Bologna, 25 gennaio 2026 — Il Comune sta accelerando per reinstallare il limite urbano di 30 km/h dopo le osservazioni del Tribunale amministrativo: la revisione punta a riportare in vigore la misura per la sicurezza stradale, ma richiede una riscrittura dettagliata delle ordinanze. La posta in gioco ora è chiara: riattivare rapidamente i divieti senza compromettere la conformità alle norme.
Ripristino progressivo per non fermare la misura
L’assessore alla Mobilità, Michele Campaniello, ha spiegato che la strada più praticabile è procedere per fasi. Invece di rifare tutto in un unico atto, l’amministrazione intende pubblicare ordinanze via via pronte, riguardanti singole aree e strade.
La scelta nasce dalla complessità operativa: schedare con precisione quasi mille vie e motivare ogni limite strada per strada richiede tempo e controlli tecnici accurati. L’obiettivo è evitare ulteriori ritardi e far tornare presto operative le restrizioni là dove il rischio è maggiore.
Un obbligo normativo che complica il lavoro
Il nodo è la direttiva del ministro Matteo Salvini, che dal 2024 impone di specificare il limite per ogni singola strada. Per le amministrazioni locali questo significa un notevole onere burocratico e tecnico: non tutte le città dispongono degli stessi strumenti o delle stesse risorse per adeguarsi rapidamente.
Secondo Campaniello, la procedura più dettagliata «stringe le maglie» e potrebbe rendere più difficile l’adozione capillare della misura, soprattutto nei Comuni più piccoli. Per questo motivo il Comune di Bologna sta cercando di coniugare rapidità ed esaustività.
Tempi e passi pratici
Il cronoprogramma rimane breve: l’amministrazione parla di alcune settimane per completare le schede delle strade e cominciare le pubblicazioni a blocchi. Le attività operative già svolte hanno lasciato materiale parziale, ora in fase di completamento.
- Completamento delle schede strada per strada
- Redazione del nuovo piano particolareggiato della Città 30
- Emissione e pubblicazione delle ordinanze per lotti di strade
- Controlli tecnici e adeguamento alla sentenza del Tribunale amministrativo
- Monitoraggio dell’efficacia e aggiornamenti successivi
Sicurezza al centro della scelta politica
Per l’assessore la priorità non è la polemica istituzionale ma la riduzione degli incidenti: secondo l’amministrazione, la fase in cui il limite era a 30 km/h ha registrato una diminuzione significativa degli scontri gravi e fatali. Per Campaniello, non si tratta di numeri astratti ma di vite salvate, e questo rende urgente il ripristino mirato delle limitazioni.
«Non voglio litigare con il ministero», ha detto, spiegando che la preoccupazione principale è quella di limitare i rischi per pedoni e ciclisti. L’obiettivo dichiarato resta ambizioso: allinearsi agli obiettivi europei di riduzione delle vittime della strada, fino a perseguire lo scenario di zero vittime entro il 2050.
La discussione ha però una componente politica vivace: alcuni partiti, tra cui Fratelli d’Italia, hanno avviato raccolte firme contro la segnaletica e le sanzioni legate ai 30 km/h. Nel frattempo l’assessore parteciperà al presidio del comitato cittadino a supporto della misura, definita «una battaglia di civiltà» dagli attivisti locali.
La procedura in corso e le scelte amministrative dei prossimi giorni determineranno se il ritorno ai 30 km/h sarà rapido e mirato o più lento per via degli adempimenti tecnici. Per i cittadini resta la domanda pratica: dove e quando verranno riallocati i limiti ridotti e come si tradurrà questo nella quotidianità delle strade della città.
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