Mattia Davì, in arte Mizar, arriva al 76° Festival con due brani firmati per artisti diversi e seguirà la rassegna direttamente dalla città ospitante. La sua presenza può segnare un punto di svolta per l’autore torinese, protagonista di una transizione dal rap alle grandi produzioni.
Mizar Mattia Davì a Sanremo: due brani suoi in gara, lo seguirà dalla Città dei Fiori
Originario di Susa e residente a Torino, Davì è al centro dell’attenzione per aver cofirmato i pezzi che portano in gara due nomi differenti per generazione e approccio. Per il pubblico significa monitorare da vicino un autore che sta crescendo dietro le quinte del pop italiano.
Il ruolo di Davì è duplice: autore e osservatore. Con Leo Gassmann ha lavorato a un brano che mette in luce una nuova intensità vocale, mentre con il veterano Francesco Renga ha contribuito a rinnovare una cifra stilistica più matura. Il risultato parla di un tentativo di aggiornare i registri sonori mantenendo radici cantautorali.
Davì racconta che il nome d’arte, Mizar, viene da un’immagine estiva in valle, un’idea nata guardando le stelle. La scelta riflette una volontà di costruire un’identità riconoscibile anche come autore, non solo come interprete.
Da artista partito dal rap e dall’hip hop a fine anni Dieci, ha poi deciso di concentrare l’attività nella scrittura per altri, trovando in questo percorso uno spazio più sereno e produttivo lontano dallo stress della scena. Oggi dichiara di preferire lo studio e la creazione dietro le quinte.
Quanto conta Torino nel suo percorso?
Per Davì, Torino è il giusto equilibrio tra calma e comunità musicale autentica: scena indipendente, jam session e spazi creativi che non sono esclusivamente guidati dal mercato. Al tempo stesso, riconosce Milano come il centro principale per le produzioni commerciali.
- Brano per Leo Gassmann: titolo in gara caratterizzato da una resa vocale potente.
- Brano per Francesco Renga: veste più moderna, con influenze urban e un ritornello pensato per il periodo di svolta dell’artista.
- Come seguirà il festival: presente in città, incontrerà i colleghi dopo le esibizioni.
Dal punto di vista professionale, la doppia firma a Sanremo può consolidare la reputazione di Davì come autore richiesto. Per il pubblico e per l’industria è un segnale: i giovani autori possono influenzare direzioni stilistiche anche di artisti affermati.
Tra le collaborazioni passate figurano nomi come Epoque e Baby K; Davì esprime aperture verso altre generazioni di musicisti e l’interesse per confronti con autori storici. Sul piano personale, non esclude un ritorno in scena come cantante ma preferisce aspettare tempi e condizioni più stabili.
In serata seguirà le performance dalla Città dei Fiori e ha programmato un incontro con Gassmann dopo l’esibizione: un momento di confronto che sottolinea il rapporto personale e creativo tra autore e interprete.
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Teodoro è un giornalista esperto in tendenze e innovazioni stilistiche. Il suo approccio diretto e semplice aiuta tutti a decifrare i codici dello stile moderno. Con curiosità ed esperienza, analizza le novità offrendo una visione chiara e accessibile a tutti i lettori.
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