Claudia Di Pasquale è salita al timone di Report in un clima ben diverso da quello che aveva accompagnato la nomina della prima scelta, e la sua designazione riaccende il dibattito sul futuro del programma dopo l’allontanamento del precedente conduttore. La scelta ha effetto immediato: la prossima puntata è fissata per l’8 novembre e la redazione punta a ricostruire stabilità editoriale e fiducia interna.
Che cosa cambia e perché conta
La nomina arriva dopo settimane di tensione nella redazione: Sigfrido Ranucci è stato rimosso dalla conduzione il 28 agosto e, nelle fasi successive, la Rai ha indicato prima Giulia Presutti e Daniele Piervincenzi come possibili nuovi conduttori. Presutti ha deciso di rinunciare all’incarico dopo forti resistenze interne; Piervincenzi invece ha mantenuto la disponibilità e dovrebbe affiancare Di Pasquale.

La sostituzione non è solo un cambiamento di volti: ha implicazioni pratiche sull’impostazione delle inchieste e sulla percezione dell’autonomia del programma. Per la redazione la presenza di una figura interna e riconosciuta come Di Pasquale riduce il rischio di fratture e facilita il lavoro sul campo.
Il profilo di Claudia Di Pasquale
Giornalista professionista dal 2003, Di Pasquale lavora a Report dal 2011, quando la trasmissione era ancora guidata dalla sua fondatrice. Nel corso degli anni ha firmato decine di inchieste su temi che vanno dalla sanità alla politica, dalle multinazionali alla gestione dei fondi pubblici.

Chi la conosce sottolinea la sua preparazione e il metodo: lavoro d’archivio, verifiche puntuali e una pratica di racconto che punta a chiarire processi complessi per il pubblico. Ha accettato l’incarico spinta dal sostegno collettivo della redazione, non per ambizione personale.
Alcuni punti chiave sulla sua carriera
- Esperienza in Report: presenza stabile dal 2011, con circa 55 inchieste pubblicate sul sito del programma.
- Temi affrontati: sanità, criminalità, lavoro, uso di denaro pubblico, responsabilità delle grandi aziende.
- Premi e riconoscimenti: vincitrice del Premiolino (2019) e altri riconoscimenti per servizi d’inchiesta e sul sistema d’emergenza sanitaria.
- Formazione e origini: nata a Palermo nel 1977, laureata in Lettere; ha iniziato la carriera nella carta stampata e in programmi d’inchiesta su altre emittenti.
Tra le inchieste più note figurano servizi che hanno provocato reazioni pubbliche da parte dei soggetti coinvolti, come una puntata sulle ricadute ambientali delle attività di una grande multinazionale delle bevande e un’inchiesta sulla trasparenza di un importante sindacato nazionale, che aveva poi intentato una causa contro il programma.
Reazioni interne ed esterne
La reazione della redazione è stata netta e pubblica: i colleghi hanno espresso sostegno e definito Di Pasquale la figura che meglio rappresenta, secondo loro, lo spirito del programma. Questo appoggio collettivo è stato decisivo nelle settimane concitate che hanno preceduto la nomina.
Ranucci, pur critico nei confronti di alcune scelte iniziali della direzione, ha riconosciuto la professionalità di Di Pasquale, mentre il direttore dei programmi di approfondimento, Paolo Corsini, è la figura indicata dall’azienda nelle consultazioni che hanno portato ai nuovi nomi.
L’esito mantiene ancora elementi aperti: la convivenza editoriale tra Di Pasquale e Piervincenzi e la risposta del pubblico alla nuova conduzione saranno determinanti per capire se la nomina riuscirà davvero a ristabilire ordine e continuità nella storica trasmissione d’inchiesta della Rai.
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