Strada regia delle Calabrie riapre: cosa cambia per i visitatori

Di : Lorenzo Dalmoro

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Nel 2026 la riscoperta della Strada Regia delle Calabrie torna centrale: non รจ solo un recupero storico, ma una proposta concreta di valorizzazione territoriale che potrebbe cambiare il volto di interi paesi del Sud. Il cammino, che affonda le radici nella via romana Capuaโ€‘Regium, รจ oggi al centro di un progetto che punta a tutelarlo, promuoverlo e candidarlo allโ€™attenzione internazionale.

Chi ha ricostruito il percorso

Dietro la riorganizzazione del tracciato cโ€™รจ il lavoro di un ricercatore che negli ultimi quindici anni ha studiato archivi polverosi, mappato campi e colline e ritrovato pietre miliari dimenticate. Si chiama Luca Esposito e ha portato avanti lโ€™indagine con risorse limitate, aiutato da associazioni culturali e tecnologie come i droni.

Al progetto si sono poi aggregate istituzioni pubbliche: la Regione Campania ha siglato unโ€™intesa con 45 Comuni perchรฉ il percorso venga proposto come un unico itinerario culturale. Lโ€™obiettivo dichiarato รจ allargare lโ€™adesione anche a Basilicata e Calabria e, in prospettiva, ottenere il riconoscimento dellโ€™Unesco per lโ€™intero sistema di luoghi e paesaggi connessi alla strada.

Perchรฉ questa iniziativa conta oggi

La proposta arriva in un momento in cui valorizzare il patrimonio porta non solo prestigio culturale, ma anche ricadute economiche per le comunitร  locali: recupero di spazi, sviluppo di offerta turistica sostenibile, nuovi investimenti per la manutenzione. Allo stesso tempo si apre la sfida di proteggere i resti archeologici dagli effetti del turismo e dellโ€™infrastrutturazione contemporanea.

Nel paesaggio attuale frammenti della vecchia via convivono con la modernitร : alcuni tratti di strade statali (SS 18 e SS 19) seguono il vecchio tracciato, mentre viadotti autostradali lo sovrastano in certe zone. In altri punti restano sentieri sterrati fiancheggiati da cippi e porzioni di selciato romano.

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Punti chiave del percorso

Il tratto campano, finora il piรน ricostruito e promosso, offre una sequenza di siti ben conservati e meno noti che, messi in rete, ricompongono la storia della comunicazione tra Napoli e la punta dello Stivale.

Tratto Luoghi di interesse Motivo della visita
Napoli โ€“ Portici Reggia di Portici, Ercolano Epicentro archeologico del Grand Tour e sede del primo museo archeologico
Portici โ€“ Miglio dโ€™Oro Ville nobiliari (Villa Campolieto, Villa Signorini) Itinerario di architettura borbonica e residenze aristocratiche
Nocera Superiore Battistero paleocristiano di Santa Maria Maggiore Esempio raro di edificio paleocristiano intatto
Salerno โ€“ Cava deโ€™ Tirreni Duomo di Salerno, Abbazia della Santissima Trinitร , Biblioteca con pergamene Patrimonio religioso e manoscritti antichi
Interno campano Taverna della Duchessa, Certosa di Padula Posto di sosta storico, grande complesso monastico e cucine monumentali

Tracce antiche e testimonianze

Il tracciato era organizzato con stazioni di posta ogni venti miglia, la distanza ottimale per sostituire i cavalli. Oggi la maggior parte di quelle strutture รจ scomparsa, ma una รจ ancora riconoscibile: la Taverna della Duchessa a Postiglione, vicina a un tratto con lโ€™acciottolato originale.

Non mancano reperti ancor piรน antichi: le Grotte di Pertosaโ€‘Auletta custodiscono materiali preistorici oltre a vestigia greche e romane, a conferma che il territorio รจ stato nodo di passaggi millenari.

Un caso emblematico รจ la Certosa di Padula, il piรน vasto complesso monastico del Sud, la cui cucina monumentale e gli spazi conventuali raccontano un mondo di pratiche e organizzazione che affondano nel passato.

Rischi e opportunitร 

La prospettiva di un riconoscimento Unesco porta con sรฉ vantaggi concreti: maggiore tutela, possibilitร  di finanziamenti europei e internazionali, incremento di visitatori. Ma cโ€™รจ anche il rischio che flussi turistici non gestiti compromettano lโ€™integritร  dei siti o snaturino comunitร  rurali.

Per questo il progetto promosso in Campania prevede una strategia di messa in rete che punta a distribuire i percorsi su piรน centri, evitando concentrazioni eccessive e favorendo servizi diffusi.

Cosa aspettarsi nei prossimi mesi

La candidatura si sviluppa per fasi: prima la definizione del perimetro in Campania, poi il coinvolgimento ufficiale di Basilicata e Calabria. Se lโ€™adesione si allargherร , aumenteranno le probabilitร  di una proposta transregionale verso lโ€™Unesco.

Nel frattempo, chi vuole esplorare la Strada Regia oggi puรฒ farlo percorrendo i tratti accessibili, visitando musei, abbazie e ville e osservando i segni materiali โ€” pietre miliari, selciati e stazioni โ€” che accompagnano il viaggio.

La speranza degli addetti ai lavori รจ che questo progetto non si limiti a celebrare il passato, ma diventi uno strumento per rafforzare economie locali, creare lavoro e salvaguardare i paesaggi che per secoli hanno collegato il Sud dellโ€™Italia.

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