La Rinascita del Cioccolato a Perugia: Storie, Amori e Innovazioni
L’audacia di una piccola sarta, un progetto di finanziamento collettivo, un racconto d’amore divenuto serie televisiva e il sentimento di appartenenza di una comunità hanno dato vita alla “Città del Cioccolato”. Questo museo interattivo, recentemente aperto a Perugia nell’ex Mercato Coperto, un’imponente costruzione del 1932 appena fuori dalle mura storiche della città, offre spazio a una rievocazione storica e culturale del cioccolato attraverso sessanta esercizi commerciali che un tempo animavano il mercato di piazza Matteotti.
Luisa Spagnoli (1877-1935), pioniera del business femminile in Italia, è la protagonista di questa storia. La sua vita e le sue imprese sono state portate sul piccolo schermo nella serie televisiva “Luisa Spagnoli”, diretta da Lodovico Gasparini e con Luisa Ranieri nel ruolo della protagonista, disponibile su Rai Play. Nel 1907, Luisa acquistò un’ex pasticceria nel cuore di Perugia e iniziò a produrre cioccolato, ma ben presto capì di aver bisogno di un partner e si rivolse a Francesco Buitoni, con cui fondò la Perugina, partendo con soli quindici dipendenti. La storia d’amore tra Luisa e Giovanni Buitoni, figlio del suo socio, inizia nel 1922 e porta a una separazione scandalosa per quei tempi. Si narra che da questa relazione sia nato l’iconico Bacio Perugina. I locali dell’antica pasticceria, ora restaurati grazie ai fondi degli eredi di Luisa, sono visitabili come estensione del museo.
Il Museo e la Sua Storia
Il finanziamento collettivo ha permesso di ristrutturare il Mercato Coperto e di trasformarlo nella Città del Cioccolato. Il museo non solo narra la storia del cioccolato sotto vari aspetti – storico, botanico, ambientale, nutrizionale, sanitario e gastronomico – ma invita anche il visitatore a un’esperienza multisensoriale che comincia con una degustazione offerta con il biglietto d’ingresso.
Il percorso espositivo inizia con la storia del cacao nell’America Centrale tropicale, utilizzato da civiltà come gli Olmechi, i Maya e gli Aztechi per creare bevande amare e salse piccanti. Queste tradizioni culinarie sono ancora vive nella cucina messicana contemporanea. La mostra prosegue con l’arrivo delle fave di cacao in Spagna e la loro diffusione in Europa, trasformandosi da bevanda a svariati prodotti di cioccolato. Oltre mille oggetti di una collezione privata donata da Roberto Caraceni arricchiscono ulteriormente l’esposizione.
Una sezione del museo è dedicata all’impatto socio-ambientale del cacao, con focus sui progetti di sostenibilità in diversi paesi. Un’area interattiva permette ai visitatori di conoscere il processo di lavorazione del cacao attraverso display e pannelli informativi.
Esperienze Interattive e Informazioni Utili
All’interno della Città del Cioccolato, i visitatori possono immergersi in laboratori olfattivi e gustativi, analizzando diverse varietà di cacao e partecipando a workshop dove è possibile creare una propria barretta di cioccolato. Queste attività rendono la visita un’esperienza unica e personale. Inoltre, nel negozio del museo è possibile acquistare prodotti di oltre 150 marchi di cioccolato provenienti da tutto il mondo.
Per maggiori informazioni, è possibile visitare il sito della Città del Cioccolato o quello di Umbria Tourism.
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