Incendio Monte Faeta: 72 ore di fiamme e fumo tra Lucca e Pisa

Di : Lorenzo Dalmoro

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Da tre giorni un vasto incendio sta divorando il monte Faeta, nell’area tra Lucca e Pisa: le fiamme hanno già bruciato centinaia di ettari di bosco e hanno costretto migliaia di persone a lasciare le proprie case, con gravi conseguenze per la viabilità e per le comunità locali. Le operazioni di spegnimento proseguono con mezzi aerei e terrestri, ma il vento rende difficile il contenimento.

Le prime fiamme sono partite martedì dal versante lucchese e si sono rapidamente propagate anche sul versante pisano. I soccorsi, attivi in forze da giovedì 30 aprile, impiegano squadre dei vigili del fuoco, elicotteri e diversi Canadair per cercare di fermare il fronte e mettere in sicurezza le aree abitate.

Secondo il Comune di San Giuliano Terme sono state evacuate numerose frazioni e allestiti centri di accoglienza per gli sfollati. Il sindaco Matteo Cecchelli ha descritto la situazione come ancora «con un fronte del fuoco lungo», segnalando inoltre la distruzione di alcuni edifici e la necessità di mantenere la massima cautela.

  • Superficie interessata: oltre 700 ettari (circa 8 km²) di bosco compromessi.
  • Persone evacuate: circa 3.500 residenti costretti a lasciare le abitazioni.
  • Mezzi impiegati: Canadair, elicotteri e squadre a terra dei vigili del fuoco.
  • Vie chiuse: tratti della statale 12 dell’Abetone e del Brennero (circa 1,5 km) e della provinciale tra Asciano e San Giuliano Terme.
  • Frazioni coinvolte: Asciano (evacuata per ordine del sindaco) e alcune abitazioni a Santa Maria del Giudice.
  • Ipotesi sulle cause: prime verifiche comunali indicano che il rogo potrebbe essere nato durante la bruciatura di potature di ulivi sfuggita al controllo.

Impatto locale e precauzioni

Il monte Faeta è una zona molto frequentata per escursioni: l’incendio non solo danneggia l’ambiente, ma interrompe attività ricreative e provoca conseguenze economiche per gli abitanti delle vallate. Le autorità locali hanno invitato la popolazione a seguire le indicazioni di protezione civile, a non avvicinarsi alle aree interessate e a usare i mezzi privati solo se strettamente necessario per evitare ulteriori congestioni sulle strade.

Due centri di accoglienza sono stati allestiti a San Giuliano Terme per chi è stato evacuato; le operazioni di soccorso si concentrano ora su contenimento del fronte, messa in sicurezza degli edifici e verifiche sulle cause del rogo.

Perché conta oggi

Oltre al danno immediato al patrimonio forestale, l’incendio mette a rischio la sicurezza di comunità locali, infrastrutture e turismo di prossimità. Il vento, elemento che ha favorito la propagazione delle fiamme, rende la situazione ancora instabile: nelle prossime ore saranno decisive le condizioni meteo e l’efficacia degli interventi aerei.

Le autorità competenti hanno annunciato che forniranno aggiornamenti sulle evacuazioni e sulle condizioni del fronte; per ora la priorità resta la tutela delle persone e la riduzione del pericolo per le aree abitate.

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