Il fenomeno degli “anime” ha ormai conquistato il nostro quotidiano. Questi film d’animazione giapponesi, nota trasposizione dei manga, sono ovunque: nelle sale cinematografiche, nelle piattaforme di streaming, in pubblicità e nel parlato quotidiano, specialmente tra i giovani. Il termine “anime” deriva dal modo in cui in Giappone si riferiscono ai cartoni animati, e tra i più popolari troviamo titoli come Goku, Naruto e Sailor Moon. Questi prodotti stanno vivendo una nuova giovinezza, arricchendosi di opere innovative e accattivanti.
Un esempio eclatante è il dark fantasy “Demon Slayer: Il Castello dell’Infinito”, che ha incassato 132 milioni di dollari nel suo primo weekend di settembre, raggiungendo oltre 600 milioni globalmente, diventando il film di maggior successo del Giappone. Nonostante non abbia ricevuto nomination agli Oscar, il film ha avuto un grande impatto, anche in Italia, dove ha guadagnato 2,64 milioni di euro, segnando il miglior debutto per la categoria. Un altro grande successo è stato “Il ragazzo e l’airone” di Hayao Miyazaki, che ha vinto l’Oscar nel 2024, confermando Miyazaki come unico regista giapponese a ricevere due volte questo prestigioso riconoscimento.
Gli anime sono passati da nicchia a fenomeno di massa, grazie in parte all’esplosione del mercato dei manga durante la pandemia. L’Associazione italiana editori ha registrato un incremento di 3,4 milioni di copie vendute di manga tra il 2019 e il 2024. Inoltre, l’uso dello streaming per la fruizione degli anime è cresciuto del 60% negli ultimi cinque anni a livello mondiale, con Netflix che riferisce che più della metà dei suoi abbonati segue questo genere. Tra i titoli più seguiti troviamo “Dan Da Dan” e “Demon Slayer”, oltre a serie di culto come “Nana” e “One Piece”, quest’ultimo con oltre 500 milioni di copie vendute del manga.
Amazon Prime, dal canto suo, ha ampliato l’offerta includendo Crunchyroll, il principale distributore di contenuti anime, e lancerà il nuovo canale D-Anime in collaborazione con Dynit. Queste piattaforme non solo offrono le ultime novità, ma permettono anche di riscoprire i classici che hanno segnato l’infanzia di molti italiani fin dagli anni Settanta.
Carlo Cavazzoni di Dynit ricorda come le prime serie animate giapponesi, come “Vicky il Vichingo” e “Goldrake”, abbiano avuto un successo straordinario in Italia, trasmesse inizialmente dalla Rai e poi da reti private e Mediaset, data la loro popolarità. Tetsuo Hara, creatore di “Ken il guerriero”, è stato celebrato recentemente a Lucca Comics & Games e ha persino incontrato il presidente del Consiglio Giorgia Meloni, evidenziando il profondo legame culturale tra l’Italia e il mondo dell’animazione giapponese.
Nonostante il successo televisivo, il cinema ha avuto più difficoltà ad accogliere gli anime, spesso visti come troppo nichilisti o violenti. Tuttavia, opere come “Akira” di Katsuhiro Otomo hanno dimostrato che c’è spazio per questi film anche nelle sale italiane, con eventi speciali che attraggono migliaia di spettatori.
Iniziative come “Anime al cinema” e “Animagine” continuano a promuovere questi film in Italia, con eventi speciali dedicati a serie storiche e novità del genere. La speranza è che in futuro questi eventi possano estendersi anche ai fine settimana, rendendo gli anime ancora più accessibili al grande pubblico.
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