiusi si impiegano miscele progettate per non lasciare residui e non essere nocive, calibrate in base al volume da esaminare. In combinazione con il blower door test, il fumogeno permette una mappa precisa dei punti da correggere.

Interventi pratici e dove intervenire

Individuare il problema evita lavori estesi e costosi: così si interviene solo dove serve, riducendo tempi e spese.

  • Finestre e porte – sostituzione o integrazione di guarnizioni: spesso risolvono la maggiorparte degli spifferi attorno ai serramenti.
  • Passaggi di impianti – guaine, manicotti e schiume poliuretaniche specifiche per serraggi stagionali.
  • Trappole e botole – montaggio di guarnizioni perimetrali alle botole di accesso ai sottotetti.
  • Membrane – nelle ristrutturazioni più ampie una membrana interna continua assicura una barriera efficace, se eseguita con attenzione ai raccordi.

Molte di queste soluzioni sono alla portata di professionisti artigiani; alcune attività minori possono essere svolte da un proprietario abile nel fai-da-te, purché si usino materiali adeguati e certificati.

Cosa significa per chi ristruttura

Se si pianifica una ristrutturazione energetica, valutare la tenuta all’aria prima e dopo gli interventi è determinante per misurare l’efficacia dei lavori. Un test ben condotto orienta gli interventi dove produrranno il maggior risparmio e aiuta a evitare spese inutili.

Per il proprietario, il vantaggio è doppio: bollette più basse e un comfort termico e acustico maggiore. Per gli artigiani, una diagnosi precisa riduce rilavorazioni e contestazioni.

In conclusione: non sottovalutare gli spifferi. Un controllo professionale della tenuta dell’involucro è oggi una delle misure più efficaci e a rapido ritorno per migliorare l’efficienza di un’abitazione.

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