Un tesoro dimenticato in soffitta
Dimenticato in una soffitta per diversi decenni, un eccezionale vaso di porcellana cinese creato per l’imperatore Qianlong (1735-1796) è stato battuto martedì all’asta da Sotheby’s a Parigi per 16,2 milioni di euro. Questo pezzo storico, ignorato per anni, è un notevole esempio di arte imperiale cinese del XVIII secolo. I suoi proprietari non avevano idea del suo valore e il vaso è rimasto inattivo tra altri oggetti asiatici considerati semplici curiosità esotiche fino a quando la sua eccezionale importanza è stata finalmente riconosciuta dagli esperti di arte orientale.
Un record assoluto per Sotheby’s Parigi
Il vaso Qianlong, acquistato da un giovane offerente cinese presente in sala e che ha fatto la propria offerta, diventa “il record assoluto per un’opera venduta da Sotheby’s Parigi dall’apertura del mercato alle case d’asta straniere e il record per un pezzo di porcellana venduto in Francia”, secondo la casa d’aste.
Questo spettacolare risultato sottolinea il crescente interesse dei collezionisti, in particolare cinesi, per il recupero di importanti pezzi del loro patrimonio culturale sparsi in tutto il mondo. La vendita si è svolta in un’atmosfera elettrica, con offerte che sono rapidamente salite ben oltre le stime iniziali.
Un’opera d’arte eccezionale
Stimato tra i 500.000 e i 700.000 euro, il vaso è in perfette condizioni e presenta una decorazione policroma dominata dai toni del rosa. È decorato con un notevole paesaggio di cervi e gru circondati da pini contorti e cime coperte di nebbia. Sotto la base è presente un “marchio di regno” a sei caratteri.
La finezza della lavorazione testimonia l’incomparabile abilità degli artigiani imperiali del periodo Qianlong, considerato l’apogeo dell’arte della porcellana cinese, quando la raffinatezza tecnica e l’estetica raggiunsero vette ineguagliabili.
Una scoperta paragonabile a un Caravaggio
“Questo vaso è l’unico conosciuto al mondo con un tale dettaglio. È un’opera d’arte importante; è come scoprire un Caravaggio”, ha dichiarato Olivier Valmier, banditore d’asta specializzato in arte asiatica, alla presentazione dell’opera.
Trasportato a Sotheby’s in una semplice scatola di scarpe, si dice che sia stato acquistato in Francia alla fine del XIX secolo e “conservato” con altre “cineserie” nella soffitta della casa di campagna di una famiglia che non lo apprezzava molto. Questo confronto con un grande maestro occidentale illustra perfettamente il valore artistico e storico di questo pezzo unico.
Una rarità assoluta
Solo quattro vasi con questo tipo di paesaggio sono documentati nella produzione delle officine imperiali. Un pezzo di forma e stile simili, ma senza gru, si trova al Musée Guimet di Parigi. I pezzi imperiali del periodo Qianlong sono particolarmente ricercati.
Una ciotola in porcellana famille rose è stata venduta per 30,4 milioni di dollari da Sotheby’s Hong Kong in aprile. L’estrema rarità spiega in gran parte la frenesia delle offerte e il prezzo straordinario raggiunto da questo vaso, oggi considerato un esempio emblematico dell’arte cinese del XVIII secolo.
Un mercato in espansione
Un sigillo imperiale dello stesso periodo aveva stabilito un record mondiale di 21 milioni di euro nel dicembre 2016 in una vendita a Parigi. Quest’ultima spettacolare offerta conferma la forte tendenza del mercato dell’arte cinese antica, in particolare per i pezzi imperiali di altissima qualità.
Una delle ragioni principali è il desiderio dei collezionisti e delle istituzioni cinesi di rimpatriare il proprio patrimonio culturale e artistico, disperso da secoli nelle collezioni occidentali. Questa dinamica continua a spingere i prezzi verso nuove vette, ridefinendo la gerarchia dei valori sul mercato internazionale dell’arte.
Conclusione
La storia di questo vaso Qianlong illustra perfettamente come un tesoro artistico possa passare dalla totale oscurità al riconoscimento mondiale nel giro di poche ore. Dalla polverosa soffitta di una casa di campagna francese ai riflettori di un’asta internazionale, questo capolavoro di porcellana cinese ha avuto un destino tanto improbabile quanto affascinante.
Il suo viaggio ci ricorda che i veri tesori possono ancora essere nascosti nelle nostre soffitte e che la competenza artistica rimane essenziale per identificare questi gioielli dimenticati del patrimonio mondiale, che possono trasformare la vita dei loro proprietari e arricchire la nostra conoscenza della storia dell’arte.
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