Capitale della cultura: due anni di mostre che trasformano la città

Di : Marcelina Vescovi

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Pordenone ha svelato il suo programma culturale per il biennio 2026-2027, pensato per arrivare pronta al ruolo di Capitale Italiana della Cultura nel 2027. Il cartellone, che mette in rete musei cittadini, Regione e istituzioni nazionali, promette di trasformare la città in un polo espositivo diffuso con ricadute tangibili su turismo, economia e immagine pubblica.

Il 2026: anteprime e proposte diffuse

Il calendario del 2026 punta su mostre d’autore e iniziative tematiche distribuite nei principali spazi cittadini. Al centro, il Museo Civico di Palazzo Ricchieri aprirà l’anno con una retrospettiva su Mario Moretti, accostata a un mosaico del progetto Icons of Art e a una serie fotografica dedicata agli interni di Francesco Dolfo.

Visitatori osservano opere d'arte in una sala espositiva del museo
Il programma 2026 distribuisce mostre nei principali spazi cittadini

Il Museo di Storia Naturale dedicherà un omaggio alla botanica Silvia Zenari, a settant’anni dalla scomparsa, mentre il Museo Archeologico celebrerà i suoi vent’anni ricordando la figura del conte Ragogna. Non mancheranno proposte rivolte a pubblici diversi: il Palazzo del Fumetto ospiterà focus su Sergio Toppi, il progetto Eronda, la storia industriale di Luciano Savio e una rassegna sui fumetti di Carlo Lucarelli.

Completano il programma espositivo del 2026 mostre monografiche e omaggi culturali in sedi minori: una personale di Guido Cecere a Casa Zanussi, un tributo a Ugo Tognazzi a Villa Cattaneo e una rassegna del Museo Diocesano sull’arte recuperata dopo il terremoto del 1976.

Il 2027: il cuore delle celebrazioni

Nel 2027 la programmazione entrerà nel vivo con progetti di più ampia portata e allestimenti pensati per attrarre un pubblico nazionale. Tra gli appuntamenti più attesi c’è il ritorno alla ribalta della riqualificata Casa del Mutilato, che ospiterà il progetto MULTI LATI: un percorso immersivo curato dal Museo M9 di Mestre volto a raccontare la trasformazione del Nord-Est da territorio agricolo a distretto industriale, con particolare attenzione alla vicenda della Zanussi.

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Accanto a MULTI LATI sarà allestita la mostra multidisciplinare Revolution N°9, che metterà in dialogo storie e linguaggi di New York e Berlino. Palazzo Ricchieri, invece, presenterà settanta opere inedite di Luigi Zuccheri e ospiterà iniziative per i sessant’anni della Galleria Sagittaria, oltre alla mostra “Ferite” con lavori di Fontana e Vedova.

L’archeologia rivendicherà uno spazio importante con l’esposizione di terrecotte datate a oltre 3500 anni fa e reperti neolitici provenienti dal Palù di Livenza. Nella contemporanea, la fotografia analizzerà la città attraverso i lavori di Paolo Pellegrin e Camilla Ferrari alla Galleria Bertoia, mentre Elio e Stefano Ciol proporranno uno sguardo storico-artistico su Pordenone.

  • 2026 – Museo Civico (Palazzo Ricchieri): retrospezione Mario Moretti, Icons of Art, Francesco Dolfo.
  • 2026 – Museo di Storia Naturale: omaggio a Silvia Zenari.
  • 2026 – Palazzo del Fumetto: Sergio Toppi, Eronda, Luciano Savio, Carlo Lucarelli.
  • 2027 – Casa del Mutilato: MULTI LATI (Museo M9) e Revolution N°9.
  • 2027 – Palazzo Ricchieri: 70 opere inedite di Luigi Zuccheri; Galleria Sagittaria 60°; mostra Ferite.
  • 2027 – Archeologia e fotografia: terrecotte 3500 a.C., reperti del Palù di Livenza, Pellegrin, Ferrari, Ciol.

Il programma disegnato per i due anni non è solo una sequenza di mostre: punta a costruire un racconto corale sul territorio e a rafforzare le connessioni tra istituzioni culturali. Il coinvolgimento di musei diversi e di partner esterni indica una strategia che privilegia il dialogo interdisciplinare e la fruizione diffusa.

Le ricadute pratiche sono concrete. Aumenteranno le esigenze logistiche (accoglienza, mobilità, servizi) e le occasioni per operatori locali, artigiani e guide. Sul piano culturale, il programma offre opportunità di visibilità per artisti emergenti e spazi di approfondimento per studiosi e scuole.

Resta ora da seguire il calendario dettagliato con aperture, sostenibilità degli allestimenti e forme di accesso al pubblico: la sfida sarà trasformare l’attenzione nazionale prevista per il 2027 in benefici duraturi per la città e il territorio circostante.

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