Sabato 25 luglio Mittelfest entra nel vivo con una giornata densa di eventi: sette appuntamenti tra matinée, laboratori per famiglie, prime teatrali e performance di circo e danza che attraversano il tema centrale del festival, la paura. La programmazione mette in scena memoria collettiva e sperimentazione artistica, spingendo il pubblico a confrontarsi con storie personali e collettive.
A chiudere la serata sarà la novità più attesa: alle 21.30 al Teatro Verdi va in scena la prima assoluta di Era di maggio, un progetto che fonde narrazione e musica. Sul palco la presenza intensa di Alessio Boni dà corpo al racconto firmato da Flavio Santi, mentre le partiture originali di Damiano Drei, eseguite dall’Orchestra La Corelli diretta da Jacopo Rivani, ricostruiscono l’atmosfera del maggio 1976 in Friuli — un tempo di sogni, radio sintonizzate e aspettative destinate a cambiare la vita di molti. La regia è di Giacomo Pedini e il testo solleva interrogativi sulla memoria collettiva e sul senso di attesa che precede la svolta.
La giornata parte presto: alle 10.30, nell’Orto delle Orsoline, è in programma un incontro pubblico e ad ingresso gratuito che mette a confronto due figure molto note — Toni Capuozzo, presidente di Mittelfest e giornalista inviato, e lo scrittore montanaro Mauro Corona. Il dialogo prende spunto dal filo rosso della rassegna, la paura, e attraversa dimensioni diverse: dai teatri di guerra alle montagne, dall’esperienza individuale al rapporto con la natura. Sul palco sarà presente anche Davide Micalich, presidente di UEB Gesteco Cividale, che racconterà la costruzione di una realtà sportiva radicata nel territorio.
Nel pomeriggio la proposta per le famiglie: alle 16 Il Progetto Famiglia presenta La musica dei balocchi di Anaïs Drago e Saba Salvemini, un concerto‑laboratorio dedicato ai bambini. Attraverso il gioco i più piccoli diventano interpreti attivi — orchestra di tuoni, coro di falegnami, ensemble di ciuchini — e apprendono i rudimenti del linguaggio musicale in modo ludico e partecipato.
Alle 17.30 la Chiesa di San Francesco ospita la prima nazionale di Fos, interpretata dalla cantante greca Erini. Accompagnata da violoncello e lira cretese, la performer ricostruisce il dramma dell’esodo dall’Asia Minore nel 1923: una narrazione che esplora la paura della perdita delle proprie radici e il rischio dell’oblio identitario.
Il circo contemporaneo torna al centro della scena con due repliche — alle 18 e alle 22 — al Chapiteau del Belvedere di Symbiosis, creazione di Kolja Huneck e Luuk Brantjes. Lo spettacolo, frutto della collaborazione con Terminal Festival, mescola teatro oggettuale, coreografia e illusionismo in una tenda dome progettata per un dialogo sensoriale tra corpo, spazio e materia.
Tra gli appuntamenti serali anche Best Regards (ore 19, Teatro Ristori), scritto e interpretato da Marco D’Agostin. Premiato in passato con un UBU come migliore performer under 35, D’Agostin propone una dedica laica e pop a Nigel Charnock: una lettera scenica a chi non potrà rispondere, una riflessione sulla nostalgia e sul tempo perduto.
Programma in breve (25 luglio)
- 10:30 — Orto delle Orsoline: incontro gratuito con Toni Capuozzo e Mauro Corona (con la partecipazione di Davide Micalich). Ingresso libero fino a esaurimento posti.
- 16:00 — Orto delle Orsoline: La musica dei balocchi (concertolaboratorio per bambini) — Anaïs Drago & Saba Salvemini.
- 17:30 — Chiesa di San Francesco: Fos — prima nazionale, voce di Erini con violoncello e lira cretese.
- 18:00 & 22:00 — Chapiteau al Belvedere: Symbiosis — circo contemporaneo di Kolja Huneck e Luuk Brantjes (prima nazionale).
- 19:00 — Teatro Ristori: Best Regards di e con Marco D’Agostin.
- 21:30 — Teatro Verdi: Prima assoluta di Era di maggio, con Alessio Boni; musiche di Damiano Drei, Orchestra La Corelli diretta da Jacopo Rivani, regia Giacomo Pedini.
Questa giornata sintetizza il carattere del festival: si alternano sguardi locali e orizzonti internazionali, spettacoli di grande impatto emotivo e momenti pensati per il pubblico più giovane. L’attenzione alla memoria storica, la sperimentazione performativa e il coinvolgimento della comunità rendono il programma significativo non solo per gli spettatori, ma anche per il tessuto culturale del territorio.
Per chi segue Mittelfest il 25 luglio rappresenta dunque un’occasione per confrontarsi con temi ancora attuali — dalla paura come emozione collettiva alla costruzione di identità — attraverso linguaggi diversi: parola, musica, circo e danza si intrecciano per offrire punti di vista nuovi su questioni condivise.
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Marcelina è una giornalista curiosa e sensibile, appassionata d’arte e cultura. Analizza le tendenze attuali con parole semplici e accessibili. Il suo stile accogliente e informativo guida i lettori nel mondo affascinante della moda, mettendo in luce le influenze storiche e le creazioni contemporanee.




