Omicidio riaperto dopo 35 anni: sangue ritrovato dà svolta

Di : Lorenzo Dalmoro

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Una nuova analisi del DNA ha riaperto il caso dell’omicidio di Sandra Casagrande, uccisa a Roncade nel 1991: dopo decenni senza risposte, gli investigatori collegano oggi un profilo genetico presente nelle banche dati a un uomo ora indagato. La novità solleva domande cruciali sul procedimento originario e sulle indagini forensi che, all’epoca, non hanno consentito di individuare il colpevole.

Il filo della prova genetica

Le tracce biologiche decisive sono state ricavate da tre banconote da 10.000 lire usate per pagare della benzina in una pompa vicina alla pasticceria dove avvenne il delitto. Su quei biglietti furono isolati frammenti di sangue riconducibili alla vittima e un profilo maschile, rimasto per anni senza corrispondenza nelle banche dati.

Il collegamento è stato possibile solo dopo che, lo scorso anno, il profilo genetico dell’attuale indagato è stato inserito negli archivi a seguito di un’altra procedura penale. Si tratta di Paolo Gorghetto, oggi 57enne, che al momento dell’omicidio aveva 22 anni; la sua presunta relazione con la vittima non è nota.

Ricostruzione dei fatti

La vittima, allora 44enne, fu trovata senza vita la sera del 29 gennaio 1991 all’interno della sua pasticceria, sotto la propria abitazione. Secondo le ricostruzioni, l’aggressore entrò mentre la donna lavorava in negozio, la colpì alla testa con un oggetto, ne soffocò i gridi con un tessuto e la mortalmente ferì con ripetute coltellate.

Alcuni dettagli emersi dalle rilevazioni: una lama di forbice si ruppe durante l’aggressione e fu rinvenuta nell’organismo; il responsabile avrebbe tentato di cancellare le tracce di sangue usando il maglione della vittima, poi recuperato su una panchina.

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Errore e ostacoli nelle indagini iniziali

Le prime indagini puntarono su uomini che avevano manifestato interesse verso la pasticcera, inquadrando il fatto in un possibile caso di violenza di genere. Furono perquisite diverse abitazioni e sottoposti a verifica una decina di sospetti, ma i profili biomolecolari ottenuti allora non combaciavano con quello rinvenuto sui biglietti.

Le indagini si trovarono, inoltre, a fronteggiare reticenze tra i testimoni e alcune scelte investigative contestabili: tra le più criticate c’è l’incenerimento dei vestiti della vittima pochi giorni dopo l’omicidio, azione giustificata all’epoca dal cattivo odore ma che ha compromesso possibili approfondimenti forensi successivi.

  • Data del delitto: 29 gennaio 1991
  • Luogo: pasticceria a Roncade (Treviso)
  • Prova chiave: profilo genetico su tre banconote da 10.000 lire
  • Indagato attuale: Paolo Gorghetto, 57 anni
  • Analisi affidata a: Reparto investigazioni scientifiche (RIS) di Parma
  • Stato: indagine riaperta; ulteriori accertamenti tecnici in corso

Che cosa cambia ora

La nuova iscrizione nel registro degli indagati riscrive alcuni scenari: l’ipotesi iniziale di un delitto legato a un rifiuto sentimentale non è più l’unica pista plausibile, ma restano molti elementi da chiarire. Gorghetto ha sempre negato di essere coinvolto e, quando convocato nel corso dell’anno passato, si è avvalso della facoltà di non rispondere.

Le forze dell’ordine hanno informato la sorella della vittima, Bianca Casagrande, della ripresa degli esami: nonostante l’età avanzata (ha 101 anni) la donna non ha mai smesso di chiedere verità e giustizia per la sorella.

Prossimi passi e implicazioni pratiche

I tecnici del RIS di Parma devono ora completare ulteriori accertamenti per confermare la corrispondenza e valutare l’attendibilità della prova nell’ottica di un eventuale procedimento giudiziario. Se i riscontri si confermeranno, la procura potrà predisporre atti d’indagine supplementari e, a seconda degli esiti, chiedere misure cautelari o il rinvio a giudizio.

Per la comunità locale e per i familiari della vittima la nuova svolta rappresenta un momento cruciale: mette in luce il valore delle tecniche forensi moderne, ma ricorda anche come errori procedurali del passato possano limitare la capacità di fare piena luce sui fatti.

Le indagini proseguono; ogni sviluppo verrà valutato dagli inquirenti insieme agli esami scientifici in corso, che dovranno chiarire fino a che punto il collegamento genetico sia sufficiente a sostenere un’accusa in sede processuale.

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