Un team di archeologi del Wessex Archaeology ha annunciato la scoperta di un sito neolitico a Bulford, a pochi chilometri da Stonehenge, che potrebbe riscrivere alcune ipotesi sulle origini del celebre complesso. Le indagini suggeriscono che si tratta di una struttura molto più semplice e più antica, con un chiaro orientamento astronomico: perché questo conta oggi è tanto per la storia quanto per la comprensione delle pratiche sociali e agricole delle prime comunità britanniche.
Gli scavi hanno messo in luce due grandi fosse nel terreno, interpretate come i basamenti di due pali di legno scomparsi nel tempo. Secondo gli archeologi, questi pali — alti originariamente tra i 2 e i 4 metri e distanti circa 120 metri — erano allineati con i punti dell’alba e del tramonto durante i solstizi, come avviene a Stonehenge.
Datazione e contesto
Le analisi al radiocarbonio collocano il sito intorno ai 5.000 anni fa, cioè antecedente alla fase megalitica di Stonehenge di qualche secolo. Questo posizionamento temporale suggerisce che tali pratiche astronomiche e rituali esistevano già nelle comunità locali prima dell’erezione delle grandi pietre.
L’area era nota agli archeologi da circa dieci anni, quando primi lavori di costruzione militare avevano portato alla luce le tracce. Solo recentemente però il team ha completato uno studio dettagliato dell’orientamento e della relazione con il cielo neolitico.
Come hanno verificato l’allineamento
Per confermare il legame astronomico gli specialisti hanno ricostruito il cielo di 5.000 anni fa, tenendo conto delle piccole variazioni nella posizione apparente del Sole e delle stelle nel corso dei millenni. L’archeoastronomo Fabio Silva dell’Università di Bournemouth spiega che, considerate le dimensioni ipotizzate dei pali, la direzione risultante combacia con l’alba del solstizio d’estate e con il tramonto del solstizio d’inverno.
Reperti e segnali di attività comunitaria
Intorno alle fosse sono emersi numerosi reperti che indicano un uso ripetuto dell’area come luogo di incontro: frammenti di ceramica decorata, utensili in selce, ossa lavorate e corna di cervo apparentemente impiegate come strumenti da scavo. Tra gli oggetti più rilevanti c’è un coltello in selce dalla forma discoidale, ritrovato in posizione verticale — possibile deposito intenzionale con valore simbolico.
- Località: Bulford, Wiltshire, a circa 5 km da Stonehenge
- Età stimata: ~5.000 anni (datazione al radiocarbonio)
- Caratteristica principale: due fosse probabilmente per pali lignei, orientate sui solstizi
- Reperti: ceramica, selci, ossa lavorate, corna di cervo, coltello neolitico discoidale
- Significato: indizi di pratiche rituali/cerimoniali e di organizzazione comunitaria legata al calendario stagionale
Phil Harding, responsabile degli scavi per Wessex Archaeology, sottolinea che elementi apparentemente semplici come queste fosse possono rivelare molto sul modo di pensare e sulle relazioni sociali delle popolazioni neolitiche. Jennifer Wexler di English Heritage aggiunge che il ritrovamento potrebbe offrire indizi utili sulle persone coinvolte nelle prime fasi costruttive di Stonehenge o sui gruppi che si riunivano stagionalmente nella zona.
Perché questa scoperta è importante
La scoperta a Bulford contribuisce a collocare Stonehenge in un panorama culturale più ampio: non più un’unica impresa isolata, ma il risultato di pratiche e conoscenze diffuse, legate al ciclo delle stagioni e alla programmazione delle attività agricole. Comprendere questi precedenti permette di leggere meglio il valore sociale e simbolico dei monumenti megalitici.
Resta comunque cautela: sebbene l’allineamento e la datazione siano convincenti, collegare direttamente Bulford alla costruzione di Stonehenge richiede ulteriori prove archeologiche e confronti stratigrafici più approfonditi.
Gli scavi proseguiranno e gli archeologi sperano di recuperare nuovi dati per ricostruire scenari di utilizzo e mobilità delle popolazioni neolitiche. Nel frattempo, la scoperta offre una nuova prospettiva sulla lunga storia dell’osservazione del cielo nel mondo preistorico britannico e sul ruolo centrale che i solstizi avevano nella vita comunitaria.
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