Piscine in spiaggia a Rimini: scontro tra sindaco e ambientalisti sul futuro della costa

Di : Lorenzo Dalmoro

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Rimini, 14 agosto 2026 โ€” Il Consiglio comunale ha approvato una variante al piano dellโ€™arenile che apre alla realizzazione di piscine direttamente sulla battigia, ma soltanto per strutture che nascono dallโ€™unione di piรน concessioni. La decisione avvia un confronto serrato tra chi vede nelle vasche in spiaggia unโ€™opportunitร  per attrarre visitatori e chi avverte rischi ambientali legati soprattutto alla gestione dellโ€™acqua.

Cosa prevede la modifica al piano

La norma autorizza lโ€™installazione di vasche soltanto per i cosiddetti maxi stabilimenti โ€” ottenuti dallโ€™accorpamento di almeno 8 concessioni โ€” e per quelli di dimensione media, a partire dallโ€™unione di almeno 2 bagni. Le piscine dovranno rispettare requisiti di smontabilitร  e caratteristiche costruttive pensate per ridurre lโ€™impatto visivo.

Struttura di piscina rimovibile sulla spiaggia con colori naturali e materiali ecocompatibili
Le piscine autorizzate devono rispettare requisiti di smontabilitร  e impatto visivo ridotto.

  • Tipologia ammessa: piscine rimovibili ed ecocompatibili, con materiali dai colori naturali.
  • Vincolo di superficie: per ogni metro quadrato di vasca sarร  necessario rinunciare a pari superficie di cabine o altri manufatti.
  • Limitazioni dโ€™uso: niente scivoli o attrazioni acquatiche; impianti tecnologici incassati nei manufatti esistenti.
  • Spazi per eventi: possibilitร  di intrattenimento danzante solo allโ€™aperto e solo per le strutture piรน grandi, con regole precise.

Le ragioni della maggioranza e le controparti

Per lโ€™amministrazione la svolta risponde a unโ€™evoluzione delle richieste turistiche: molte persone preferiscono servizi che integrino il mare con soluzioni piรน protette. Il sindaco ha sottolineato che le piscine non sostituiranno la balneazione ma offriranno alternative per chi, per motivi di sicurezza o preferenza, evita lโ€™accesso al mare.

Allโ€™opposto, associazioni ambientaliste come Legambiente, i Verdi e alcuni sindacati mettono in evidenza la contraddizione di autorizzare vasche mentre la regione e il Paese affrontano una crescente crisi idrica. Il timore diffuso รจ che lโ€™uso intensivo di acqua โ€“ potabile o trattata โ€“ possa aggravare la pressione su risorsa giร  scarsa.

Da parte sua lโ€™amministrazione assicura che il piano ridurrร  complessivamente le superfici edificate: la variante prevede una diminuzione del 10% rispetto alle aree oggi costruite, e, secondo stime comunali, se tutti gli stabilimenti ammessi adottassero le piscine il calo potrebbe arrivare al 22%.

Tecnologie e sostenibilitร : puรฒ funzionare con acqua di mare?

Il documento comunale privilegia biopiscine โ€” vasche con materiali e tecniche a basso impatto โ€” e apre alla possibilitร  di utilizzare acqua salata. Ma trasformare questa ipotesi in pratica richiederร  approfondimenti tecnici e autorizzativi: trattamenti, compatibilitร  con gli impianti e costi di gestione sono nodi non banali.

Impianto tecnologico per il trattamento dell'acqua salata con filtrazione sostenibile
Le biopiscine con acqua di mare richiedono approfondimenti tecnici ancora in corso.

Gli esperti sollevano perplessitร  su flussi autorizzativi e su come evitare che il rifornimento idrico alle piscine pesi sulla rete di distribuzione o sullโ€™ecosistema costiero. Per ora il Comune ha avviato verifiche interne e chiesto pareri per valutare la fattibilitร .

Impatto sul territorio e prospettive

La variante si inserisce in un quadro piรน ampio di riqualificazione: il nuovo lungomare, interventi sulle fognature e il cosiddetto โ€œParco del mareโ€ hanno giร  ridotto ampie porzioni di cemento e migliorato la qualitร  della balneazione. Il provvedimento punta inoltre alla destagionalizzazione, permettendo lโ€™allestimento di strutture temporanee per eventi e attivitร  sportive anche in bassa stagione.

Tuttavia la decisione non chiude il dibattito: resta vivo il confronto su prioritร  ambientali, su quali certificazioni imporre alle piscine e su come monitorare consumi e scarichi.

Cosa cambia per il cittadino e per il turista

In sintesi, queste sono le principali ricadute pratiche:

  • Piรน offerta ricettiva per chi cerca alternative al mare.
  • Accesso a eventi e attivitร  distribuite durante tutto lโ€™anno.
  • Possibili rischi ambientali legati al consumo dโ€™acqua se non saranno implementate soluzioni sostenibili.
  • Vincoli progettuali che mirano a limitare lโ€™aumento di superfici edificate.

Nei prossimi mesi il Comune dovrร  completare gli studi tecnici, definire norme esecutive e avviare eventuali gare o autorizzazioni: il percorso determinerร  se le promesse di compatibilitร  ambientale reggeranno di fronte alle criticitร  segnalate da associazioni e operatori.

Per chi vive e lavora sulla costa le scelte in arrivo non sono solo di immagine: coinvolgono regolamentazione, investimenti e la gestione quotidiana di una risorsa sempre piรน preziosa.

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