GEDI vende l’ultimo giornale locale: la Sentinella del Canavese di Ivrea cambia proprietà!

Di : Lorenzo Dalmoro

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Nel panorama dei media italiani, un nuovo capitolo sta per essere scritto grazie alla Fondazione Donata Carella. Questa entità, già nota per la sua presenza nell’editoria con il giornale L’Edicola, concentrato principalmente su Puglia e Basilicata, ha recentemente esteso la sua influenza acquisendo La Sentinella del Canavese. Questo storico giornale, radicato nella zona di Ivrea, copre un’importante area del Piemonte e il sud della Valle d’Aosta. L’acquisizione è stata finalizzata con il colosso editoriale GEDI, che è sotto il controllo della nota famiglia Agnelli-Elkann.

Dettagli dell’Acquisizione

La transazione, le cui cifre non sono state divulgate, dovrebbe concludersi entro il primo febbraio 2026. Il presidente della Fondazione Carella, Vito Ladisa, ha espresso ambizioni future piuttosto significative. Afferma di voler continuare su questa strada di acquisizioni per costituire un conglomerato di mezzi di informazione diversificati e integrati, segnando così un potenziale cambiamento nel panorama mediatico locale e forse nazionale.

GEDI e il Ridimensionamento nel Settore Editoriale

Negli ultimi anni, il gruppo GEDI ha intrapreso un percorso di dismissione delle sue proprietà editoriali locali. Fino ad oggi, ha venduto ben 13 giornali locali, tra cui spiccano nomi come *Il Secolo XIX* di Genova e *Il Piccolo* di Trieste. *La Sentinella del Canavese* rimaneva l’ultimo baluardo di questo patrimonio locale ancora sotto l’egida del gruppo GEDI.

Ulteriori Cessioni di GEDI

Solo pochi giorni fa, è stata annunciata l’apertura di trattative per la vendita degli ultimi asset significativi che GEDI possiede. Questi includono giornali di rilievo nazionale come *La Repubblica* e *La Stampa*, oltre al sito di news *HuffPost* e stazioni radio come *Deejay* e *Capital*. L’interessato all’acquisto è il gruppo Antenna, un conglomerato editoriale internazionale di proprietà dei Kyriakou, una famiglia di imprenditori di origine greca.

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La mossa della Fondazione Carella non è solo un segnale di espansione, ma anche un indicatore della dinamica trasformazione in corso nel settore dell’editoria italiana, in cui le fondazioni e i piccoli gruppi sembrano pronti a svolgere un ruolo sempre più decisivo.

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