Dermaplaning sotto accusa: crescono ferite e infezioni, come evitarle

Di : Lorenzo Dalmoro

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Il dermaplaning è diventato un fenomeno virale: dalle star ai tutorial sui social, la pratica di rasare il viso con una lama affilata viene proposta come soluzione rapida per una pelle più luminosa. Negli ultimi mesi però dermatologi ed estetisti segnalano un aumento di effetti avversi e di procedure improvvisate: è importante capire oggi perché questa tendenza può trasformarsi in rischio per chi la sperimenta a casa.

Conosciuto come tecnica di esfoliazione meccanica, il dermaplaning consiste nel passare una lama molto sottile sulla superficie cutanea per rimuovere il lanugo e lo strato corneo più superficiale. Il risultato è spesso un’immediata sensazione di pelle più liscia e una maggiore luminosità, ma si tratta di un effetto temporaneo e superficiale, non di una ristrutturazione profonda del tessuto.

Perché i professionisti mettono in guardia

Secondo la dottoressa Laura Mazzotta, medico estetico presso il Poliambulatorio Aesthe Medica di Ferrara, il problema principale non è il trattamento in sé, ma la sua banalizzazione sui social. «Stiamo vedendo casi di pazienti con micro‑tagli che non rimarginano, irritazioni persistenti e riacutizzazioni di acne dopo interventi eseguiti in modo approssimativo», spiega Mazzotta, che richiama l’attenzione sulle differenze tra una procedura clinica controllata e un gesto domestico fatto senza valutazione dermatologica.

La pelle non è una superficie neutra: è un organo che assicura protezione e equilibrio. Intervenire con strumenti affilati senza conoscere lo stato cutaneo e le possibili controindicazioni può compromettere la barriera e facilitare infezioni o reazioni infiammatorie.

Chi può trarne beneficio (e chi no)

Il dermaplaning può essere indicato in casi selezionati: pelli normali o secche, non sensibili e prive di segni infiammatori. In questi soggetti l’effetto illuminante e l’omogeneità superficiale sono visibili e transitivi.

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Tuttavia, non è una soluzione per tutti. Se la pelle presenta acne attiva, rosacea, dermatiti o altre condizioni infiammatorie, la lama può peggiorare la situazione distribuendo i batteri e aumentando il rischio di cicatrici o iperpigmentazione.

Rischi più frequenti

I problemi osservati più spesso negli ambulatori includono:

  • micro‑lesioni e abrasioni che ostacolano la funzione barriera;
  • rossore prolungato, bruciore e dermatite irritativa;
  • riacutizzazione dell’acne e comparsa di cicatrici o macchie post‑infiammatorie;
  • infezioni cutanee o follicoliti in assenza di strumenti sterili;
  • maggiore fotosensibilità e rischio di discromie senza adeguata protezione solare.

Molte di queste complicanze diventano più probabili quando il trattamento è eseguito senza valutazione clinica o ripetuto troppo frequentemente.

Il fai‑da‑te: perché è rischioso

I tutorial mostrano movimenti apparentemente semplici, ma a casa mancano elementi fondamentali: una diagnosi preliminare, strumenti sterilizzati, tecnica collaudata e protocolli di aftercare. Questo gap aumenta la probabilità di microlesioni e di errori nella gestione della cute alterata.

Per questi motivi la maggior parte dei professionisti sconsiglia il DIY dermaplaning, privilegiando la sicurezza e la valutazione personalizzata rispetto al risultato estetico immediato.

Quanto dura l’effetto e con quale frequenza

L’aspetto levigato del dermaplaning si mantiene solo per il tempo necessario al ricambio epidermico — in genere poche settimane. La tecnica non stimola in modo significativo collagene o elastina: non è pertanto una terapia rigenerativa.

Indicativamente, gli interventi non dovrebbero essere ripetuti a intervalli inferiori a 4–6 settimane; pelli sensibili o mature richiedono tempi più lunghi tra una seduta e l’altra per ridurre il rischio di indebolimento della barriera e di reazioni avverse.

Cura post‑trattamento: cosa fare (e cosa evitare)

Dopo una seduta è essenziale favorire la riparazione della pelle con prodotti lenitivi, riparatori e, soprattutto, con una protezione solare quotidiana ad ampio spettro. Evitare cosmetici irritanti, scrub meccanici o esposizione solare intensa nelle prime settimane aiuta a prevenire discromie e infiammazioni.

Se compaiono tagli che non rimarginano, febbre locale, pus o peggioramento dell’eritema è opportuno consultare tempestivamente un medico.

Guida rapida: cosa chiedere prima di sottoporsi al trattamento

  • Valutazione clinica: assicurarsi che un professionista esegua una diagnosi preliminare della pelle;
  • Igiene e strumenti: verificare che vengano usate lame sterili e protocolli di asepsi;
  • Controindicazioni: informarsi su condizioni come acne attiva, rosacea o terapie in corso;
  • Piano di follow‑up: chiedere consigli sul post‑trattamento e sui tempi di ripetizione;
  • Segnali d’allarme: sapere quando rivolgersi al medico in caso di complicanze.

Il dermaplaning può offrire un miglioramento estetico immediato, ma la diffusione del trattamento nei video virali non elimina la necessità di competenza medica. Per chi valuta questa opzione, il consiglio degli specialisti è chiaro: preferire un ambiente professionale, evitare il fai‑da‑te e seguire scrupolosamente le indicazioni post‑procedura per minimizzare i rischi.

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