La mostra di Gustav Klimt con l’opera Nuda Veritas ha fatto da sfondo alla giornata conclusiva della 23ª edizione di “Nel giardino del Doge Manin” a Villa Manin di Passariano (Codroipo), con un concerto che ha saputo unire repertori molto diversi. L’evento mette in luce la strategia culturale della regione: trasformare la villa in laboratorio di formazione, produzione e esposizione artistica con ricadute sul territorio.
Una chiusura che vale come dichiarazione d’intenti
Il vicegovernatore regionale con delega alla Cultura, Mario Anzil, ha ricordato che il rilancio di Villa Manin passa per tre fasi collegate: formazione, creazione e fruizione pubblica. Secondo Anzil, eventi come questo dimostrano la capacità del sito di parlare a pubblici diversi, intrecciando arti visive, musica e paesaggio.

La giornata conclusiva ha accostato la mostra floreale — giunta al suo ventitreesimo appuntamento — a una significativa esposizione d’arte e a un concerto che ha mescolato tradizione e pop: il programma intitolato “J.S. Bach & Michael Jackson” ha proposto un dialogo insolito fra epoche e linguaggi.
Cosa è successo e cosa cambia
Tre elementi hanno caratterizzato la manifestazione e ne spiegano l’importanza pratica per il territorio:
- Esposizione d’arte: la presenza di Nuda Veritas di Gustav Klimt, che ha arricchito l’offerta culturale della villa.
- Mostra floreale: la rassegna “Nel giardino del Doge Manin”, arrivata alla 23ª edizione, ha confermato l’attrattiva per gli appassionati di botanica e design del verde.
- Programmazione musicale: il concerto di chiusura, con l’esecuzione guidata dal maestro Sebastian di Bin, ha cercato di attirare pubblici differenti attraverso un abbinamento inusuale.
La combinazione tra elementi diversi non è soltanto estetica: secondo la giunta regionale, contribuisce anche a rafforzare la visibilità internazionale del sito e a sostenere l’economia culturale locale, creando nuove opportunità per operatori e giovani professionisti del settore.
Nel suo intervento, Anzil ha invitato il pubblico a lasciarsi coinvolgere dall’atmosfera della villa e dalla musica, sottolineando come luoghi storici come Villa Manin possano diventare motori di creatività quando accolgono programmi multidisciplinari.
La coincidenza tra la mostra floreale e la presenza di un’opera di Klimt ha trasformato la giornata conclusiva in un momento simbolico: non solo fine di un percorso espositivo, ma anche prova tangibile del ruolo della cultura nella rigenerazione dei luoghi.
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Marcelina è una giornalista curiosa e sensibile, appassionata d’arte e cultura. Analizza le tendenze attuali con parole semplici e accessibili. Il suo stile accogliente e informativo guida i lettori nel mondo affascinante della moda, mettendo in luce le influenze storiche e le creazioni contemporanee.




