Blocchi stradali Puglia: camionisti, agricoltori e ex Ilva in protesta, rischio escalation

Di : Lorenzo Dalmoro

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Da giorni camionisti, agricoltori e lavoratori dell’ex ILVA mantengono presìdi e blocchi in più punti della Puglia, causando difficoltà diffuse per la circolazione e la distribuzione di beni essenziali. La situazione sta provocando code ai distributori e scaffali vuoti in alcuni comuni, con il rischio concreto di estendersi ad altre regioni del Sud.

Cosa sta succedendo e perché conta ora

Le proteste nascono da due questioni principali: l’aumento dei costi del carburante e il calo del prezzo dell’olio, a cui si è aggiunta la mobilitazione dei dipendenti contro la possibile chiusura dello stabilimento dell’ex ILVA di Taranto. Blocchi a caselli autostradali, tangenziali e strade statali impediscono il passaggio regolare dei mezzi, con effetti immediati sulle forniture locali e sulla logistica regionale.

Dove si concentrano i blocchi

La pressione maggiore si registra nella provincia di Foggia e a Taranto, ma le manifestazioni si estendono anche a Brindisi e interessano già Sicilia e Calabria con iniziative annunciate.

Camion fermi in un blocco su un'autostrada pugliese
Blocchi e presìdi lungo le principali arterie della provincia di Foggia e Taranto.

  • Foggia: presidi fissi e blocchi sulla SS17 e al casello di Poggio Imperiale (A14); segnalate lunghe code ai distributori.
  • Gargano e comuni del nord provincia: amministratori locali parlano di forniture a rischio e criticità nella distribuzione dei beni di prima necessità.
  • Taranto: presidio permanente lungo la SS7 e la SS106; rallentamenti notturni perché i lavoratori dormono in tenda sul posto.
  • Brindisi: blocchi sulla statale direzione Lecce con ricadute sui trasporti regionali.
  • Sicilia e Calabria: mobilitazioni già programmate con possibili stop alle operazioni di scarico merci nei porti.

Effetti concreti sulle forniture

Il blocco delle strade ha ostacolato l’accesso delle autocisterne alla raffineria Eni situata tra la SS106 e la SS7, un impianto che rifornisce vaste porzioni di Puglia, Basilicata e Calabria. In alcune località si registrano distributori con scorte ridotte o esaurite e utenti in coda per rifornirsi.

Autocisterna bloccata vicino a una raffineria con distributori in coda
L’accesso delle autocisterne alla raffineria è ostacolato, con effetti sulle forniture.

In più punti della provincia di Foggia sono stati segnalati scaffali vuoti nei supermercati: la catena di approvvigionamento dei prodotti freschi e confezionati è già parzialmente compromessa dove i camion non riescono a consegnare.

Reazioni delle associazioni di settore e risposte istituzionali

Le associazioni di categoria definiscono il fenomeno preoccupante e in espansione: i rappresentanti parlano di proteste in parte spontanee e di un malessere diffuso tra imprese e autotrasportatori. In risposta, il ministero dei Trasporti ha convocato un incontro con le sigle di settore previsto per il 27 ottobre.

In Sicilia i camionisti hanno annunciato che, pur evitando blocchi sulle strade, lasceranno i mezzi nei piazzali e non procederanno allo scarico delle merci dalle navi, una misura che potrebbe avere ripercussioni rapide sulle forniture alimentari locali.

Impatto immediato in sintesi

  • Distributori con scorte ridotte o esaurite; code agli impianti di rifornimento.
  • Interruzioni alle consegne per supermercati e rivenditori locali.
  • Possibili rallentamenti nelle forniture energetiche alle regioni servite dalla raffineria interessata.
  • Rischio di amplificazione delle proteste se non si avvia un confronto rapido tra parti e istituzioni.

Le autorità locali segnalano criticità crescenti soprattutto nelle aree più esposte alla congestione dei trasporti; per i cittadini la preoccupazione è rivolta alla disponibilità di prodotti essenziali nei prossimi giorni.

Cosa osservare nei prossimi giorni

Da un punto di vista pratico, conviene monitorare l’esito dell’incontro convocato dal ministero e l’eventuale estensione delle azioni di protesta verso altri nodi logistici. Se i blocchi dovessero proseguire o allargarsi, le conseguenze si vedrebbero rapidamente nella distribuzione di carburante e beni di prima necessità.

La situazione resta fluida: per ora le misure adottate dai manifestanti e la risposta delle istituzioni determineranno l’evoluzione delle criticità sul territorio.

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