Rimini, 14 agosto 2026 โ Il Consiglio comunale ha approvato una variante al piano dellโarenile che apre alla realizzazione di piscine direttamente sulla battigia, ma soltanto per strutture che nascono dallโunione di piรน concessioni. La decisione avvia un confronto serrato tra chi vede nelle vasche in spiaggia unโopportunitร per attrarre visitatori e chi avverte rischi ambientali legati soprattutto alla gestione dellโacqua.
Cosa prevede la modifica al piano
La norma autorizza lโinstallazione di vasche soltanto per i cosiddetti maxi stabilimenti โ ottenuti dallโaccorpamento di almeno 8 concessioni โ e per quelli di dimensione media, a partire dallโunione di almeno 2 bagni. Le piscine dovranno rispettare requisiti di smontabilitร e caratteristiche costruttive pensate per ridurre lโimpatto visivo.

- Tipologia ammessa: piscine rimovibili ed ecocompatibili, con materiali dai colori naturali.
- Vincolo di superficie: per ogni metro quadrato di vasca sarร necessario rinunciare a pari superficie di cabine o altri manufatti.
- Limitazioni dโuso: niente scivoli o attrazioni acquatiche; impianti tecnologici incassati nei manufatti esistenti.
- Spazi per eventi: possibilitร di intrattenimento danzante solo allโaperto e solo per le strutture piรน grandi, con regole precise.
Le ragioni della maggioranza e le controparti
Per lโamministrazione la svolta risponde a unโevoluzione delle richieste turistiche: molte persone preferiscono servizi che integrino il mare con soluzioni piรน protette. Il sindaco ha sottolineato che le piscine non sostituiranno la balneazione ma offriranno alternative per chi, per motivi di sicurezza o preferenza, evita lโaccesso al mare.
Allโopposto, associazioni ambientaliste come Legambiente, i Verdi e alcuni sindacati mettono in evidenza la contraddizione di autorizzare vasche mentre la regione e il Paese affrontano una crescente crisi idrica. Il timore diffuso รจ che lโuso intensivo di acqua โ potabile o trattata โ possa aggravare la pressione su risorsa giร scarsa.
Da parte sua lโamministrazione assicura che il piano ridurrร complessivamente le superfici edificate: la variante prevede una diminuzione del 10% rispetto alle aree oggi costruite, e, secondo stime comunali, se tutti gli stabilimenti ammessi adottassero le piscine il calo potrebbe arrivare al 22%.
Tecnologie e sostenibilitร : puรฒ funzionare con acqua di mare?
Il documento comunale privilegia biopiscine โ vasche con materiali e tecniche a basso impatto โ e apre alla possibilitร di utilizzare acqua salata. Ma trasformare questa ipotesi in pratica richiederร approfondimenti tecnici e autorizzativi: trattamenti, compatibilitร con gli impianti e costi di gestione sono nodi non banali.

Gli esperti sollevano perplessitร su flussi autorizzativi e su come evitare che il rifornimento idrico alle piscine pesi sulla rete di distribuzione o sullโecosistema costiero. Per ora il Comune ha avviato verifiche interne e chiesto pareri per valutare la fattibilitร .
Impatto sul territorio e prospettive
La variante si inserisce in un quadro piรน ampio di riqualificazione: il nuovo lungomare, interventi sulle fognature e il cosiddetto โParco del mareโ hanno giร ridotto ampie porzioni di cemento e migliorato la qualitร della balneazione. Il provvedimento punta inoltre alla destagionalizzazione, permettendo lโallestimento di strutture temporanee per eventi e attivitร sportive anche in bassa stagione.
Tuttavia la decisione non chiude il dibattito: resta vivo il confronto su prioritร ambientali, su quali certificazioni imporre alle piscine e su come monitorare consumi e scarichi.
Cosa cambia per il cittadino e per il turista
In sintesi, queste sono le principali ricadute pratiche:
- Piรน offerta ricettiva per chi cerca alternative al mare.
- Accesso a eventi e attivitร distribuite durante tutto lโanno.
- Possibili rischi ambientali legati al consumo dโacqua se non saranno implementate soluzioni sostenibili.
- Vincoli progettuali che mirano a limitare lโaumento di superfici edificate.
Nei prossimi mesi il Comune dovrร completare gli studi tecnici, definire norme esecutive e avviare eventuali gare o autorizzazioni: il percorso determinerร se le promesse di compatibilitร ambientale reggeranno di fronte alle criticitร segnalate da associazioni e operatori.
Per chi vive e lavora sulla costa le scelte in arrivo non sono solo di immagine: coinvolgono regolamentazione, investimenti e la gestione quotidiana di una risorsa sempre piรน preziosa.
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