Friulano digitale: Bruxelles pronta a sbloccare fondi per tutela e innovazione

Di : Marcelina Vescovi

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Un programma Interreg Italia–Svizzera lanciato nel 2026 punta a rafforzare la presenza digitale di friulano, ladino e romancio: il progetto DIGI R‑L‑F riunisce istituzioni e centri di ricerca per trasformare strumenti linguistici tradizionali in servizi digitali moderni, utili soprattutto alle nuove generazioni. Perché ora: la vita culturale e l’accesso ai servizi pubblici passano sempre più dal web e dalla voce, e senza interventi coordinati queste piccole lingue rischiano di rimanere escluse dal futuro digitale.

Tra i pochi progetti selezionati e finanziati nel 2026, DIGI R‑L‑F è guidato dalla Provincia Autonoma di Bolzano e vede la partecipazione dell’ARLeF — Agenzia regionale per la lingua friulana — insieme a Lia Rumantscha (Svizzera), Eurac Research e la Libera Università di Bolzano. Il programma coprirà il periodo 2026–2028 e punta a mettere in rete competenze transfrontaliere per creare soluzioni scalabili e condivise.

Il cuore dell’iniziativa è la costruzione di un ecosistema digitale in cui tecnologie linguistiche, banche dati e servizi online dialoghino tra loro: dall’elaborazione automatica del testo alla sintesi vocale, fino a strumenti per l’insegnamento e l’amministrazione pubblica. Si tratta di passare da singole applicazioni locali a infrastrutture interoperabili, utili alle comunità e agli enti pubblici.

  • Obiettivi pratici: piattaforma condivisa per risorse linguistiche, modelli di intelligenza artificiale adattati alle tre lingue, servizi vocali e testuali per cittadini e scuole.
  • Partner e ruoli: coordinamento politico-amministrativo (Bolzano), sviluppo scientifico (Eurac, UniBZ), rappresentanza comunitaria e standardizzazione (Lia Rumantscha, ARLeF).
  • Risultati attesi: strumenti open e riutilizzabili, formazione per docenti e tecnici, linee guida per l’integrazione delle lingue minoritarie nei servizi digitali.

La posta in gioco non è solo culturale. Una presenza digitale efficace facilita l’accesso a informazioni pubbliche, migliora l’inclusione nei servizi online e rende più semplice l’apprendimento della lingua per i giovani. Senza risorse linguistiche digitali adeguate, le comunità rischiano esclusione nelle applicazioni quotidiane: assistenti vocali, traduttori automatici e strumenti di accessibilità resterebbero inaccessibili o inaccurati.

Per l’ARLeF la partecipazione a DIGI R‑L‑F consolida un percorso già avviato: l’agenzia ha sviluppato nel tempo strumenti come il SuperDizionari, l’app GDBTF, il Correttore ortografico e le Tastiere furlane, e ora lavora con partner tecnologici e con INSIEL su prodotti basati su intelligenza artificiale — tra cui un traduttore automatico e sistemi di sintesi e riconoscimento vocale. Queste tecnologie potenziano l’interazione uomo‑macchina in friulano e rappresentano la base per servizi pubblici più accessibili.

La cooperazione transfrontaliera offre inoltre una piattaforma per scambiare risultati tecnici e buone pratiche: lavorare insieme a Ladino e Romancio permette di ridurre costi di sviluppo, aumentare la qualità dei modelli linguistici e creare standard condivisi utili anche ad altre minoranze europee.

Nei prossimi mesi il progetto avvierà le prime attività operative: raccolta e armonizzazione dei corpora linguistici, prototipi di servizi vocali e piani di formazione per insegnanti e amministratori. Seguiranno test sul campo e impegni per la sostenibilità tecnica e finanziaria delle soluzioni sviluppate.

Per chi vive nelle aree interessate, il valore pratico sarà verificabile in applicazioni concrete: traduzioni più affidabili, strumenti didattici digitali, interfacce vocali per informazioni locali. È questo l’aspetto che rende DIGI R‑L‑F rilevante oggi: non solo conservazione linguistica, ma integrazione attiva delle lingue retoromanze nel quotidiano digitale.

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