L’odierna Arabia Saudita, nei suoi confini moderni, esiste da circa un secolo. Tuttavia, se esploriamo la storia passata, la famiglia regnante degli al-Saud ha vissuto diverse fasi di espansione e declino. Nel corso del diciottesimo secolo, al culmine del suo potere, il dominio degli al-Saud si estendeva ben oltre l’attuale territorio nazionale, comprendendo zone che oggi appartengono agli Emirati Arabi Uniti, il Qatar, il Bahrein, parti di Oman, Yemen e Iraq. Il regno ha attraversato numerosi conflitti che hanno continuamente modificato i suoi confini fino a raggiungere la forma attuale.
Nonostante i cambiamenti territoriali, il cuore storico e culturale dell’Arabia Saudita è sempre stato la cittadella fortificata di At-Turaif, ora riconosciuta come patrimonio mondiale dell’UNESCO e accessibile ai visitatori grazie all’apertura del paese al turismo internazionale. Recentemente restaurata, At-Turaif si presenta come un prezioso gioiello storico e architettonico. È consigliabile visitarla di sera per godere degli spettacolari effetti luminosi e multimediali che narrano le battaglie storiche del regno.
I resti della moschea (foto di Luigi Grassia)
At-Turaif ha origini che risalgono al XV secolo, ma assunse la sua forma attuale nel 1727, con la nascita del primo stato saudita. Per chiarezza, in questo articolo si utilizzano date del calendario gregoriano, sebbene in Arabia Saudita si usi il calendario islamico. Le fonti locali indicano il 1727 come anno di fondazione del potere dei Saud, una data che rispettiamo come cronologia ufficiale nonostante altre fonti possano indicare anni differenti.
Una narrazione visiva e intensa
La storia di At-Turaif è raccontata attraverso immagini proiettate sui muri e gli edifici della cittadella, accompagnate da una voce narrante potente. La scelta è quella di raccontare non solo le vittorie, ma anche una significativa sconfitta, quella di Abdullah bin Saud tra il 1816 e il 1818, quando fu sconfitto da un esercito ottomano-egiziano numericamente superiore. Nonostante la resistenza, il regno fu gradualmente distrutto e At-Turaif cadde. Abdullah bin Saud fu decapitato a Istanbul.
Qui sopra quattro delle numerose immagini che vengono proiettate sulle mura esterne della cittadella (foto di Luigi Grassia)
Al termine della narrazione, viene proiettata l’immagine di Abdullah che si allontana, mentre si sente la sua voce affermare: «Dai nemici mi aspetto solo tradimento». Questa sconfitta non impedì la rinascita dello stato saudita, che si espanse nuovamente poco dopo.
Il progetto della nuova città di Diriyah
La cittadella di At-Turaif, con la sua struttura in argilla rinforzata da pilastri di pietra, è pronta a sfidare i secoli futuri con le tecniche più avanzate di restauro e conservazione. Si trova inoltre vicino al progetto di sviluppo urbano di Diriyah, parte del programma “Vision 2030” dell’Arabia Saudita, che prevede un investimento di oltre 63 miliardi di dollari dal fondo sovrano saudita (Pif). Diriyah si propone di diventare la principale destinazione di lifestyle del regno, offrendo un luogo dove vivere, lavorare, fare acquisti, imparare e celebrare il patrimonio e la cultura saudita.
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