On Display nella dimora di Silvia Fiorucci a Venezia: 9 artisti rivoluzionano l’arte!

Di : Marcelina Vescovi

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Scoprite come una mostra a Venezia sta rivoluzionando il concetto di esposizione! “On Display!” a Palazzo Lezze Michiel, curata da Annalisa Rosso e promossa dalla Società delle Api, è il nuovo appuntamento imperdibile per gli appassionati di design e arte. Non è solo una mostra, ma un dialogo aperto tra opere, spazio e osservatore. Fino al 31 gennaio, avrete l’opportunità di vedere come nove studi di design internazionali interpretano e trasformano il tradizionale modo di esporre le opere d’arte.

Un Nuovo Modo di Vedere l’Arte

Da sempre, i piedistalli e le vetrine sono stati mezzi per elevare le opere d’arte, ma “On Display!” ci mostra che l’atto di esporre può essere molto più di un semplice supporto fisico. La mostra ci invita a riflettere su come l’allestimento stesso diventi parte dell’opera, influenzando la percezione e l’interpretazione del pubblico. Secondo la curatrice Annalisa Rosso, ogni display “determina un punto di vista, attiva uno sguardo, prende posizione”, sottolineando come nessun aspetto dell’esposizione sia neutro o innocente.

Nel corso della mostra, i designer hanno avuto la libertà di scegliere ed esporre le opere dalla collezione d’arte di Silvia Fiorucci, creando un dialogo tra il loro stile e le creazioni selezionate. Questo processo ha permesso di esplorare nuove relazioni tra arte e design, dove ogni pezzo non solo mostra la sua bellezza individuale ma anche come esso interagisce con lo spazio circostante e con le altre opere.

Il Luogo e i Protagonisti

Palazzo Lezze Michiel, situato a Venezia e di proprietà dell’imprenditrice e collezionista Silvia Fiorucci, offre una cornice storica e affascinante per questa esplorazione artistica. Fiorucci, insieme a Rosso, ha condiviso una lunga collaborazione nel mondo dell’arte e del design, rendendo “On Display!” il frutto di una sinergia creativa maturata nel tempo.

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Le Opere e i Designer

  • Martino Gamper ha esposto due sculture di Francis Upritchard, esplorando la relazione tra arte e allestimento.
  • Aldo Bakker con le sue “Console Table” ha creato un dialogo tra la forma dell’oggetto e la sua funzione espositiva.
  • Formafantasma ha messo in relazione la loro “Console1858” con i “Cubi” di Enzo Mari, mostrando come il design possa influenzare direttamente la percezione delle opere.
  • Valentina Cameranesi Sgroi ha avuto un approccio teatrale con il suo progetto “Anti Fragile”, che trasforma lo spazio espositivo in un palcoscenico per l’opera d’arte.
  • Bethan Laura Wood ha utilizzato le sue “Play Time wall shelves” per interagire con le opere di Marc Camille Chaimowicz e Sarah Pucci, creando un dialogo visivo tra i pezzi.
  • Parasite 2.0 ha presentato un’installazione site specific che mette in luce la natura fragile e precaria dell’oggetto esposto.
  • Odd Matter ha esplorato il concetto di pericolo e fragilità nell’allestimento, enfatizzando come questi aspetti possano essere parte integrante dell’esperienza visiva.
  • Zaven ha creato un’area neutra con il loro progetto “Made to Measure”, dove l’opera è libera da interferenze esterne.
  • Soft Baroque ha riflettuto su come il design delle cornici possa alterare la comunicazione tra l’opera e l’osservatore, utilizzando materiali e forme che stimolano l’interazione sensoriale.

Questa mostra non solo celebra l’arte e il design, ma invita anche i visitatori a riflettere sul modo in cui vediamo e interagiamo con l’arte, sfidando le convenzioni espositive tradizionali e proponendo nuove modalità di dialogo visivo e spaziale.

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