La mia lotta contro il burnout: il mio racconto e strategie di prevenzione
All’età di 37 anni, ho fatto una scoperta su me stessa che si aggiunge a molte altre realizzate nell’ultimo anno e mezzo. Ho imparato che il processo di auto-scoperta è inesauribile e continua per tutta la vita. Questa è una realtà affascinante, anche se a volte può scuotere le nostre certezze più profonde.
Avevo sempre sentito discutere di burnout, ma ero convinta che fosse un’esperienza che non mi sarebbe mai toccata direttamente: ero sempre stata una persona piena di energia, di stimoli e con una grande passione per le attività che amavo.
Ma poi è accaduto. Non sono certa che burnout sia il termine esatto per descrivere ciò che mi è capitato, ma sicuramente ci si avvicina molto a quello che ho vissuto qualche mese fa.
Che cos’è il Burnout e come si manifesta
Oggi ho interrogato ChatGPT (mi sento quasi un dinosauro tecnologico, ma da quando l’ho scoperto è diventato una fonte preziosa e veloce di informazioni) e mi ha spiegato che:
“Il burnout è uno stato di esaurimento fisico, emotivo e mentale provocato da stress continuo, eccessivo carico di lavoro o dalla sensazione di essere sopraffatti. Generalmente, il burnout si manifesta con intensa stanchezza, distacco emotivo e perdita di motivazione.”
I sintomi includono stanchezza cronica, problemi di sonno, mal di testa o disturbi gastrointestinali, sentimenti di oppressione, vuoto emotivo, o perdita di interesse per attività precedentemente piacevoli, riduzione della produttività, difficoltà di concentrazione e la sensazione che il proprio lavoro sia inutile.
Ti è mai capitato di sentirti così?
Le cause del Burnout: non solo il lavoro
Dopo aver consultato la mia fonte AI, ho capito che le cause (o almeno alcune di esse) non sono legate esclusivamente al lavoro, come si potrebbe pensare:
- Avere troppo da fare in poco tempo è una causa principale.
- La mancanza di controllo decisionale su come svolgere il proprio lavoro o gestire le proprie responsabilità.
- L’incertezza sulle aspettative o ricevere feedback contraddittori.
- Sentirsi isolati, senza il supporto di colleghi, amici o familiari.
La mia esperienza personale con il Burnout: come ho raggiunto il limite
La verità è che sono arrivata a un punto di “PIENEZZA”. Con piena intendo saturazione totale sotto ogni aspetto. Mostravo diversi dei sintomi descritti così bene dal mio amico AI. Ero così piena che mi veniva la nausea solo a pensare a certe situazioni o meccanismi. Ero arrivata a un punto di nausea.
Allora mi sono fermata, nel modo più completo possibile per me, interrompendo quei meccanismi che mi avevano “riempita” fino al limite.
Ho impiegato 8 giorni interi per iniziare a sentirmi meglio, scoprendo che più si tira la corda, più il burnout (o il limite di sopportazione) è vicino, più tempo ci vuole per recuperare.
Strategie di prevenzione e gestione del Burnout: il primo passo è ascoltarsi
Perché condivido questa esperienza? Perché oggi, ripensando a quei momenti, ho ascoltato me stessa. Nonostante avessi una lista interminabile di cose da fare (e forse l’abitudine di fare liste incessanti non è di aiuto e dovrei riconsiderare il mio metodo di organizzazione per gestire meglio il mio tempo), nonostante la giornata fosse già lunga, ho sentito tornare quella brutta sensazione e ho ascoltato il mio istinto.
Dopo X ore (non ti dirò quante, per evitare di innescare reazioni simili), ho “staccato” da ciò che mi stava riempiendo di nuovo eccessivamente. Con sensi di colpa? Sì. Ma l’ho fatto.
E volevo raccontartelo perché sia il primo passo verso un ascolto più profondo di me stessa.
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Marcelina è una giornalista curiosa e sensibile, appassionata d’arte e cultura. Analizza le tendenze attuali con parole semplici e accessibili. Il suo stile accogliente e informativo guida i lettori nel mondo affascinante della moda, mettendo in luce le influenze storiche e le creazioni contemporanee.




