Una nuova ondata di proteste di autotrasportatori e agricoltori contro il rincaro del carburante ha invaso le strade del Sud, con blocchi che ormai superano i confini della Puglia e della Calabria e cominciano a mettere in crisi servizi locali e rifornimenti. Il nodo politico รจ aperto: il ministero dei Trasporti ha fissato un incontro per il 27 ottobre, ma le manifestazioni proseguono e aumentano i rischi concreti per trasporti, rifornimenti e attivitร commerciali.
Dove si concentrano le mobilitazioni
Le prime tensioni nate ai primi di ottobre in Calabria si sono rapidamente allargate. Negli ultimi giorni si registrano presรฌdi e blocchi in diverse regioni meridionali, con punti critici sia sulle arterie autostradali sia nei porti e negli snodi logistici.

In Calabria i camionisti e successivamente anche gli agricoltori hanno occupato svincoli autostradali e accessi principali, con iniziative promosse dalla federazione regionale della logistica. Tra le aree piรน interessate figurano lโingresso al porto di Gioia Tauro e gli svincoli della A2 in provincia di Cosenza.
In Sicilia la protesta รจ esplosa a macchia dโolio: a Palermo alcuni tir hanno formato un presidio davanti al molo Santa Lucia e il coordinamento locale annuncia la possibilitร di proseguire la mobilitazione fino a fine sciopero, inizialmente fissato al 22 ottobre, e oltre se non arriveranno risposte concrete.
Altri focolai
Campania e Basilicata hanno visto chiusure temporanee di uscite autostradali (tra cui Nola e Nocera-Pagani) e rallentamenti sulla SalernoโReggio Calabria; in Puglia la situazione ha raggiunto nodi urbani e logistici come Bari, Brindisi e la strada statale 16 nel Foggiano.
| Regione | Punti critici | Effetti principali |
|---|---|---|
| Calabria | Porto di Gioia Tauro; A2, svincoli di Falerna e SantโOnofrio | Blocchi autostradali, rallentamenti nei trasporti |
| Sicilia | Palermo (molo Santa Lucia) | Presรฌdi di tir; sciopero prolungabile |
| Puglia | Bari, Brindisi, Foggia, strada SS16 | Stazioni carburante vuote, scaffali nei supermercati sguarniti |
| Basilicata | SS Jonica e arterie locali | Interruzioni alla distribuzione carburante |
Cause e impatti immediati
Alla radice della protesta cโรจ il rincaro del gasolio: lo sconto sulle accise sul diesel รจ terminato il 6 ottobre e il prezzo alla pompa ha ripreso a salire, attestandosi in media intorno ai 2,30 euro al litro. Per operatori che giร lavorano con margini stretti, il prezzo del carburante รจ diventato insostenibile.
Allo stesso tempo la distribuzione รจ stata complicata da un blocco di rifornimento: la raffineria collegata a Taranto ha subito limitazioni nellโaccesso alle autocisterne a causa della mobilitazione degli operai dellโex Ilva, creando interruzioni nella catena logistica verso stazioni di servizio e aeroporti pugliesi.
Secondo quanto comunicato dallโazienda coinvolta, circa la metร delle pompe Enilive in Puglia รจ rimasta senza prodotto, con impatti sulle forniture a enti pubblici e servizi essenziali.
Effetti sui cittadini
Alcuni supermercati, specialmente nel Foggiano, hanno registrato mancanze di prodotti freschi in seguito a una corsa agli acquisti e alle difficoltร di rifornimento; a Cerignola decine di mezzi bloccano da giorni le principali arterie, aggravando la situazione logistica. A Bari numerose pompe sono a secco e lโamministrazione comunale avverte che servizi come raccolta rifiuti e trasporto pubblico potrebbero subire interruzioni se la crisi dovesse proseguire.

- Rifornimenti critici: distributori a secco in aree strategiche.
- Commercio locale: scaffali svuotati e timori di ulteriori carenze.
- Servizi pubblici: rischio di disservizi per trasporti e raccolta rifiuti.
Reazioni politiche e sindacali
Le associazioni di categoria hanno intensificato le richieste di intervento al governo, sottolineando che molte proteste nascono spontanee e non rientrano pienamente nelle attivitร di rappresentanza ordinaria. Anche i partiti dโopposizione hanno rialzato il tiro, definendo la situazione come un rischio sociale che riguarda lโintero Mezzogiorno.
Il ministro delle Imprese e del Made in Italy ha dichiarato che eventuali misure supplementari per attenuare il prezzo del carburante saranno valutate dopo lโincontro del 27 ottobre, invitando a un confronto con le rappresentanze del settore. Sul fronte dei lavoratori, il rilascio degli snodi stradali da parte degli operai dellโex Ilva ha parzialmente sbloccato alcuni rifornimenti, ma la rete resta sotto pressione.
Cosa resta da monitorare
Nei prossimi giorni la situazione dipenderร da tre variabili principali: esiti del tavolo ministeriale del 27 ottobre, capacitร delle raffinerie e degli snodi logistici di recuperare le forniture, e decisioni dei comitati di autotrasportatori e agricoltori sul proseguimento delle mobilitazioni.
Se il confronto istituzionale non produrrร misure percepite come efficaci, la protesta potrebbe stabilizzarsi e amplificare i disagi economici e sociali nelle aree giร piรน fragili del Sud.
Per ora, cittadini e imprese devono prepararsi a possibili ritardi nelle consegne e a criticitร nei servizi urbani; le amministrazioni locali hanno giร attivato dispositivi di protezione civile in alcune aree per gestire le emergenze piรน urgenti.
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