Lido di Spina (Ferrara), 12 agosto 2026 — Un bagno all’alba si è trasformato in un grave rischio per una ragazza di 18 anni che questa mattina è stata salvata grazie all’intervento tempestivo dei carabinieri e dei presenti sulla spiaggia. L’episodio mette in luce l’importanza delle manovre di primo soccorso e della rapidità nelle chiamate d’emergenza.
L’allarme e l’arrivo dei soccorsi
Erano le prime ore del mattino quando gli amici della giovane, non riuscendo più a vederla in acqua, hanno contattato il numero unico per le emergenze. La centrale operativa della Compagnia di Comacchio ha di conseguenza inviato una pattuglia da Lido degli Estensi.

I carabinieri intervenuti — il maresciallo capo Matteo Bertolli, l’appuntato scelto Amedeo Vitolo e la militare Martina Pannucci — hanno trovato la ragazza priva di sensi vicino a uno stabilimento balneare e l’hanno portata sulla battigia.
Rianimazione sulla sabbia
Senza attendere l’arrivo dell’ambulanza i militari, assieme ad alcuni presenti, hanno eseguito le manovre di rianimazione cardiopolmonare, alternandosi fino al ritorno della respirazione spontanea della giovane. Il soccorso immediato è stato determinante per stabilizzare le condizioni.

Il personale sanitario giunto poco dopo ha trasferito la ragazza all’Ospedale del Delta di Lagosanto, dove è stata ricoverata in condizioni non critiche.
Cosa è successo, in breve
- Mattina del 12 agosto 2026: bagno all’alba a Lido di Spina.
- Amici avvertono i soccorsi dopo averla persa di vista.
- I carabinieri intervengono e praticano la rianimazione sulla battigia.
- Trasferimento in ospedale: la ragazza è fuori pericolo.
L’identità: la giovane è una 18enne, di nazionalità spagnola e residente a Bologna.
Perché la vicenda è significativa
Questo salvataggio ricorda come la catena della sopravvivenza — allerta, rianimazione precoce e trasporto sanitario — sia cruciale in caso di quasi-affogamento. La prontezza dei testimoni e la capacità di intervenire sul posto hanno probabilmente evitato conseguenze più gravi.
Implicazioni pratiche per i bagnanti e le istituzioni: la diffusione delle conoscenze di primo soccorso, la presenza di personale formato e la rapidità della segnalazione al 112 possono fare la differenza nelle emergenze in mare.
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