Fabio Lazzerini indagato: ex vertice ITA finito nell’inchiesta corruzione Garante privacy

Di : Lorenzo Dalmoro

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L’ex amministratore delegato di ITA Airways, Fabio Lazzerini, è stato iscritto nel registro degli indagati per corruzione nell’ambito di un’inchiesta che coinvolge il consiglio del Garante per la protezione dei dati personali. Le accuse, emerse negli ultimi giorni, riguardano presunti scambi di vantaggi che avrebbero condizionato controlli e sanzioni sull’operato della compagnia aerea.

Chi è coinvolto e perché la vicenda è rilevante

Oltre a Lazzerini, la procura ha sotto scrutinio i componenti del collegio del Garante: il presidente Pasquale Stanzione, Agostino Ghiglia, Ginevra Cerrina Feroni e l’ex membro Guido Scorza. Per questi ultimi sono state formulate contestazioni anche per peculato oltre che per corruzione.

La rilevanza pubblica della vicenda è duplice: riguarda sia la gestione di fondi e risorse pubbliche sia la credibilità dell’autorità che vigila sul trattamento dei dati personali. In tempi di crescente attenzione alla privacy, eventuali interferenze o abusi possono avere effetti concreti sulla tutela dei cittadini e sulle sanzioni a carico delle aziende.

Le accuse principali

Secondo gli atti dell’inchiesta, alcuni membri del collegio avrebbero ricevuto carte fedeltà di ITA del valore stimato in circa 6.000 euro ciascuna. L’accusa è che tali benefici siano stati offerti per evitare l’irrogazione di provvedimenti punitivi relativi ad irregolarità riscontrate dalla stessa autorità.

Per Lazzerini il capo d’imputazione è quello di corruzione; per gli altri membri del collegio, oltre alla corruzione, si contesta la cattiva gestione di risorse pubbliche, definita dalla procura «abbastanza disinvolta» nei documenti investigativi.

Spese pubbliche sotto la lente

I magistrati hanno evidenziato un incremento delle spese del collegio direttivo tra il 2021 e il 2024 pari al 46%. Secondo l’inchiesta, l’aumento sarebbe in larga parte spiegabile con rimborsi e pagamenti non strettamente collegati alle attività istituzionali.

  • Viaggi e pernottamenti in strutture di alto livello;
  • cene di rappresentanza con spese ritenute eccessive;
  • servizi di lavanderia e spese personali rendicontate;
  • abbonamenti o prestazioni per fitness e cura della persona.

La procura ritiene che molte di queste voci non trovino giustificazione nella normale attività dell’ente e stiano contribuendo all’aumento dei costi.

Cosa può succedere ora

Le indagini sono in corso e le ipotesi di reato dovranno essere confermate o smentite in sede giudiziaria. Tra le possibili conseguenze: approfondimenti probatori, audizioni dei coinvolti, e, se dovessero emergere elementi sufficienti, l’avvio di procedimenti penali formali.

Per i cittadini e per le imprese la posta in gioco è concreta: un Garante indebolito o messo in discussione rischia di rendere più complicata l’applicazione delle norme sulla protezione dei dati e di ridurre la fiducia nelle istituzioni preposte al controllo.

Contesto e prospettive

Nel valutare gli sviluppi è importante attendere gli esiti delle indagini e delle eventuali misure cautelari. Se le accuse dovessero trovare riscontro, l’inchiesta potrebbe avviare una revisione dei meccanismi interni di controllo e di rendicontazione dell’ente, con possibili ricadute sulla governance e sulla trasparenza delle autorità pubbliche.

La vicenda resta aperta: i prossimi passaggi processuali e amministrativi chiariranno responsabilità e impatti concreti.

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