Scoperto a Venezia: Gli antichi uncini per i condannati a morte ancora visibili!

Di : Teodoro Montani

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Il Ponte di San Canciano e le sue Leggende

Immerso nel vivace sestiere di Cannaregio a Venezia, si trova il Ponte di San Canciano, che sovrasta il pittoresco Rio dei Santi Apostoli. Prima della costruzione delle Fondamenta Nuove nel corso del XVI secolo, questo era il punto di partenza dei traghetti diretti verso le isole di Murano, Burano e San Michele, quest’ultima nota per ospitare il cimitero della città. Il nome “Sotoportego del Tragheto” ha resistito al passare del tempo, anche dopo il restauro del ponte avvenuto nel 1868. In questa zona ricca di storia vissero personalità di spicco come il celebre pittore Tiziano Vecellio e la famiglia Strozzi, che si trasferì qui in esilio da Firenze.

Oltre alla sua importanza storica e architettonica, il Ponte di San Canciano è al centro di una leggenda molto conosciuta tra i veneziani. Ad uno dei lati del ponte, costruito in pietra e mattoni, si possono notare due curiosi oggetti metallici. Questi vecchi uncini di ferro sono incastonati su una colonna all’angolo di una casa nel sotoportego. Non è insolito osservare i passanti che, toccando questi ganci arrugginiti, continuano il loro cammino sperando di attirare la fortuna, secondo una credenza locale.

Tuttavia, la storia di questi uncini nasconde un passato più oscuro. La leggenda narra che all’estremità del Ponte di San Canciano venivano esposti i corpi mutilati dei condannati a morte. Dopo essere stati divisi in quattro parti dal boia, i resti venivano appesi agli uncini come monito per la popolazione. Si dice che altri due ganci fossero situati presso le “Fondamenta degli Squartai” vicino al Campo dei Tolentini, ma di questi non rimane alcuna traccia oggi. La presenza di questi uncini in diversi luoghi di Venezia era motivata dalla necessità di esporre le membra dei condannati nei quattro punti cardinali della città, rivolti verso Padova, Chioggia, Mestre e il Lido.

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Il Ponte di San Canciano, quindi, non è solo un passaggio tra le vie di Venezia, ma un luogo intriso di storia e avvolto da un’aura di mistero che continua a influenzare le tradizioni e le superstizioni dei suoi abitanti.

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